GERUSALEMME. Daoud al-Ghoul arrestato a sette giorni dal rilascio

05 dic 2016

Non cessa la persecuzione israeliana contro l’attivista di Gerusalemme, detenuto per 17 mesi dopo quasi un anno di deportazione dalla sua città e riarrestato ieri dopo una sola settimana di libertà

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Daoud al-Ghoul

della redazione

Gerusalemme, 5 dicembre 2016, Nena News – Riarrestato dopo una settimana di libertà: Daoud al Ghoul, attivista di Gerusalemme, 33 anni, residente nel quartiere di Silwan, è stato di nuovo portato via la scorsa notte dalla sua casa dalle forze israeliane. Al momento si trova ad al-Maskobyeh, centro di detenzione dove si svolgono i primi interrogatori, noto per gli abusi che vengono lì commessi contro i detenuti palestinesi.

Era stato rilasciato il 27 novembre dalla prigione israeliana di Gilboa dopo 17 mesi di carcere e un anno di deportazione da Gerusalemme. Un caso, quello di Daoud, direttore del programma giovanile dell’Health Work Committee (associazione nata nel 1985 per fornire servizi medici nei Territori Occupati), esplicativo delle politiche di repressione dell’attivismo palestinese a Gerusalemme dove, sistematicamente, le autorità di Tel Aviv prendono di mira giovani leader del movimento di resistenza.

Il 30 novembre 2014, mentre tornava da Bruxelles, dove aveva presentato al Parlamento europeo la situazione vissuta dai palestinesi a Gerusalemme, gli era stato consegnato un ordine di deportazione dalla sua città. Spostatosi a Ramallah, ha poi ricevuto un altro ordine che stavolta lo bandiva dalla Cisgiordania, nell’idea che potesse comunque continuare a svolgere le sue attività.

Si era dunque trasferito a Haifa dove è rimasto fino a giugno 2015 quando è stato arrestato con l’accusa di sostegno ad un’organizzazione terroristica, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Dopo una serie di udienze è stato condannato a 18 mesi.

Daoud al-Ghoul il giorno del rilascio il 27 novembre

Daoud al-Ghoul il giorno del rilascio il 27 novembre

Il caso di Daoud non è affatto unico. All’epoca della sua deportazione, la stessa sorte toccò ad altri attivisti di Gerusalemme, un’ondata repressiva che rientra nel più ampio contesto di aggressione all’identità palestinese della città santa. Politiche che si intrecciano e che hanno come obiettivo la diminuzione della presenza palestinese in quella che Israele considera propria capitale unica e indivisibile: confisca di terre, demolizione di case, rifiuto a riconoscere permessi di costruzione, assenza di servizi, ritiro della residenza (i palestinesi di Gerusalemme sono apolidi, non hanno cittadinanza israeliana ma solo il permesso a risiedere a Gerusalemme), attacchi dei coloni.

Per Daoud ora si spera che la detenzione di ieri notte sia solo l’ennesima forma di pressione e provocazione. Tanta era stata la gioia per il suo rilascio di palestinesi, amici, conoscenti, organizzazioni locali, ma anche dei moltissimi stranieri che lo hanno conosciuto e con lui hanno scoperto il vero volto di Gerusalemme, le sue discriminazioni e contraddizioni, ma anche la costante lotta per mantenere la propria identità.

Samidoun, il Palestian Prisoners Solidarity Network, ricordava pochi giorni fa le sue parole, quando fu deportato nel 2014 da Gerusalemme insieme a Faris Abu Ghannam, Salih Dirbas e Majed Darwish: “Non abbiamo paura. Combattiamo per il nostro futuro e non abbiamo niente da perdere. Rifiutiamo questa decisione, è la nostra terra. È nostro diritto fondamentale vivere nelle nostre case a Gerusalemme. Dobbiamo fermare Israele e le sue politiche razziste di pulizia etnica, le punizioni collettive e il trasferimento forzato a Gerusalemme. Chiedo alla comunità internazionale di agire”. Nena News

 

http://nena-news.it/gerusalemme-daoud-al-ghoul-arrestato-a-sette-giorni-dal-rilascio/

 

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