Gerusalemme demolisce le case palestinesi in “Peace Forest”, permettendo le costruzioni dei coloni

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Dopo gli ordini di demolizioni di centinaia di case  palestinesi mascherati dal  nuovo piano urbanistico, il comune di Gerusalemme favorisce le costruzione dei coloni

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Nir Hasson  14 aprile 2019 alle 4:00

Copertina: 13 aprile 2019 – Qusai Burkan e i suoi nipoti di fronte alla loro casa che sarà demolita a Gerusalemme Est.

Le case di centinaia di palestinesi di Gerusalemme Est sono destinate alla distruzione dopo che un tribunale ha respinto un appello contro le demolizioni. Il tribunale distrettuale di Gerusalemme ha confermato alcune delle demolizioni perché le case, costruite nel quartiere tra Silwan e Abu Tor, fanno parte di quello che è considerato il sito nazionale israeliano della “foresta della pace”.

Due settimane fa il comune ha cercato di cambiare il piano urbanistico della “foresta della pace” cosicché Elad, una ONG che trasferisce residenti ebrei nei quartieri palestinesi di Gerusalemme Est, non sarebbe costretta a distruggere alcuni degli edifici illegali  costruiti proprio in questa zona.

Le case sono state costruite senza licenze, così come molti edifici a Gerusalemme est. I palestinesi dicono che è impossibile per loro ottenere i permessi di costruzione e quindi devono costruire illegalmente.

“Non è che non volevamo ottenere un permesso di costruzione, non ci avrebbero permesso di farlo”, ha detto Walid Shweiki, un residente. “La tua famiglia cresce, hai una moglie e dei figli. Dove puoi andare a vivere? Sulla strada? Hai bisogno di un posto.”

Più di 60 edifici sono fuori dal nuovo piano urbano che suddivide le zone abitabili da quelle forestali. Nel corso degli anni, i residenti con l’assistenza di architetti e avvocati, hanno cercato di completare nuove costruzioni e di regolarizzare edifici costruiti senza permesso. Nel 2008 un loro progetto urbanistico fu respinto in quanto presumibilmente in contraddizione con il nuovo piano  di Gerusalemme.

Il giudice distrettuale David Cheshin ha raccomandato di esaminare nuovamente il piano per evitare le demolizioni.

L’ex sindaco Nir Barkat aveva promesso di portare avanti le proposte palestinesi. Ma “alla fine ci hanno detto che non hanno la maggioranza per farlo passare in consiglio comunale, ne abbiamo presentato uno nuovo, ma hanno continuato a mettere i bastoni tra le ruote”, ha detto l’avvocato Ziyad Kawar.

La città ha aperto un procedimento in un tribunale locale contro i proprietari di case e ha ottenuto gli ordini di demolizione. Il provvedimento è stato solo ritardato in quanto tre famiglie hanno fatto ricorso al tribunale distrettuale,  i loro ricorsi sono stati respinti due settimane fa.

Si prevede che la sentenza della corte riguarderà circa 60 edifici che ospitano 500 persone. Ma il giudice ha scritto che, nonostante le dure ripercussioni”, ci sono chiare leggi di pianificazione e costruzione e l’Alta Corte ha stabilito che chiunque decida di costruire senza permessi adeguati può lamentarsi solo con sé  stesso per aver deciso di interpretare le leggi a modo suo”.

Ma mentre si contrastano i residenti palestinesi del quartiere, la città ha promosso un piano urbanistico per favorire  Elad.

Haaretz ha riferito una settimana fa che Elad ha anche costruito illegalmente strutture per il campeggio e il turismo nella “foresta della pace”. Sono stati emessi ordini di demolizione, ma la città ha permesso a Elad di continuare ad utilizzare  le strutture illegali.

La città  in risposta a quanto sta accadendo afferma: “La municipalità di Gerusalemme ha un ruolo importante nella realizzazione dei piani urbanistici ed è a fianco della polizia contro le costruzioni illegali.”

La città ha aggiunto che i piani di Elad non riguardavano le costruzioni, ma lo sviluppo del  territorio per il tempo libero e l’attività sportiva.

 

Trad. Invictapalestina.org

 

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