Falluja e Gaza, l’Oms tace su armi proibite

Pubblichiamo la lettera inviata dalla docente Paola Manduca al British Medical Journal sull’ambiguita’ della OMS nel diffondere dati su uso armi chimiche a Falluja e Gaza.

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sabato 14 settembre 2013 10:49

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di Paola Manduca* 

Roma, 14 settembre 2013, Nena News – Nel 2012 il Ministero della Sanità iracheno con la consulenza tecnica e co-finanziamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha iniziato un progetto con l’obiettivo di “conoscere meglio la prevalenza e i fattori associati alle malformazioni congenite”. (1) I difetti alla nascita registrati alla nascita sono i maggiori difetti strutturali secondo la classificazione CD10 e la diagnosi per lo più basata su evidenze cliniche. Lo scopo dichiarato del progetto era di identificare la prevalenza dei difetti congeniti negli anni 2003 e 2010 e di confrontare una località a basso rischio con una ad alto rischio in ciascuna delle otto province. In media vennero programmate 625 interviste a donne di 14-49 anni per ciascuna località. I questionari utilizzati, pubblicati dall’OMS, indagavano la storia genetica e medica di madri e figli (ma non dei padri) e altre informazioni demografiche. (2)

L’unico risultato a seguito del completamento del lavoro sul campo è stato l’annuncio che lo studio ha dato informazioni preziose, ma che è incompleto e necessita di ulteriore lavoro e consultazione. (2) Esistono questioni riguardanti la metodologia, l’omissione di dati rilevanti da un punto di vista della salute pubblica dei bambini iracheni e in particolare la mancata disseminazione a tutt’oggi dei risultati dello studio.

In via preliminare va notato che, per alcune località dell’Iraq, dati osservazionali di un aumento dei difetti alla nascita sono disponibili dal 2006. Lo studio del Ministero della Sanità e OMS di cui sopra è stato avviato soltanto nel 2012, sia pure attingendo da rilevazioni effettuate in precedenza dal Ministero della Sanità dopo che un questionario per registrare i difetti congeniti era stato somministrato in alcune zone dopo il 2010. Ci sono stati anche alcuni reperti indipendenti molto interessanti di un aumento della prevalenza di malformazioni alla nascita a Falluja (3).

In primo luogo, non sembra esserci una buona ragione per cui dati di prevalenza non dovrebbero essere diffusi in questa fase, magari in forma disaggregata per località. I dati disaggregati sono necessari per evitare la distorsione statistica che risulterebbe dalla aggregazione dei dati di contesti a basso rischio e ad alto rischio. Dal momento che il questionario ha raccolto informazioni sulle storie riproduttive delle donne, questo avrebbe permesso un esame delle modalità di aumento delle malformazioni congenite nel periodo 2003-12 in ciascuna località. (4) E ‘ importante pubblicare questi risultati in modo tempestivo, sia per consentire il dibattito all’interno della comunità scientifica e di fornire informazioni e suggerimenti alle famiglie colpite. Ad oggi l’ unico consiglio che i medici possono offrire è quello di non avere più figli . Tuttavia non c’è stata alcuna pubblicazione: è stata invece annunciata una consultazione ‘a porte chiuse’ senza fornire informazioni nemmeno sugli scienziati responsabili della progettazione e interpretazione dei dati finora raccolti.

Sussiste inoltre un problema più fondamentale. Il disegno dello studio ha ignorato la questione centrale in gioco: perché i difetti alla nascita sono aumentati in Iraq? I dati non possono essere interpretati correttamente se non si tiene conto di eventuali modifiche delle condizioni ambientali avvenute nel periodo considerato. È scientificamente dato per acquisito che un improvviso aumento delle malformazioni congenite, sia a carattere diffuso sia in specifici ‘punti caldi, deve essere messo in relazione a possibili fattori ambientali. L’impressione che sia stato negato un desiderio di conoscere è rafforzata dalla affermazione della OMS che lo studio non intendeva stabilire correlazioni tra la prevalenza di difetti congeniti e uranio impoverito o altri fattori connessi alle armi. Il loro questionario omette domande riguardanti l’ambiente essenziali in studi di sanità pubblica. In tale contesto tali domande dovrebbero comprendere: residenza ed esposizioni nel tempo: ad es. esposizione lavoro-correlato a sostanze tossiche , la malnutrizione materna, l’esposizione a petrolio in fiamme, a pesticidi e fertilizzanti , l’esposizione a bombardamenti, attacchi di terra , attacchi con munizioni al fosforo (recentemente dimostrata la sua correlazione con l’incidenza di difetti alla nascita (5 )) , partecipazione alla evacuazione di vittime di guerra o di materiali da località bombardate, utilizzo di materiale riciclato da siti bombardati per la riparazioni di case, ricostruire una casa in un sito bombardato, l’uso di generatori a benzina. Uno studio limitato alla produzione di numeri senza collegamento a possibili eziologie, e quando vi è già considerevole dibattito circa gli effetti di materiali come l’uranio impoverito e di contaminanti metallici, ha poco senso in termini di salute pubblica. (6) Ha tutta l’aria di una scelta politica.

