Esperienza al check point di Beit Jala

martedì 5 dicembre 2017

 

di Meri Calvelli

Ultima scena sconfortante, tra le tante, accaduta ieri, prima di uscire dalla Palestina occupata, per rientrare in Italia.
Sono uscita attraverso il check point di Beit Jala, il bus 231 che ti collega a Gerusalemme; su quel bus possono viaggiare i palestinesi che hanno permesso per andare a Gerusalemme (lavoratori, malati, studenti), non sono tanti i permessi e quello poi deve essere comunque stabilito sempre dall’autorità’ israeliana.
Sotto Beit Jala c’e’ un grande check point, che divide la strada verso Gerusalemme, dalla quale possono passare i coloni che occupano i territori palestinesi e che senza problemi possono recarsi a Gerusalemme.

Quel bus 231 ha l’obbligo di fermarsi al check point, accostarsi in una area riservata, sotto il controllo militare, dove tutti i passeggeri palestinesi vengono fatti scendere per i controlli. Messi in fila in attesa che arrivi il controllore sotto la scorta armata, con fucile puntato e il militare dietro la trincea che controlla ogni ID e permesso.

Prima pero’ fanno irruzione dentro il bus e controllano che tutti siano scesi (non vogliono che gli internazionali, eventualmente presenti, scendano dal bus). Se qualcuno dei palestinesi ha “osato” rimanere sul bus e non scendere per i controlli, il trattamento e’ da scena SS – urla insulti e fucili puntati in faccia – nessun rispetto, nessuna comprensione o capacita’ di rivolgersi diversamente al già ingiusto trattamento di dover scendere da quell’autobus per essere trattati da diversi, non desiderati e soprattutto considerati umani da apartheid.

L’ultima scena del soldato che urla verso una signora, visibilmente malata con problemi di deambulazione, che si stava appunto recando in ospedale, mi ha fatto reagire certo facendogli notare che poteva essere sua madre e che ci sono modi diversi di rivolgersi alle persone ma nello stesso momento mi ha dato un grande sconforto e la domanda: come possono pretendere sicurezza e convivenza se l’atteggiamento e’ imposizione e violenza?

Purtroppo non sono casi isolati, ed e’ così da sempre.

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