GAZA: ISRAELE RULLA I SUOI TAMBURI DI GUERRA

(da: http://www.nena-news.com/?p=8783)

5 vittime e oltre 40 i feriti, soltanto ieri, nei raid israeliani su Gaza dopo che un razzo palestinese aveva centrato uno scuolabus facendo tre feriti. Hamas annuncia la tregua ma nella notte sono continuate le incursioni aeree a sud della Striscia.

Gerusalemme 08 Aprile 2011, Nena News – foto Reuters (foto interne Safa) – Dopo i bombardamenti dell’aviazione militare israeliana sia di martedì notte (a Est di Gaza city) che di mercoledì (soprattutto a sud della Striscia di Gaza e ancora a est di Gaza City) , tutta la giornata di giovedì la popolazione di Gaza è stata oggetto dei colpi dell’aviazione militare israeliana.

Sono 5 le vittime palestinesi e oltre 40 i feriti soltanto nella giornata di ieri: un pesante attacco che il governo di Tel Aviv ha dichiarato in risposta al razzo (o un colpo di mortaio) che ha colpito dalla Striscia di Gaza uno scuolabus nel sud di Israele (vicino al kibbutz di Sa’ad), ferendo due persone, tra cui un ragazzo di 16 anni. La tensione era e resta altissima al confine tra Israele e Gaza, mentre nella giornata di ieri il Ministro Ehud Barak ordinava alle forze armate “di reagire con tutti i mezzi necessari”.

Attacchi aerei si sono avuti nel quartiere di Shejaiya (Gaza City),  nelle aree a sud,  Rafah e Khan Yunis, sull’aeroporto internazionale di Gaza (Rafah) non operativo dal 2000 e più volte bombardato; un miliziano identificato – secondo fonti di agenzia – come Saleh Al Tarabeen delle Brigate Al Qassam (braccio armato di Hamas) è stato ucciso nella zona di Al Shouka. Lo stesso gruppo armato ha rivendicato il lancio dei due missili nella giornata di giovedì, tra cui quello che ha colpito lo scuolabus israeliano. In risposta all’uccisione dei 3 miliziani a Khan Younis, lo scorso 1 aprile.

Fonti mediche palestinesi riportano che anche due mezzi per il soccorso dei feriti sono stati colpiti; il primo a sud di Gaza da un missile dell’artiglieria, l’altro dall’aviazione militare a Rafah, un attacco che ha provocato da solo almeno 8 feriti, tra cui bambini.

Da giorni era nell’aria una escalation di attacchi di ampia portata su Gaza, ipotesi confermata dal portavoce dell’esercito israeliano, Avichai Adrae, che ha detto all’agenzia di stampa palestinese Maan che Israele sta valutando la situazione e che al momento si “tratterebbe di operazioni di routine che possono precedere un raid di maggiore portata”. Le manovre prese nei giorni passati, come l’installazione dell’Iron Dome, un sistema di intercettazione dei missili lanciati da Gaza, facevano presagire l’escalation già da martedì. L’Iron Dome (Cupola di Ferro) consiste in un sistema di difesa da razzi di diverso calibro, sviluppato da Israele grazie ai finanziamenti made in USA: a maggio del 2010 il presidente Usa Barack Obama infatti aveva chiesto e ottenuto dal Congresso lo stanziamento di 205 milioni di dollari per completare i test e lo sviluppo dell’Iron Dome, oltre ai 3 miliardi di dollari che Washington versa annualmente a Israele. Il sistema è stato inizialmente presentato come in grado di garantire un’ampia protezione dai razzi a media e breve gittata a città grandi e piccole e in grado di proteggere anche i civili; dichiarazioni dei vertici militari di Israele, poi diventate nel corso della fine del 2010,  più caute ed incerte.

In serata il governo di Hamas ha annunciato che tutte le fazioni si sono accordate per una tregua, alla quale Israele non ha ancora fatto seguire alcun commento, se non ulteriori bombardamenti sui tunnel a sud della Striscia in nottata. Secondo le fonti del Ministero della Difesa israeliano, “Ismail Haniyeh non avrebbe alcun controllo sulla situazione a Gaza.” Nena News

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