FOTO: Arance amare, la tragedia di una famiglia gazawi

Foto di Ryan Rodrick Beiler, Alternative Information Center

Il coltivatore di agrumeti, Yusuf Jilal Arafat, di fronte alla sua casa dove la sua bambina di 5 anni, Runan, è stata uccisa dalle bombe israeliane che hanno colpito gli appezzamenti agricoli del quartiere di Al Zeitoun a Gaza City. La moglie di Arafat, incinta di quattro mesi, e il figlio Jilal di 8 anni (nella foto a sinistra) sono stati trovati vivi tra le macerie.

Yusuf mostra la foto della figlia Runan, 5 anni, uccisa dale bombe israeliane che hanno distrutto la loro casa.

Il figlio di Yusuf, Sami, 4 anni (a sinistra) gioca con i vicini in un cratere provocato da un’altra bomba. Sami e i suoi amici, di notte, soffrono di frequenti attacchi di panico.

Frammenti delle bombe israeliane che hanno raso al suolo la casa della famiglia Arafat.

Un poster con la foto di Runan, la figlia di Yusuf, su una parete rimasta in piedi dopo il bombardamento israeliano.

Yusuf cammina vicino al cratere, tra le macerie della sua casa. La sua famiglia vive ora nella casa del suocero.

Un vicino, Othman Khalil Dader, anche lui coltivatore di agrumi, racconta della distruzione degli alberi da frutto dopo il bombardamento aereo israeliano: l’aviazione ha sganciato dieci bombe, distruggendo le coltivazioni e la casa della famiglia Arafat.

Arance in mezzo al fango dopo il bombardamento israeliano. I contadini temono che le coltivazioni siano state inquinate dalle bombe. Se anche così non fosse, nessuno comprerà i loro prodotti per il timore delle contaminazioni.

Yusuf aiuta il figlio Sami, di 4 anni, a camminare tra le macerie della loro casa. Il futuro è incerto, dopo la distruzione degli alberi da frutto.
Estratto della poesia “Silenzio per Gaza” di Mahmoud Darwish:

Gaza non è la più bella delle città.
La sua costa non e la più blu tra i litorali delle città arabe.
Le sue arance non sono le più belle del bacino del Mediterraneo.
Gaza non è la più ricca delle città.
Non è la più elegante né la più grande, ma eguaglia la storia di una nazione intera
perché è la più brutta, impoverita, miserabile e infelice agli occhi dei nemici.
Perché, per noi, è la più capace a turbare l’umore del nemico e il suo riposo.
Perché è il suo incubo.
Perché è disseminata di arance,
bambini senza infanzia,
vecchi senza vecchiaia
e donne senza desideri.
Per questo  per noi è la più bella,
la più ricca e la più pura
e la più degna d’amore.

Compiamo un’ingiustizia verso Gaza quando cerchiamo le sue poesie,
non deturpiamo la bellezza di Gaza.
La cosa più bella è quella priva di poesia,
nel momento in cui cercammo di trionfare sul nemico con le poesie.
credendo in noi e festeggiando nel vedere il nemico che ci lasciava cantare.
Lo abbiamo lasciato vincere, e quando abbiamo asciugato le nostre labbra dalle poesie
abbiamo visto che il nemico aveva costruito città, fortezze e strade.
Siamo ingiusti con Gaza quando la trasformiamo in mito
perché la odieremo quando scopriremo
che non è altro che una piccola misera città che resiste.


Alternative Information Center

 

http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/aic/foto-arance-amare-la-tragedia-di-una-famiglia-gazawi

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