GAZA: RAID ISRAELIANI, CINQUE FERITI

Intensificati da questa mattina gli attacchi d’aria e di terra sulla Striscia di Gaza. In Cisgiordania, si discutono i preparativi della “possibile” visita di Abu Mazen nella Striscia che ha già scatenato feroci commenti del PM israeliano Netanyahu.

Gerusalemme 19 Marzo 2011, Nena News – Raid israeliani hanno colpito ancora questa mattina Gaza, in risposta al lanci di missili dei miliziani islamici. Ad essere feriti, secondo le fonti palestinesi, sono stati questa mattina un bambino di tre anni e un ragazzo palestinese di 26, entrambi trasportati all’ospedale di Al Shifa. Ma a mezzogiorno i feriti erano già saliti a 5.

Secondo le autorità israeliane sarebbero stati colpiti “covi di terroristi”; i media israeliani riportano almeno 49 razzi lanciati sul Neghev occidentale, di cui 10 rivendicati dalle Brigate Brigate Ezzedin al-Qassam (braccio armato di Hamas) che in un comunicato stampa avrebbero dichiarato  che il lancio dei razzi é una risposta “ai continui attacchi per terra e cielo sulla Striscia di Gaza, l’ultimo dei quali ha ucciso due miliziani”. I carri armati israeliani hanno colpito una moschea al sud, l’aeroporto internazionale di Gaza e il villaggio Shokat As-Sufi.

Intanto sulla stampa palestinese si susseguono le notizie relative al possibile incontro tra il leader dell’ANP Abu Mazen e il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, che dovrebbero vedersi nei prossimi giorni, una mossa voluta da Abu Mazen – che mercoledì si era detto pronto a colloqui interlocutori con Hamas – e che molti opinionisti e commentatori riportano alle richieste di unità e riconciliazione nazionale dei movimenti di piazza iniziati sia in Cisgiordania che a Gaza con il 15 Marzo. Le distanze tra i due leader rimangono grandi, anche perché Hamas chiede di “risolvere” la questione della gestione dei servizi di sicurezza e della riforma dell’Olp (nel quale Hamas non è presente, ma dovrebbe entrare); mentre finora non c’è stato alcun accordo da parte della leadership di Gaza sulle elezioni, che Abu Mazen ha dichiarato di prevedere entro i prossimi 6 mesi e che Hamas ha sempre bollato come “illegittime”.

Ieri Abbas ha dato istruzioni al portavoce del Ministero Affari Civili, Hussein Al-Sheikh per occuparsi dei dettagli logistici per la sua visita a Gaza, chiedendo ad Haniyeh di fare altrettanto per accoglierlo al valico di Erez.  Il possibile incontro è stato commentato positivamente dall’inviato ONU Robert Serry. Come era prevedibile, sono invece negativi e di condanna i commenti arrivati dalle autorità israeliane, dato che la divisione tra Hamas e ANP gioca un ruolo determinante nel perdurare dell’occupazione sulla Cisgiordania e dell’assedio di Gaza. In un’intervista rilasciata alla CNN, il PM israeliano Netanyahu ha paragonato Hamas ad Al-Qaeda, affermando che la riconciliazione palestinese tra le due parti significherebbe la fine del processo di pace. Morto in realtà da tempo. Nena News

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