Fabio Scuto :Tra Iran e Israele la nuova guerra fredda.

Il venerdì di Repubblica 1248

17.02.2012

 

Tra Iran e Israele la nuova guerra fredda.

Attentati negli impianti nucleari, sparizioni, sabotaggi..contro Teheran è in corso un attacco sotterraneo, gestito dai servizi segreti. Servirà? <<Sì meglio di un conflitto>>, giura uno che se ne intende…. 

di Fabio Scuto

Gerusalemme. C’è un’ombra di paura tra le centinaia di tecnici iraniani coinvolti nel programma nucleare del loro Paese: chi sarà il prossimo? La lista degli scienziati somiglia sempre più ad una Spoon River. Uccisioni per le strade, morti <<naturali>> molto sospette, sabotaggi, esplosioni, treni che deragliano e convogli pesanti che scompaiono nel nulla, misteriosi virus che fanno impazzire i computer impiegati nel programma nucleare. La guerra, quella <<fredda>>, contro l’Iran, è già iniziata. Un esercito di spie è al lavoro per rallentare in ogni modo i progressi iraniani. 

Le sanzioni <<paralizzanti>> varate dagli Stati Uniti e dall’Europa hanno allontanato – almeno per un po’ il rischio di un attacco aereo in grande stile contro le decine di siti nucleari iraniani dove si sta arricchendo l’uranio, che nei peggiori incubi dell’Occidente verrà usato per la prima bomba atomica degli ayatollah. La macchina da guerra è pronta a partire. Nelle acque delGolfo Persico c’è la più grande concentrazione di squadre navali, portaerei americane, fregate inglesi e francesi. Non è un segreto che Israele sia in prima linea nel contenimento del minaccioso programma nucleare iraniano.Per mesi si è dibattuto se e come lanciare il Big Strike contro l’Iran – aerei e missili a lunga gittata – e sulle conseguenze della guerra nella regione. Una sola certezza: il Medio Oriente come l’abbiamo conosciuto sarà sconvolto all’impatto della prima bomba sul terreno iraniano.

In Israele, dove la minaccia nucleare iraniana è particolarmente avvertita, la leadership è convinta che solo l’opzione militare possa fermare, o rallentare, quel programma nucleare. Siamo più vicini a un punto di non ritorno «di quanto la gente non pensi», l’ultimo monito del premier Benjamin Netanyahu.

 Centrale di Bushehr

Per questo la «macchina della guerra» israeliana è pronta e i piani di un attacco aereo e missilistico vengono aggiornati ogni 36 ore. Intanto l’intelligence, il «mondo delle ombre», non sta con le mani in mano. Ci sarebbe la mano del Mossad, il servizio segreto israeliano, della Cia e dell’MI5 britannico dietro le misteriose esplosioni, le eliminazioni e i sabotaggi che stanno colpendo in Iran impianti super segreti. Yossi Melman, esperto di intelligence del quotidiano  Haaretz  , commenta: «Con tutto il rispetto per i grandi sforzi delle intelligence occidentali, incluso quello, probabilmente senza precedenti, del coordinamento operativo, è improbabile che queste operazioni possano avere successo senza il sostegno interno, vale a dire senza gruppi o individui pronti ad aiutare il sabotaggio del regime degli ayatollah». L’Iran, dice Melman «è un mosaico di minoranze etniche e quasi tutte hanno buone ragioni per non amare il regime, alcune hanno addirittura delle milizie clandestine». I servizi israeliani d’intelligence del Mossad infatti hanno rafforzato la loro presenza nel Kurdistan iracheno, dove possono reclutare rifugiati curdi iraniani da inviare nel confinante Iran. Il Great Ga-me sui monti che circondano il Paese è senza esclusione di colpi. Come ha rivelato l’ultimo numero di  Foreign Policy,agenti israeliani sono addirittura arrivati a fingersi uomini della Cia – all’insaputa degli americani, naturalmente – reclutando in Pakistan, durante l’amministrazione Bush, dei militanti di Jundallah, un’organizzazione sunnita pachistana che ha compiuto attentati in Iran.Perché fingersi della Cia? Semplice:imilitanti di Jundallah non avrebberomai lavorato per Israele.

