Fiero di essere un Freedom Rider

Thursday, 17 November 2011 14:51 Mazin Qumsiyeh per l’Alternative Information Center

Il professor Mazin ieri pomeriggio, a bordo del bus diretto a Gerusalemme (fot: Mya Guarnieri)

Il Dr. Mazin Qumsiyeh è stato uno dei sei Freedom Riders palestinesi che hanno partecipato al Freedom Ride di martedì. Qui Mazin fa delle considerazioni sull’iniziativa raccontando la sua esperienza personale.

Ho avuto l’onore di essere un Freedom Rider ed è stato un lavoro di squadra perfetto (chi è salito sull’autobus e chi ha lavorato dietro le quinte). Altri due palestinesi che eravamo lì come giornalisti / osservatori non partecipanti sono stati arrestati con noi.  Tutte e otto alla fine siamo stati rilasciati  in attesa di potenziali processi. Fajr ci ha gentilmente dato un passaggio fino a Beit Sahour da Ramallah (ci sono stati rilasciati al checkpoint di Qalandia) dove mia moglie ci è venuta a prendere con la mia macchina e poi io e lei abbiamo dato un passaggio a Nadim e a Badi’ fino a Hebron. Sono così arrivato a casa all’una e mezza di notte e il telefono ha iniziato a squillare alle 7 di mattina. Sono molto stanco, con tanto mal di testa, ma volevo inviarvi una breve relazione e alcuni link alle storie di questa incredibile e stimolante esperienza. Anche se siamo stai rilasciati, siamo ancora accusati per “essere entrati illegalmente a Gerusalemme” e per “aver ostacolato il lavoro della polizia ostacolando”, in attesa di processo.

Questo è stato uno degli eventi più coperti dei media, al quale io abbia mai partecipato a. E’ stato anche trasmesso in diretta su internet e quasi 100.000 persone hanno firmato una petizione di sostegno per noi Freedom Riders . Quindi, non ho bisogno di raccontarvi in dettaglio di come tre autobus si siano rifiutati di farci salire a bordo, di come un autista (che in seguito ha dichiarato ai giornalisti che non sapeva cosa stava succedendo altrimenti avrebbe rifiutato) ci abbia permesso di salire sul bus e di ciò che è successo dentro e fuori dal bus …. Forse scriverò di più quando la mia mente sarà più lucida e quando sarò più riposato. Ma ci sono due aneddoti avvenuti che sono del tutto insoliti, e divertenti in qualche modo, che vale la pena raccontare, mentre sono ancora freschi nella mia mente.

Mi hanno portato dal ragazzo della Shabak (“i servizi segreti israeliani”) prima ancora di portarmi  dagli investigatori per quanto era avvenuto nel bus. Il ragazzo della Shabak  non mi chiesto nulla dell’autobus. Si è presentato come responsabile dell’area Shabak di Ramallah ( e in precedenza di Nablus e Jenin). Mi ha chiesto se ero stato all’estero di recente. Ho detto di sì. Mi ha chiesto cos’era avvenuto quando ero rientrato. Ho detto che ero stato interrogato al ponte. Ha detto “dai, interrogato è una parola grossa “. Ho detto che non so come altro chiamare un fermo di 8 ore, di cui 2 ore di interrogatorio vero e proprio. Mi ha chiesto che altro mi avevano detto. Ho risposto che mi avevano detto che l’interrogatorio sarebbe continuato e che il comandante di polizia di nome “Suhail” o “Suhaib” o qualcosa di simile mi avrebbe chiamato più tardi. Mi ha detto che era lui e che il suo nome era “Shihab”! ho ribattuto “beh, allora forse ci rivedremo!” Mi ha risposto che non era molto probabile che succedesse perchè continuavo a “causare problemi e violare le leggi”.

Ho detto che c’è qualcosa che si chiama diritto internazionale e Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. La negazione della libertà di movimento e il divieto di entrare a Gerusalemme, consentendo ai coloni di vivere sulla nostra terra e di avere la libertà di viaggiare dentro e fuori Gerusalemme su autobus di segregazione è una violazione della Convenzione Internazionale contro il crimine di Apartheid. Abbiamo anche avuto un dibattito politico e gli ho anche spiegato perché Israele non ha alcun incentivo a favore della pace (le tre principali fonti di reddito sparirebbero se vi fosse la pace) e gli ho espresso le mie idee di un paese democratico e pluralista per tutta la sua popolazione.

Un giovane soldato Ashkenazi è stato molto arrogante e addirittura mi ha chiamato “professore teez” (teez in arabo significa”culo”). Noi tutti Freedom Riders ci abbiamo riso sopra a ridere e gli ho detto che non lo avevo insultato e che quando qualcuno mi insulta non fa altro che sminuire se stesso prima di tutto. Quando l’ha ripetuto dopo il mio interrogatorio da parte della Shabak, mi sono alzato in segno di sfida e l’ufficiale druzo è intervenuto e il soldato si è allontanato.

Ci sono stati altri incidenti con altre persone simili e ciò dimostra che il nostro atteggiamento collettivo è stato forte, ribelle e resiliente. Avevamo tutti le Kuffiyya palestinesi e non ce le siamo mai tolte. Fadi si è avvolto nella bandiera palestinese per tutto il tempo, tranne quando gli hanno fatto una perquisizione totale. Abbiamo alcuni video che voglio condividere in seguito.

Sono uscito e ho letto la notizia che il sindaco sionista di New York Mike Bloomberg ha ordinato lo sgombero dei manifestanti “Occupiamo Wall Street”: una protesta molto importante, ma la mia lettura della storia e le tendenze di questo ultimo periodo mi dicono che l’intifada mondiale non potrà che venire in tempi più rapidi a seguito della repressione da parte delle potenti.

Tradotto in italiano dall’Alternative Information Center

Il professor Mazin ieri pomeriggio, a bordo del bus diretto a Gerusalemme (fot: Mya Guarnieri)

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