Gaza, quattordici vescovi da tutto il mondo

11/01/2014
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OGGI LANCIATO UN MISSILE SU ISRAELE

Nella festa del Battesimo di Gesù una rappresentanza di conferenze episcopali d’Europa, Nord America e Sudafrica visiterà le realtà cristiane della Striscia


GIORGIO BERNARDELLI
ROMA

 

Sono arrivati a Gerusalemme già ieri sera. E questa mattina all’alba partiranno per il valico di Eretz, quello che da Israele conduce nella Striscia di Gaza. Per potere – nella festa liturgica del Battesimo di Gesù – celebrare la Messa nella parrocchia latina della Sacra Famiglia, la piccola comunità cattolica palestinese che vive nella Striscia governata da Hamas.

È il gesto che si apprestano a compiere oggi quattordici vescovi e gli altri delegati che partecipano all’Holy Land Coordination Meeting, l’annuale appuntamento che vede a gennaio in Terra Santa le delegazioni delle Conferenze episcopali di alcuni Paesi dell’Europa, del Nord America e quest’anno anche del Sudafrica. Si tratta di un vertice che si ripete ormai dal 1998 a gennaio su iniziativa della Conferenza episcopale inglese e dell’Assemblea degli ordinari cattolici della Terra Santa per fare il punto sulle iniziativa di solidarietà ai cristiani che abitano nella regione. A coordinarlo è l’arcivescovo emerito di Liverpool Patrick Kelly; tra i partecipanti quest’anno vi sono tra gli altri l’arcivescovo di Cape Town (Sudafrica) Stephen Brislin, quello di Urgell (Spagna) Joan Enric Vives, quello di Gatineau (Canada) Paul-Andre Durocher, i vescovi di Evry (Francia) Michel Dubost, Des Moines (Stati Uniti) Richard Pates, Lomza (Polonia) Janusz Stepnowski, Kildare (Irlanda) William Crean, Reykjavik (Scandinavia) Pierre Burcher e il vescovo ausiliare di Stoccarda (Germania) Thomas Renz. Insieme a loro ci sono poi i delegati di alcuni organismi internazionali come il Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) e Pax Christi.

L’Holy Land Coordination Meeting proseguirà in Terra Santa fino a giovedì 16 con una serie di incontri tra Tel Aviv, Betlemme e Gerusalemme. Ma il momento di domani è particolarmente significativo: per la prima volta, infatti, la piccolissima comunità cristiana di Gaza riceverà la visita di una delegazione così rappresentativa delle Chiese cattoliche di tutto il mondo.

Sonno appena 2500 i cristiani nel milione e mezzo di abitanti della Striscia di Gaza. E tra loro sono solo 300 i cattolici che fanno capo alla parrocchia intitolata alla Sacra Famiglia: qui infatti secondo la tradizione Maria e Giuseppe, insieme al piccolo Gesù, avrebbero sostato durante la fuga in Egitto. Sono cristiani arabi che condividono con tutti gli altri abitanti palestinesi di Gaza le sofferenze per l’embargo imposto da Israele dal 2006; ma nello stesso tempo devono anche fare i conti con le pressioni degli islamisti di Hamas, in particolare intorno alle loro scuole guardate con sospetto per il fatto di essere miste. Proprio le scuole verranno visitate dalla delegazione dei vescovi insieme ad alcune strutture di assistenza sanitaria sostenute dal Catholic Relief Service e dal Consiglio delle Chiese cristiane del Medio Oriente.

La visita è anche un’occasione per ricordare le sofferenze della gente che abita nella Striscia: a dicembre quest’area – fra le più densamente popolate del mondo – ha dovuto fare i conti con un’alluvione durante l’ondata di maltempo che ha colpito tutto il Medio Oriente. Dall’estate scorsa, poi, anche l’Egitto ha stretto le maglie del valico di Rafah, temendo che da Gaza possa arrivare sostegno ai Fratelli musulmani posti fuori legge. Infine resta sempre il problema dei lanci di razzi su Israele, messi in atto di tanto in tanto dalle milizie palestinesi a cui l’esercito con la Stella di Davide risponde con azioni di rappresaglia. Un missile è stato lanciato anche oggi pomeriggio, nel giorno della morte di Sharon. Fortunatamente non ha fatto né danni né feriti in Israele.

http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/gaza-31184/
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