Incidenti, attentati, uccisioni di scienziati iraniani si sono moltiplicati negli ultimi quattro anni. Il primo caso? Nel novembre del 2007, quando un’esplosione in una base missilistica a Sud di Teheran uccide decine di persone. L’ultimo, lo scorso novembre:durante un importante test missilistico è saltata in aria un’intera zona co-mando dell’impianto, uccidendo, fra i trenta tecnici, anche il Brigadier Generale Hassan Moghadam, il padre del sistema missilistico iraniano. Un colpo formidabile. Prima ancora, nel giugno dell’anno scorso, un aereo che trasportava i tecnici russi verso la centrale atomica di Busher si è schiantato al suolo: fra le vittime, sei importanti scienziati. Fatalità? A gennaio dell’anno precedente, a Teheran con una moto-bomba è stato assassinato Massud Ali-Mohammad – fisico nucleare di grande importanza –; poi è toccato a Majid Shahriari e a Daryush Rezaei,altri due scienziati impegnati nel programma atomico. Infine, lo scorso 11 gennaio, una bomba radiocomandata piazzata sulla sua auto è stato assassinato Mustafa Ahmadi Roshan, che lavorava nell’impianto di Natanz.

Massud Ali-Mohammad

Questi «incidenti» sono la conferma che «un esercito di ombre» è al lavoro per fermare con ogni mezzo la cors iraniana, forse in maniera più efficace di quanto sarebbe un attacco aereo e missilistico. Il direttore del Mossad in genere è persona riservata, anchequando va in pensione, ma Meir Dagan – alla guida del servizio segreto israeliano per otto anni – ha cambiato le regole del gioco. Non s’era mai visto il capo del Mossad andare ai talk show in tv per dire la sua. Meir Dagan ha ripetuto che attaccare l’Iran è inutile e dannoso e rallenterà i sogni atomici degli ayatollah soltanto per un paio d’anni, mentre il programma si può fermare con altri mezzi. Durante uno dei di questi programmi gli è stato chiesto se per caso ci fosse «Dio» dietro tutto quel che sta accadendo in Iran e Dagan ha ammesso che «Dio è al lavoro». Nel gergo israeliano «Dio» – colui che tutto può – è il Mossad. Del resto, come spiega sempre Yossi Melman, «l’anno scorso ci sono stati molti altri sabotaggi nel sistema iraniano. Oltre a strutture militari, sono stati colpiti impianti petroliferi, gasdotti, treni e caserme dei Pasdaran. Guasti e sabotaggi nelle infrastrutture strategiche dell’Iran sono cresciuti del 10 per cento. In parte dipenderà dalla cattiva manutenzione e in parte dalle sanzioni internazionali, ma l’elevato numero di incidenti significa anche che “Dio” è coinvolto».Ci sono centinaia di operazioni «sporche» di cui non resta traccia. Costretto a rifornirsi sul black market , l’Iran ha comprato molti strumenti di controllo e gestione, necessari al programma atomico, da società asiatiche fantasma. Si dice che molti di questi apparecchi sarebbero stati «taroccati» dagli agenti segreti britannici e oggi forni-scono risposte fallaci durante i test iraniani.

video: some moments after todays attack

http://www.youtube.com/watch?v=BnH8jTUb46s&feature=player_embedded

È quasi certo che la pazienza degli ayatollah stia per esaurirsi. A Teheran si sono resi conto che qualcuno ha dichiarato guerra all’Iran senza lasciare segni o impronte digitali. Prima o poi il regime deciderà di reagire e ordinerà alle sue unità operative e di intelligence di vendicarsi. Adotterà tutte le misure necessarie per nascondere il suo coinvolgimento in queste attività, ma l’esperienza delpassato dimostra che, nonostante lacautela e la raffinatezza, i servizi iraniani non sempre sono riusciti a oscurare le loro impronte digitali. Per l’intelligence occidentale sarà una sfida fermarli, il prima possibile. La «guerra delle ombre>> prosegue.

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