(aggiornamenti) Tregua finita. Lanci di razzi su Israele, riprendono i raid

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08 ago 2014

Sirene di allarme ad Ashqelon e altre località del sud di Israele. Il Portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, annuncia che il movimento islamico continuerà i negoziati al Cairo durante i combattimenti con Israele, ma Tel Aviv congela la trattativa 


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AGGIORNAMENTI

ore 23.45 – GIOVANE PALESTINESE UCCISO VICINO RAMALLAH DALL’ESERCITO ISRAELIANO

Stasera durante scontri a Jabal al-Tawil ad Al Bireh, Ramallah, tra manifestanti palestinesi ed esercito israeliano, un giovane di 19 anni è stato ucciso da una pallottola che lo ha colpito al petto. Mohammed al Qatari, del campo profughi di Al Amari, è morto in ospedale. Gli scontri sono iniziati dopo che alcuni uomini armati avevano aperto il fuoco nella colonia di Psagot, vicino Ramallah, senza provocare feriti.

Mohammed è il sedicesimo palestinese ucciso nel corso di un mese in Cisgiordania, dopo l’inizio dell’operazione israeliana contro Gaza. Oggi circa 50 palestinesi sono rimasti feriti in scontri in tutta la Cisgiordania: 40 a Hebron, il resto tra Ramallah e Qalqiliya.

ore 19.00 – ALTRI TRE MORTI A GAZA OGGI

Dopo il bambino di 11 anni, altri tre palestinesi hanno perso la vita oggi pomeriggio in un attacco israeliano a Al-Qarara. Tra loro, Ahmad Naim Okal, 22 anni. La notizia è giunta dopo l’annuncio da parte egiziana di un cessate il fuoco “ufficioso” che sarebbe dovuto durare fino alle 19 italiane.

Ore 18.20 – HAMAS: LA TREGUA NON È VICINA

Il portavoce di Hamas, Sami al Zohri, ha detto che il cessate il fuoco non è affatto vicino e che nessuna delle richieste dei palestinesi è stata accolta, il capo della delegazione palestinese al Cairo, Azzam al-Ahmed, ha accusato Israele di non avere fornito risposte “chiare e precise”.

Ore 17.45 – SINDACO DI SDEROT CRITICA IL MINISTRO DELLA DIFESA

Alon Davidi, il sindaco di Sderot, cittadina al confine con la Striscia di Gaza, che oggi è stata bersagliata dai razzi che nel primo pomeriggio hanno colpito un’abitazione, senza fare vittime, ha attaccato il ministro della Difesa israeliano,  Moshe Ya’alon.

In una intervista alla radio, Davidi ha detto che Ya’alon ha dimostrato di essere un “clamoroso fallimento nel garantire sicurezza ai cittadini israeliani”.

Ore 17.00 – OCHA: 1.922 MORTI, TRA CUI 448 BAMBINI

L’Ufficio dell’Onu per gli Affari umanitari, Ocha, ha divulgato il suo ultimo rapporto sulla Striscia di Gaza, dove oggi sono ripresi i combattimenti dopo tre giorni di tregua.

72 ore durante le quali si è scavato tra le macerie per estrarre i corpi delle vittime che sono quasi duemila: 1.922 morti, di cui 1.407 civili, inclusi 448 bambini. Settimane di bombardamenti hanno determinato un aumento del 15-20 per cento dei casi di parti prematuri  e non sono reperibili 10.000 delle 46.000 donne incinte che vivono nella Striscia.

Inoltre, ha avvertito l’Ocha, il territorio è disseminato di residui di esplosivi o di munizioni inesplose che pongono un serio rischio per l’incolumità della popolazione, in particolare nei tre chilometri di zona cuscinetto dichiarata da Israele, dove i combattimenti sono stati intensi.

Ore 16.20 – SONO 221.554 I PALESTINESI RIFUGIATISI NELLE SCUOLE UNRWA

Con la ripresa delle ostilità le strutture Unrwa presenti nella Striscia di Gaza sono di nuovo piene di sfollati: 221.554, ha riferito l’agenzia dell’Onu.

Ore 15.25 – IL CAIRO, DELEGAZIONE PALESTINESE: CONTINUIAMO A NEGOZIARE

Il capo della delegazione palestinese al Cairo, Azzam al-Ahmed, parlando alla stampa ha detto che i negoziati proseguono e che Israele non ha presentato richieste. “Incontreremo gli egiziani oggi e tramite loro proseguiremo il dialogo per raggiungere un accordo che riconosca i nostri diritti”. Ha aggiunto che la delegazione è disposta a fermarsi nella capitale egiziana per giorni, ma non a tempo indeterminato. (Guardian)

Ore 14.50 – EGITTO: FERMATE IL FUOCO, TORNIAMO A NEGOZIARE

Secondo l’agenzia Reuters, il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha esortato le parti a fermare i combattimenti e a tornare al tavolo delle trattative. Per Shoukry l’intesa era vicina, si era raggiunto l’accordo sulle questioni più rilevanti. Al contrario di quanto affermato, invece, da Hamas.

