Gerusalemme Est: nuovo insediamento a Ras al-Amud

di Mila Pernice

 Pubblicato da arial a 12:28

 

Frammenti vocali in MO:Israele e Palestina
 
 

Gerusalemme, 03 marzo 2011, Nena News – Prosegue senza freni la colonizzazione di Gerusalemme Est. Il  Comune israeliano ha approvato la costruzione di nuove abitazioni per coloni ebrei nel cuore del  quartiere arabo di Ras al-Amud, affermando che sono state soddisfatte tutte le  condizioni necessarie per l’approvazione del piano presentato al “Comitato di  Progettazione e Costruzione” da un gruppo di investitori nel dicembre 2009. Con la concessione di tutti i permessi necessari alla costruzione di 14 nuovi appartamenti nella sede di una ex stazione di polizia, appena fuori dalla Città Vecchia, le autorità israeliane pongono di fatto le basi per l’ avamposto di un nuovo insediamento. «La costruzione a Ras al-Amud sarà un altro anello della catena di insediamenti ebraici attorno  alla Città Vecchia di Gerusalemme»  ha spiegato Ziad Hamouri, capo del Palestinian Jerusalem Center for Socio-Economic Rights, che prevede nuovi scontri tra i coloni israeliani e i palestinesi residenti a Gerusalemme Est «che nel tempo spingeranno gli arabi a lasciare».
Il fatto che gli insediamenti ebraici abbiano ormai completamente circondato e penetrato Gerusalemme Est, la zona araba della città occupata con le armi da Israele nel 1967 (e che lo Stato ebraico si è annessa unilateralmente) non lascia dubbi sulle intenzioni di prendere il controllo completo della parte araba della città  e svuota di credibilità ogni apparente apertura dell’establishment israeliano, che per bocca del primo ministro Netanyahu ha manifestato una «ipotesi di collaborazione» con i palestinesi per la creazione di uno Stato palestinese ma «con confini temporanei”, come riportava ieri il quotidiano Haaretz. «Noi non vogliamo eludere un accordo sullo status finale, ma un accordo provvisorio è il modo per arrivarci», ha detto un funzionario citato da Haaretz, secondo cui il piano di Netanyahu è in fase di studio e non è ancora ben definito.

La proposta sembra basarsi sui progetti elaborati dall’ex ministro della difesa Shaul Mofaz e dal ministro degli esteri Avigdor Lieberman, che ha proposto un accordo «a lungo termine intermedio” per uno Stato palestinese con confini temporanei sul 45-50% della Cisgiordania. L’Autorità nazionale (Anp) di Abu Mazen ha respinto più volte in questi ultimi anni l’ipotesi di uno Stato palestinese con confini «mobili» e insistito per trovare una soluzione definitiva al conflitto. Il timore ditutti i palestinesi e’ che questa situazione “temporanea” diventi di fatto «permanente» su di una piccola porzione dei Territori occupati , con un Israele forte di un nuovo consenso internazionale per aver fatto «un passo per la pace» e di conseguenza non più tenuto negli anni successivi a rispettare le scadenze di negoziati volti ad arrivare ad un accordo finale.
I rappresentanti del «Quartetto per la pace in Medio Oriente  (Unione Europea, Russia, Stati Uniti e ONU) ieri si sono incontrati a Bruxelles per discutere le possibili strade per rilanciare i colloqui di pace israelo-palestinesi. Netanyahu ha deciso di non inviare alcun rappresentante israeliano perché leggeva nel vertice un tentativo di «imporre con la forza» una iniziativa internazionale sulle sue politiche. Era sul punto, secondo Haaretz, di annunciare il boicottaggio totale del vertice, ma i rappresentanti del Quartetto avrebbero promesso all’ultimo minuto un nuovo incontro del Quartetto la prossima settimana a Gerusalemme. Proprio là dove la colonizzazione della  parte Est prosegue senza soste e dove la comunità internazionale continua a chiudere gli occhi e a fingere di non vedere. Nena News

 

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