GAZA. CENTO BOMBARDAMENTI IN UNA NOTTE, NETANYAHU “NON ABBIAMO FINITO” (aggiornamenti ore 19.30)

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tratto da: http://nena-news.it/gaza-cento-bombardamenti-in-una-notte-netanyahu-non-abbiamo-finito/

17 mag 2021

Dopo la giornata di ieri con 42 uccisi, nella notte Israele ha colpito la Striscia oltre 100 volte. Duecento le vittime da lunedì scorso, ci sono anche due medici. Blackout nell’enclave palestinese. Gli Usa bloccano ancora la dichiarazione del Consiglio di Sicurezza. Domani sciopero generale dei palestinesi cittadini israeliani

Macerie a Gaza (Fonte: Twitter)

Macerie a Gaza (Fonte: Twitter)

AGGIORNAMENTI:

ore 19.30 – Israele colpisce strutture sanitarie a Gaza. Muore israeliano ferito durante le proteste a Led

Una giornata dura per le strutture mediche della Striscia di Gaza, già in enorme difficoltà di fronte ai migliaia di feriti provocati dall’offensiva israeliana. L’aviazione ha distrutto la clinica Remal ospitata in un palazzo di sei piani, provocando due morti 103 feriti e lo stop delle attività di monitoraggio della pandemia che si svolgevano nel suo laboratorio. La clinica si trova vicino a una scuola e a un orfanotrofio. Secondo testimoni, la zona in cui sorgeva la Remal è anche sede di vari uffici di organizzazioni non governative.

E se ieri a essere seriamente danneggiata era stata la clinica di Medici Senza Frontiere, oggi è stata colpita dai raid aerei la sede della Qatar Red Crescent Society, nel palazzo Al Shawa. Secondo il ministero della Salute, oltre a mille case palestinesi, sono state danneggiate o distrutte 36 tra scuole e cliniche. Stimati in 18 milioni di dollari i danni a infrastrutture e strade. Intanto in Israele è morto un uomo ferito durante le proteste di Led della scorsa settimana: Yigal Yehoshua, di 56 anni. Era rimasto ferito dai sassi lanciati contro alcune macchine da palestinesi.

https://twitter.com/MSF/status/1393868206566223872

ore 15 – Israele: no a corridoi umanitari. Jihad: ucciso un nostro comandante. Biden vende 735 milioni di dollari in missili a Tel Aviv

La denuncia è di pochi minuti fa: secondo il direttore dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, Unrwa, Matthias Schmale, Israele non ha autorizzato l’apertura di corridoio umanitari per i feriti a Gaza, migliaia di persone che gli ospedali già al collasso non riescono a seguire. Schmale denuncia anche raid aerei a poca distanza dalle strutture di Unrwa, le cui scuole sono già state aperte alle famiglie sfollate dai bombardamenti (41mila persone in 50 scuole), una realtà nota: anche nel 2014 accadde lo stesso.

Parla anche la Jihad islamica. Il movimento palestinese ha reso nota l’uccisione di un suo alto comandante, Hussam Abu Harbeed, in un bombardamento israeliano e minaccia ritorsioni: missili sulla Knesset e sul porto di Haifa questo pomeriggio.

E mentre monta la protesta internazionale per la debolezza della risposta statunitense ai raid aerei israeliani su strutture civili, il segretario di Stato Usa Blinken ha detto oggi di non aver ricevuto da Tel Aviv prove che dentro l’edificio di 12 piani che ospitava la stampa internazionale (bombardato e raso al suolo sabato scorso) ci fossero uffici o membri di Hamas. Allo stesso tempo però l’amministrazione Biden, secondo il Washington Post, ha approvato la vendita di missili teleguidati a Israele, per un valore totale di 735 milioni di dollari.

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della redazione

Roma, 17 maggio 2021, Nena News – Una notte pesantissima quella appena trascorsa che segue a una giornata, domenica, tra le peggiori da quando è cominciata l’operazione israeliana “Guardiani delle mura”, lo scorso lunedì 10 maggio: dopo l’uccisione di 42 persone solo ieri, nella notte l’aviazione israeliana ha colpito oltre cento volte la Striscia, prendendo di mira campi di addestramento di Hamas, ma anche case, edifici residenziali e un’abitazione di quattro piani vicino all’ospedale al-Shifa, a Gaza City.

L’ospedale più grande della Striscia è pieno, i medici lavorano a ritmi serrati: accanto ai 197 morti finora registrati (di cui 58 bambini e 34 donne), ci sono migliaia di feriti. Tra i morti si registrano anche due medici, Ayman Abu al-Auf e Moean Alalol. Secondo Save the Children ogni ora vengono feriti tre bambini, numeri insostenibili. Secondo Wafa, l’agenzia di stampa palestinese, nella notte sarebbero stati uccisi altri civili, ma è difficile dare un bilancio a causa delle difficoltà a raggiungere i luoghi degli attacchi: le strade sono state bombardate. Anche per questo l’Egitto ha aperto il valico di Rafah al transito di palestinesi feriti, al momento ne sarebbero passati 263.

Una situazione a cui si aggiungono i blackout (la Gaza Electricity Distribution Company parla di mancanza di elettricità in ampie zone della Striscia, dopo il danneggiamento di una linea nella zona sud di Gaza City) e le parole del premier israeliano Netanyahu che sabato ha reiterato l’intenzione di proseguire nell’offensiva contro Gaza, “fin quando sarà necessario”. Sale il bilancio delle vittime per i missili di Hamas anche in Israele: 10.

Lo ha fatto mentre a Gaza crollava l’edificio di 12 piani che ospitava i media internazionali, da Al-Jazeera all’Ap a Middle East Eye, oltre ad appartamenti civili. In merito la direttrice dell’Associare Press, Sally Buzbee, ha chiesto un’inchiesta indipendente sull’attacco israeliano alla stampa.

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Intanto sul piano internazionale, si muove ben poco. Ieri gli Stati Uniti hanno bloccato per la terza volta una dichiarazione congiunta del Consiglio di Sicurezza che chiedeva il cessate il fuoco tra Israele e Hamas e condannava entrambe le parti per le violenze in corso. L’ennesimo veto dopo quelli di lunedì e mercoledì scorso. Washington insiste sulla diplomazia dietro le quinte e parla di “intensi sforzi diplomatici in corso” senza dare maggiori dettagli. Dopotutto ieri il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha chiesto una fine delle violenze senza però parlare di cessate il fuoco.

Ma negli Stati Uniti cresce la fronda interna al partito democratico, con 28 senatori che hanno fatto pressioni sull’amministrazione Biden con un comunicato congiunto perché si impegni subito nella ricerca di una tregua. Tra loro Elizabeth Warren, Bernie Sanders e Amy Klobuchar.

Intanto dentro Israele prosegue la protesta dei palestinesi cittadini israeliani. Ieri l’High Follow-up Committee for Arab Citizens of Israel – una federazione di organizzazioni di cui fanno parte comuni, membri della Knesset, movimenti della società civile – ha annunciato per domani uno sciopero generale per protestare contro l’aggressione israeliana alla Striscia, ma anche contro la repressione delle proteste a Gerusalemme, in Cisgiordania e nelle città israeliane. Il capo del Comitato, Mohammed Barakeh, ha scritto alle Nazioni Unite e all’Unione Europea per chiedere loro di assumere misure di protezione dei palestinesi. Nena News

 

http://nena-news.it/gaza-cento-bombardamenti-in-una-notte-netanyahu-non-abbiamo-finito/

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