Gerusalemme Est: altre famiglie palestinesi fra pochi giorni si ritroveranno in strada

Sgomberi in vista a Sheikh Jarrah.
La Corte suprema isrealiana ha rifiutato l’appello di alcune famiglie palestinesi, che rivendicano la proprieta’ di un lotto edificato nella zona ovest del quartiere arabo di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est. Una sentenza che apre la strada allo sfratto di decine famiglie palestinesi le cui case sono costruite proprio su quell’area. Lasciando piede libero alla colonizzazione ebraica del quartiere.
In quelle case abitavano famiglie ebree nel XIX secolo: oggi sono gruppi legati alle associazioni di coloni a rivendicarne la proprieta’. Secondo le prove presentate dalle famiglie palestinesi in una battaglia legale che va avanti dal 1997, le famiglie ebree sarebbero sempre stati affittuari e non proprietari. Nel 2006 la Corte del distretto di Gerusalemme non ha dato ragione all’azione legale dei palestinesi che hanno fatto appello alla Corte Suprema. La quale, con la sentenza di domenica , legittima l’effettiva proprieta’ ebraica dell’intero lotto, consentendo da qui a breve lo sfratto di tutte le famiglie arabe che vi abitano.
Secondo la Corte, le famiglie palestinesi non avrebbero presentato documenti sufficienti a comprovare contratti d’affitto registrati tra i proprietari originari (arabi) e gli affittuari successivi (ebrei). Questo significa che da un momento all’altro quelli che oggi la Corte considera legittimi proprietari, possono procedere tramite le autorita’ competenti, perche’ le famiglie palestinesi vengano sfrattate e rimpiazzate dai coloni.

Aryeh King, uno dei leader del movimento dei coloni a Gerusalemme Est, movimento dietro al quale ci sono anche i finanziamenti dell’uomo d’affari americano Irwin Moskowitz, ha rilasciato dichiarazioni al quotidiano Haaretz, secondo cui in 2 giorni, tre famiglie i cui contratti di locazione sono quasi alla fine, potranno legalmente essere sfrattate. King ha anche affermato di essere in procinto di presentare un progetto per la costruzione di nuove unita’ abitative per famiglie ebree proprio su quel lotto.
Finora la politica di colonizzazione si era concentrata sull’area est di Sheik Jarrah. Diversi ordini di sfratto sono arrivati infatti a partire dal 2008: ordini di sgombero sui quali non compaiono i nomi di chi reclama la proprietà; per motivare legalmente lo sfratto, gli avvocati israeliani adducono talvolta il mancato pagamento dell’affitto e la rivendicazione che le case sono costruite su terra di proprietà ebraica. Cosi come e’ avvenuto a giugno alla famiglia Idkadk, agli Al Kurd a novembre del 2008, poi gli Hanoun e gli al-Ghawi. Tutte famiglie le cui case sono state occupate nel giro di poche ore da intere famiglie di coloni israeliani.
Si tratta complessivamente di 28 famiglie profughe della guerra del 1948, che tramite un accordo tra autorità giordane e Unrwa (l’agenzia dell’Onu che assiste i profughi palestinesi), hanno ricevuto delle abitazioni a Sheikh Jarrah con la successiva promessa di entrarne in possesso dopo tre anni (a fronte di una rinuncia dello status di profughi).

(Nena News)

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