GAZA. Allarme Onu: “Crisi alimentare senza finanziamenti”

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13 mag 2019

L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha detto oggi che se non riuscirà a raccoglierà 60 milioni di dollari entro la fine del mese non potrà fornire assistenza alimentare a più di un milione di palestinesi entro il prossimo giugno

(Foto tratta dall’Agenzia Anadolu)

della redazione

Roma, 13 maggio 2019, Nena News – L’Onu ha lanciato l’allarme oggi: se non riuscirà a raccogliere 60 milioni di dollari entro la fine del mese, non potrà fornire assistenza alimentare a più di un milione di palestinesi della Striscia di Gaza il prossimo giugno. Nel comunicato rilasciato stamane, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha espresso tutte le sue preoccupazioni per la “grave” crisi umanitaria della Striscia: “Nel periodo in cui i musulmani stanno osservando il mese sacro del Ramadan, spesso caratterizzato dalla natura festiva dei suoi iftar [rottura del digiuno], a Gaza più di metà della popolazione dipende dagli aiuti alimentari della comunità internazionale”. Da qui l’allarme: “Se l’Unrwa non riuscirà ad assicurarsi 60 milioni entro giugno, la nostra capacità di distribuire cibo alla popolazione di Gaza – 620.000 poveri estremi (coloro che non possono coprire le loro necessità alimentari basilari e che devono sopravvivere con 1,6 dollari al giorno) e i quasi 390.000 poveri assoluti (che sopravvivono con 3,5 dollari al giorno) – sarà seriamente messa alla prova”.

L’Unrwa è quasi interamente finanziata da contributi volontari. Ma le sue casse si sono del tutto prosciugate dopo che il suo maggiore donatore, Washington, ha deciso recentemente di ritirare il suo sostegno. Un colpo durissimo (l’ennesimo) per i palestinesi che pagano sempre di più sulla loro pelle la politica sfacciatamente filo-israeliana dell’amministrazione di Donald Trump. Soprattutto a Gaza, sotto assedio israeliano da 12 anni, la situazione si è fatta ormai disperata. Basta osservare i dati: nel 2000 meno di 80.000 rifugiati palestinesi ricevevano assistenza sociale da parte dell’Agenzia. Oggi, invece, ci sono più di un milione di persone che hanno bisogno di aiuti alimentari senza i quali non riescono a sopravvivere.

L’Unrwa sta pensando di convocare una conferenza dei donatori per il prossimo mese e un’altra a settembre. Il ritiro del sostegno statunitense ha portato altri stati ad aumentare le loro donazioni, ma queste non sono riuscite a coprire il vuoto nel budget creato dall’abbandono degli Usa. Jamie McGoldrick, il coordinatore umanitario dell’Onu per i Territori palestinesi, ha ribadito la scorsa settimana che l’agenzia sta affrontando “una grave crisi nei finanziamenti”. Perciò, ha spiegato ai giornalisti a Ginevra, “è necessario” poter raccogliere quanto prima il denaro che serve per affrontare le spese alimentari richieste per il 2019. “Riteniamo che se il Programma alimentare mondiale e l’Unrwa non otterranno circa 40 milioni di dollari entro fine maggio-inizio giugno, non riusciranno a mettere in funzione il corridoio per i rifornimenti”. La questione è molto semplice, ha fatto capire McGoldrick, “senza soldi, non possono ordinare il cibo”. Questo potrebbe portare a tre conseguenze nella seconda metà di quest’anno: diminuiranno le persone che potranno avere gli aiuti; le porzioni di cibo saranno ridotte; o entrambe le cose. McGoldrick ha poi dichiarato che è stato finora finanziato solo il 14% del piano da 350 milioni messo su dall’Onu per rispondere alla crisi umanitaria per la Cisgiordania e Gaza. Nena News

 

 

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