Il giornalista del Jerusalem Post reporter, Niv Elis, ha riferito che Israele sta richiamando i suoi riservisti.

Ore 12.30 – TEL AVIV: FERMATI 19 VOLI STAMATTINA

Caos stamattina al Ben Gurion, dopo la ripresa dei lanci di razzi da Gaza verso Israele. Lo spazio aereo israeliano è stato chiuso per 30 minuti, dalle 6.30, e 19 voli sono stati ritardati.

Ore 12.00 – UN MORTO A GAZA, ALTRI TRE FERITI ISRAELIANI

È un bambino di 10 anni il primo morto nella Striscia di Gaza dalla ripresa dei combattimenti. Altre sei persone sono rimaste ferite vicino a una moschea a Gaza City. In Israele risuonano le sirene e a Sdot Negev un razzo ha colpito un edificio, ferendo una persona. Altri due feriti a Sha’ar Hanegev.

Ore 11.15 – A GAZA 4 FERITI NEI RAID. 2 ISRAELIANI COLPITI NEL NEGEV

Secondo funzionari sanitari di Gaza, Quattro persone sono state ferite nei raid israeliani, ripresi stamattina dopo la fine della tregua con Hamas. L’artiglieria israeliana sta sparando a nord e a est della Striscia, mentre nel Negev frammenti di mortaio hanno feriti un soldato e un civile israeliani.

Intanto, gli israeliani fanno sapere che i negoziati del Cairo sono congelati fino a quando Hamas continuerà a lanciare razzi contro Israele.

Ore 10.00 – RIPRESI I RAID ISRAELIANI SU GAZA

L’aviazione israeliana è entrata in azione, mentre la delegazione diplomatica è rientrata dal Cairo. Il premier Netanyahu e il ministro della Difesa, Moshe Ya’alon, hanno dato l’ordine di rispondere con la forza al lancio di razzi da Gaza.

Ore 9.15 – GAZA. BENNET: NON ABBIAMO ANCORA FINITO. POPOLAZIONE DI NUOVO IN FUGA

Migliaia di palestinesi stanno fuggendo, ancora una volta, dalle proprie case, in particolare nelle area est di Gaza City, nel timore di nuovi raid israeliani. La tregua è finita e le sirene risuonano nel Sud di Israele.

Al Cairo si continua a discutere le condizioni di un cessate il fuoco, ma nel governo di Tel Aviv c’è chi scalpita per riprendere l’offensiva contro la Striscia di Gaza. Il ministro dell’Economia, Naftali Bennet, ha esortato a richiamare “immediatamente” la delegazione israeliana. “L’operazione Margine Protettivo” non è finita”.

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Diretta di ieri, giovedì 7 agosto

 

della redazione

Gaza, 08 agosto 2014, Nena News – La tregua umanitaria di tre giorni  è terminata alle 8 ora locale dopo che i rappresentanti di Hamas e Jihad ai negoziati del Cairo avevano annunciato che le loro organizzazioni non intendevano prolungherarla per altre 72 ore, così come avevano chiesto i mediatori egiziani. Pochi istanti dopo la conclusione del cessate il fuoco, da Gaza sono partiti razzi in direzione di Ashqelon e di altre località del sud di Israele.

Le Brigate Ezzedin al Qassam, braccio armato di Hamas, già ieri sera a Gaza avevano avvertito che avrebbero ripreso a combattere perchè Israele non ha accettato di revocare il rigido embargo che attua dal 2007 e non ha autorizzato la costruzione a Gaza di un porto marittimo.

La linea israeliana è chiara da giorni. Il premier Netanyahu condiziona anche solo un lieve allentamento del blocco di Gaza al disarmo della resistenza palestinese e ha ammonito che le forze armate del suo paese reagiranno con pugno di ferro a nuovi attacchi palestinesi. Il governo israeliano ripete che non si farà dettare i temi in agenda da una “organizzazione terroristica”.

E’ difficile prevedere cosa farà ora Israele. Secondo alcuni esperti militari locali potrebbe riprendere soltanto i raid aerei, per altri non esiterà a  far avanzare  i reparti corazzati che ha ritirato da Gaza appena qualche giorno fa. Torna la paura a Gaza, dopo tre giorni in cui la popolazione, tra il lutto per i quasi 1900 morti e le vaste distruzioni subite, aveva cercato di riprendere le normali attività quotidiane. Nena News

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