Fotogallery: la colonia israeliana di Tomer, dall’interno

Saturday, 25 February 2012 07:14 Marta Fortunato (Alternative Information Center)

Lavoratori palestinesi entrano con un trattore all’interno della colonia israeliana di Tomer (foto, Marta Fortunato, AIC)

L’Alternative Information Center è entrato nella colonia israeliana di Tomer (Valle del Giordano) e ha raccolto testimonianze e racconti sulla vita e sulle condizioni di lavoro della manodopera palestinese. Di seguito vi propone una serie di fotografie di questa terribile realtà.

La colonia di Tomer sorge a meno di 20 chilometri a nord di Gerico e dall’anno della sua creazione, il 1978, si è espansa a vista d’occhio sottraendo terre ed acqua alle comunità palestinesi dell’area. Come la maggior parte degli insediamenti nella Valle del Giordano, anche Tomer ha una popolazione piccolissima. Meno di 300 abitanti per un’area pari a 366 dunums, vale a dire più di 1000 metri quadrati di terra per ogni colono. Tomer produce peperoni, uva, pomodori, carciofi, datteri e banane, che vengono raccolti, imballati ed esportati in tutto il mondo.   Da fuori non ci si rende conto subito dell’estensione delle terre e del sistema di sfruttamento che ci cela dietro a questa colonia ma basta fare pochi passi al di là della by-pass road 90 per scoprire ed ascoltare storie di povertà e sfruttamento.

 

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La parte residenziale della colonia di Tomer (sullo sfondo) costruita su terre rubate al villaggio di Fasayil (foto, Marta Fortunato, AIC)

La giornata dei palestinesi che lavorano nelle colonie israeliane nella Valle del Giordano inizia prima del sorgere del sole. Alle 5:30 li si vede lungo la by-pass road 90 in attesa di un mezzo di trasporto per poter accedere al luogo di lavoro. Hanno il cappuccio in testa, una giacca scura e pesante e siedono silenziosi attorno ad un fuoco. Altri, che vivono nei villaggi settentrionali della Cisgiordania, iniziano ancora prima. Alle 4 sono già stipati in bus piccoli ed affollati, diretti verso la Valle del Giordano. Ogni giorno devono affrontare un lungo viaggio e controlli e perquisizioni ai posti di blocco che separano la Valle del Giordano dal resto della Cisgiordania.

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Piantagioni di viti all’interno di Tomer (foto, Marta Fortunato, AIC)

 “Alle 6 dobbiamo essere al lavoro, nei campi e nelle aree di imballaggio dei prodotti” ha raccontato Salah*, abitante di Jenin, all’Alternative Information Center – lavoriamo 8 ore per un guadagno complessivo di 50 shekel”. Per chi non deve pagare i costi del trasporto, il guadagno è un po’ più alto. “Ogni giorno mi pagano 70 shekel” ha raccontato Mohammad*, residente nel villaggio di Fasayil, che sorge a pochi passi dalla colonia israeliana di Tomer – “ho una moglie ed otto figli da mantenere, non riesco ad arrivare alla fine del mese”. Come lui, molti altri palestinesi della Valle del Giordano. “Non solo le autorità israeliane ci hanno pian piano confiscato terre e risorse idriche, ma ci hanno anche  obbligato a lavorare per loro a bassissimo costo” spiega Mohammad, il sindaco del villaggio di al-‘Auja – Nell’area di Gerico più della metà della forza lavoro palestinese viene assorbita dagli insediamenti israeliani e molti ragazzi sono costretti a lasciare la scuola perchè le loro famiglie sono troppo povere”.

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Giovani lavoratori preparano il tè prima di affrontare una lunga e faticosa giornata di lavoro (foto, Marta Fortunato, AIC)

In effetti camminando per le lunghissime strade sterrate della colonia di Tomer si vedono ragazzi giovanissimi che raccolgono ortaggi e innaffiano le piante. “Minori di 18 anni?” chiede stupito Bassam, dall’alto del suo trattore – qui ci sono ragazzi di 11- 12 anni! Per molti ragazzini di Fasayil è normale venire qui a lavorare”. Bassam ha una moglie e otto figli. “Quattro dei miei figli lavorano qui con me, senza il loro aiuto non ce la farei a mantenere la famiglia”.

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Bassam sul suo trattore (foto, Marta Fortunato, AIC)

Nell’insediamento di Tomer ci sono anche molte donne, provenienti soprattutto dalle città di Jenin e Nablus. Silenziose, quasi spaventate dalla presenza di internazionali, raccolgono i pomodori e li depositano in grandi cassette nere che poi verranno trasportate nell’area imballaggi.

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Piantagioni di pomodori nella colonia di Tomer (foto, Marta Fortunato, AIC)

E lì altri palestinesi si occupano di inscatolare ed imballare le merci. Che finiscono poi sulla tavola di milioni di persone in tutto il mondo.

* nome di fantasia

http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/economy-of-the-occupation/3441-fotogallery-la-colonia-israeliana-di-tomer-dallinterno

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1 Commento

  1. Qui non è questione della singola colonia o della singola situazione di sfruttamento – venite dalle parti della calabria troverete gli stessi latifondi, con situazioni identiche…..il problema è generale.

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