Facebook censura saggio su Hamas

La presentazione pubblica di un saggio su Hamas può essere un «evento che incita all’odio, minaccioso, o osceno»? Forse sì, almeno a giudicare dalla spiegazione che Facebook ha dato per la rimozione dal social network più popolare della rete dell’annuncio dell’evento svoltosi alla Libreria Terra Santa di Milano il 1° dicembre scorso. In quell’occasione la giornalista Paola Caridi ha presentato il suo «Hamas. Cos’è e cosa vuole il movimento radicale palestinese» (Feltrinelli 2009).

Lettera22, l’associazione di giornalisti indipendenti di cui Caridi fa parte, denuncia come «censura» l’episodio. «La motivazione del social network – si legge in un comunicato di Lettera22 – è arrivata attraverso una e-mail agli amministratori del gruppo FB di Lettera22 con questa singolare spiegazione: “L’evento “Hamas” – dice l’anonimo messaggio giunto da Facebook – è stato rimosso perché viola le nostre condizioni d’uso” come avviene, spiega il messaggio, con “gli eventi che incitano all’odio, che minacciano e che sono osceni”. FB spiega che “…togliamo dalle pagine anche eventi che attaccano un individuo o un gruppo, o pubblicizzano un prodotto o un servizio”. A conferma della censura, sono arrivate le segnalazioni di alcuni lettori del blog di Paola Caridi, invisiblearabs, che si sono visti respingere il link con una nota dell’autrice del libro-inchiesta su Hamas con questa dicitura: «Alcuni contenuti di questo messaggio sono stati segnalati come offensivi dagli utenti di Facebook».

Caridi sottolinea come «precedenti annunci di presentazioni del suo lavoro non siano stati cancellati da Facebook e che la presentazione di un libro sia un evento culturale e non la pubblicizzazione di un prodotto commerciale».

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