Festa di fine anno nella scuola di copertoni… e il colono prende a pietrate un bambino.

Lasciate che in questo numero di BoccheScucite, “A VOCE ALTA” non parli né di Obama né di Netanyahu, che non citi mai il “processo di pace” né gli ultimi Rapporti Onu… Perchè vogliamo restituire tutta la voce possibile ai beduini della scuola di Jahalin, ai piccoli che riempiono di sorrisi questo numero di BoccheScucite e che lottano per veder riconosciuta la loro dignità e la loro terra. Che sia alta la voce dei volontari internazionali che stanno trasformando la collina della scuola in un baluardo di resistenza nonviolenta che potrebbe diventare modello per tutta la Palestina. Il mondo non se ne accorge, ma quella sfida vinta dal Davide di un gruppo di ostinati pacifisti insieme alla coraggiosa Ong Vento di terra, contro il Golia della forza di occupazione, potrebbe veramente.

Proprio mentre la festa stava per finire, mentre le personalità prendevano posto nelle auto per lasciare il deserto e rientrare a Gerusalemme, una jeep è improvvisamente scesa dalla cima della collina di fronte al villaggio. Tutti assistono a quel gesto che proprio oggi non avrebbero voluto subire. La porta della jeep si apre e un giovane colono scende rapido senza esitare sull’obiettivo del suo raid: raccoglie le prime pietre che trova attorno all’auto e comincia a tirarle contro un bambino che stava in mezzo alle sue pecore. Violenza folle? Tutti percepiscono chiaramente che quel gesto non ha banalmente “rovinato la festa”: piuttosto ci ha ricordato qual’è realmente la gravità di un’aggressione che si ripete ogni giorno, ogni ora, qui come in tutti gli angoli della Palestina.
“Quel piccolo pastorello preso a sassate, con l’unica colpa di essere sulla sua terra arida a portare il gregge di suo padre, potrebbe diventare icona di tante pagine della Bibbia che apriamo in questa terra santa -ha commentato per BoccheScucite un giovane monaco italiano presente alla festa della scuola- come certo potremo venire su questa collina a rileggere il racconto del buon samaritano, per domandarci se siamo pronti a soccorrere ogni fratello che giace ai bordi della strada o piuttosto passiamo oltre…”.
Dal suo taccuino (http://www.andresbergamini.it/wp ) riportiamo il diario di questa giornata di festa: “Siamo stati alla cerimonia di chiusura dell’anno scolastico di una delle scuole più importanti di tutta la terra santa. E’ la scuola Al Khan Al Ahmar fatta di copertoni e fango che accoglie i bambini beduini che abitano nel deserto di Giuda verso Gerico. Con tenacia e determinazione insegnati, volontari, associazioni (c’è anche il consolato italiano!) cercano di tenerla aperta, di tenerla in piedi, per dare un’istruzione dignitosa a questi bambini. Ma i bulldozer e i coloni ormai stringono da ogni parte il piccolo e innocuo agglomerato di tende.
Ci ha invitato suor Alicia. Oltre a noi anche il console (che onore per lui!) e altri personaggi importanti. Per saperne di più sui beduini potete dare un’occhiata al sito di vento di terra, un’associazione che lavora in questo posto dimenticato da tutti e continuamente oggetto di attacchi violenti dei coloni israeliani che popolano le colline. Proprio per non dimenticarci di questa tristissima realtà non dimenticheremo la scena agghiacciante a cui abbiamo assistito: un colono che tirava pietre a dei bambini che pascolavano le pecore!”

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