Gerusalemme “a ferro e fuoco”

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In queste ore, nell’indifferenza del mondo, la Città Santa sta esplodendo. L’espressione “mettere a ferro e fuoco”, nel vocabolario, sembra proprio richiamare ciò che lo stato d’Israele ha permesso da decenni che accadesse attraverso due categorie particolari di suoi cittadini: i coloni e i religiosi ultraortodossi. Mettere “a ferro e fuoco” = attaccare, devastare, predare, razziare, saccheggiare, occupare, distruggere, mettere a soqquadro, far man bassa, fare razzia di, mettere a sacco una intera città”.

Lasciate presto queste righe per leggere gli aggiornamenti nel nostro sito www.bocchescucite.org, perchè ogni analisi diventa vecchia in poche ore e quelle che appaiono singole provocazioni sono solo il frutto insanguinato di un preciso disegno manifestamente dichiarato in tutte le occasioni pubbliche e nelle sedi ufficiali più alte. Da anni i primi ministri lo ripetono: “Per noi Gerusalemme è solo la città una e indivisibile dello Stato D’Israele”.
Paola Caridi osserva che questa esplosione “non è un fulmine a ciel sereno. Gerusalemme si è profondamente modificata, negli anni. La presenza sempre più evidente dei coloni più radicali nei quartieri palestinesi di Gerusalemme est ha provocato quello a cui oggi assistiamo, senza che le cancellerie abbiano strumenti incisivi per fermare la violenza. La hebronizzazione di Gerusalemme va avanti costantemente da un decennio almeno. L’acquisto delle case da parte delle associazioni più radicali a Silwan, a Ras al Amud, in tutti i quartieri palestinesi più vicini alla Città, e anche nei quartieri musulmano e cristiano della città entro le mura di Solimano il Grande, mette non solo a rischio lo ‘status quo’ di Gerusalemme ma mette a serissimo rischio la vita degli abitanti di Gerusalemme. La polizia israeliana ha ucciso il presunto responsabile dell’esponente pià estremista ma tutto è permesso ad Israele: con l’uccisione di un uomo si previene un attentato, si prevengono lutti, morti, vittime. Nessuna voce si alza, nel frattempo, per chiedere conto delle centinaia e centinaia di arresti di palestinesi (compresi molti minori, ragazzini…) che sono stati compiuti nel corso di questi quattro mesi e mezzo: si parla addirittura di 700 arresti, moltissimi in detenzione amministrativa”.
La Spianata delle Moschee viene occupata e saccheggiata ogni giorno dagli ultraortodossi, mentre ai musulmani viene proibito l’accesso. Ancora una volta, per la “sicurezza”, Israele accende micce che hanno già fatto esplodere intifade di sangue.

Ma i nostri TG continueranno a riciclare le stesse immagini di “scontri” e “violenze” per tenerci lontani dal sapere chi è il vero responsabile di questo disastro e farci sempre concludere : “gli uni e gli altri non sanno proprio vivere insieme!”.

Prima di andare a cercare in internet le ultime notizie, ecco alcune citazioni di queste ore, come invito a non tacere e, pur lontani, vigilare anche noi sulla Porta di Damasco, che non vogliono fotografare una Gerusalemme solo affascinante, da pellegrini distratti, ma denunciare chi sta sistematicamente distruggendo Gerusalemme.

BoccheScucite

“Ho sollecitato ufficialmente Israele a congelare le attività di insediamento in Cisgiordania e a Gerusalemme est, rispettare gli impegni derivanti dal diritto internazionale e di garantire il diritto di culto per tutte le religioni nella città di Gerusalemme”.
Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon

“Va al più presto ristabilita la sovranità israeliana sulla Spianata”
Naftali Bennet, ministro dell’economia israeliano

“Sono qui a Gerusalemme e non l’ho mai vista così: sempre piu’ forte è la pressione dei coloni in ogni parte della citta’. Se ne vedono ovunque camminare e aumentano le loro incursioni alla spianata”
Franco Dinelli, Campagna Ponti e non muri di Pax Christi Italia

“Ho dato disposizione di aumentare la frequenza delle demolizioni degli edifici abusivi sulla Spianata”
Barkat, sindaco di Gerusalemme (ovviamente si tratta di costruzioni palestinesi)

“Costruiremo altre 1000 case nei rioni ebraici di Har Homa e Ramat Shlomo. I nostri interessi supremi sono in primo luogo la sicurezza e la unificazione di Gerusalemme. Non ci interessano quelle fonti anonime che ci attaccano e che attaccano me in particolare”
Primo Ministro Netanyahu

gerusalemme

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