Gerusalemme est, in arrivo nuova colonia Israele

Il sindaco Nir Barkat ha comunicato la sua intenzione di costruire tra Abu Dis e Jabal Mukaber, nella zona araba occupata, l’insediamento di Kidmat Zion. Spaccherà in due Gerusalemme Est

Gerusalemme, 03 aprile 2012, Nena News – Nascono e si espandono le colonie israeliane a Gerusalemme Est, la zona araba occupata militarmente nel 1967. Ma la nuova in fare di progettazione ha una importanza strategica. Il sindaco (israeliano) di Gerusalemme, Nir Barkat, ha comunicato ieri a tre consiglieri comunali la sua intenzione di dare il via alla costruzione di Kidmat Zion, 200 case per coloni tra i sobborghi palestinesi di Abu Dis e Jabal Mukaber. Lo riferisce stamani il sito del quotidiano israeliano Haaretz.

La colonia sorgerà su terreni apparentemente acquistati da miliardiario australiano, Irving Moskowitz, storico finanziatore del movimento dei coloni “Ataret Cohanim”, da lungo tempo impegnato nella «conquista» di Gerusalemme Est. I fondi verranno stanziati subito dopo l’approvazione del progetto da parte della commissione finanze della Knesset, il parlamento israeliano.

Dando uno sguardo alla mappa della zona, si nota che Kidmat Zion, di fatto sorgerà a ridosso dell’area di Abu Dis dove negli anni Novanta venne costruito l’edificio destinato ad ospitare il Parlamento palestinese (mai inaugurato).

«Barkat butta benzina sul fuoco» ha commentato il consigliere del Meretz (sinistra sionista) Meir Margalit, «i palestinesi non possono accettare un piano di questo tipo che spacca in due Gerusalemme Est e distrugge ogni possibilità di dividere la città (in caso di una intesa definitiva tra Israele e palestinesi sullo status di Gerusalemme, ndr) e di raggiungere un accordo di pace. Secondo me, (Barkat) non comprende le le gravi conseguenze di questo progetto».

Nel frattempo, l’Alta Corte di Giustizia ha respinto l’appello dei discendenti dell’ex Mufti di Gerusalemme, Haj Amin al-Husseini, di rientrare in possesso delle loro terre divenute proprietà di Moskowitz. Si tratta dei terreni che ospitano lo Shepherd Hotel, un albergo non in uso da molti anni che l’anno scorso la cosiddetta «Custodia delle proprietà degli assenti» (l’Ente israeliano che dopo il 1948 ha amministrato le proprietà palestinesi confiscate) ha venduto a Moskowitz. Anche lo Shepherd Hotel verrà trasformato in una colonia israeliana. Nena News

http://nena-news.globalist.it/?p=18325

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