Un suggerimento ovvio sarebbe di tornare dai soggetti originali e porre loro le domande mancanti circa l’esposizione (e anche i dati mancanti sulle storie di salute dei padri) . Il tempo è una variabile , in quanto l’ aumento delle malformazioni congenite in alcune località in Iraq sembra continuare, e perché possiamo fare i conti con gli effetti a lungo termine. Questo potrebbe anche essere un problema per altre aree del Medio Oriente, come Gaza. (6,7)

*Professore di Genetica, Universita’ di Genova

Note e bibliografia

[1] In un primo momento l’OMS aveva annunciato che: “Il processo di raccolta dei dati è stato recentemente completato e i risultati sono in fase di analisi da parte del Ministero della Salute e l’OMS. Il processo di analisi dei dati si concluderà alla fine del 2012 a seguito del quale potrà avviarsi il processo di scrittura del rapporto.”

[2] Interpellata nel luglio 2013 l’OMS informava circa i tempi procedurali dovuti ai comitati che si stavano formando e nuove analisi proposte. “E ‘stato stabilito che questo grande insieme di dati ha una vasta quantità di informazioni potenzialmente di valore e che dovrebbero essere condotte analisi aggiuntive originariamente non concepite.” L’OMS ha aggiunto che: “… in aggiunta a ulteriori analisi, è stato stabilito che il lavoro dovrebbe anche essere sottoposto a una peer review scientifica. Si sta reclutando un team di scienziati indipendenti per esaminare le analisi previste.” I criteri di tale reclutamento non sono stati illustrati.

[3] -Alaani S, Savabieasfahani M, Tafash M, Manduca P. Four polygamous families with congenital birth defects from Fallujah, Iraq. Int J Environ Res Public Health. 2011 Jan;8(1):89-96. Epub 2010 Dec 31. -Alaani S, Al-Fallouji MA, Busby C, Hamdan M. Pilot study of congenital anomaly rates at birth in Fallujah, iraq, 2010. J IMA. 2012 Aug 30;44(1). pii: 44-1-10463. doi: 10.5915/44-1-10463.

[4] Naim A, Minutolo R, Signoriello S, Manduca P. Pat emerging from present recording: reproductive health history rveals increase in prevalence of birth defects over time, in Gaza, Palestine. Oral presentation, LPHA meeting , Cairo 2013 and submitted abstract to LPHA issue 2013.

[5] Naim A, Al Dalies H, El Balawi M, Salem E, Al Meziny K, Al Shawwa R, Minutolo R, Manduca P Birth defects in Gaza: prevalence, types, familiarity and correlation with environmental factors.. Int J Environ Res Public Health. 2012 May;9(5):1732-47.

[6] -P.Manduca Birth defects and metal contamination in Falluja, Iraq. http://newweapons.org/?q=node/120 March 2011.
 -Al-Sabbak M, Sadik Ali S, Savabi O, Savabi G, Dastgiri S, Savabieasfahani M. Metal contamination and the epidemic of congenital birth defects in Iraqi cities. Bull Environ Contam Toxicol. 2012 Nov;89(5):937-44.
 -Alaani S, Tafash M, Busby C, Hamdan M, Blaurock-Busch E. Uranium and other contaminants in hair from the parents of children with congenital anomalies in Fallujah, Iraq. Confl Health. 2011 Sep 2;5:15.
 -A Alborz Environmental characteristics and prevalence of birth defects among children in post-war Iraq: implications for policies on rebuilding the Iraqi education system- Medicine, Conflict and Survival, 2013,29, No. 1, 26-44.

[7] Registration at birth, towards a register of major birth defects in the Gaza Strip. A Naim, N Abu Shaban, H Al Dalies, F El Hayek, R Al Shawwa, M El Balawi, E Salem, K Al Meziny, R Minutolo, P Manduca. LPHA special issue October 2012

 

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