Gerusalemme, la polizia carica i palestinesi ma nessuno vede

adminSito  sabato 30 marzo 2013 08:44

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La tensione e’ forte nella citta’ con le feste religiose che coincidono con il “Giorno della Terra” palestinese. E la polizia di Israele non esita ad usare il pugno di ferro.

di Michele Giorgio

Gerusalemme, 30 marzo 2013, Nena News – Si sono svolti mentre polizia ed esercito di Israele schieravano ieri migliaia di uomini, i riti della Pasqua nella celebre Via Dolorosa, la strada della città vecchia di Gerusalemme che secondo la fede cristiana vide Gesù Cristo con la croce caricata sulle spalle dirigersi verso il luogo del Calvario. Riti coincisi con il venerdì islamico di preghiera e con la Pessah, la Pasqua ebraica. Il clima e’ rimasto tranquillo solo in apparenza.

La polizia ieri ha vietato ai palestinesi con un’età inferiore a 50 anni di procedere verso la Spianata delle moschee. E mentre turisti e pellegrini giunti da ogni parte del mondo seguivano la Via Crucis, sei palestinesi sono rimasti feriti, di cui uno in modo grave, durante una carica della polizia contro fedeli musulmani che si ammassavano all’ingresso delle moschee. Uno dei feriti, un anziano, ha subito fratture multiple dopo essere stato spinto da un poliziotto a cavallo.

La tensione cresce nella Cisgiordania occupata e nel nord di Israele dove oggi si ricorda la «Giornata della terra», “Youm al Ard”, in arabo, che commemora ogni 30 marzo l’uccisione nel 1976 da parte della polizia di sei dimostranti avvenuta in una serie di manifestazioni in Galilea contro la confisca di terre arabe.
In anticipo su questa ricorrenza molto sentita dai palestinesi (non solo nei Territori occupati palestinesi) ieri l’esercito ha disperso raduni organizzati da palestinesi ed attivisti internazionali e israeliani in cinque località sulle colline a sud di Hebron dove gli abitanti sono minacciati di evacuazione dalle autorità israeliane. Diversi manifestanti sono stati arrestati quando hanno cercato di percorrere strade che portano alle comunità palestinesi minacciate e che erano state chiuse dall’esercito. I soldati non hanno esitato a usare le maniere forti. Scontri sono avvenuti anche in altre zone della Cisgiordania, in particolare a Hebron, mentre circa 2000 palestinesi con cittadinanza israeliana, hanno tenuto un raduno a Taibe, nel cosiddetto “triangolo arabo”, in ricordo delle vittime del 1976, con la partecipazione dei deputati Mohammed Barakeh e Ahmad Tibi.

Manifestazioni per la “Giornata della Terra” sono previste anche a Gaza dove cresce l’attesa per la visita del premier islamista turco Erdogan che ha manifestato il desiderio andare nella Striscia nei prossimi giorni. I leader di Hamas sono in fibrillazione per questo ennesimo riconoscimento della loro autorità a Gaza da parte del mondo islamico e di vari governi della regione. Non sorprende perciò che il viaggio del primo ministro turco a Gaza abbia generato qualche malumore a Ramallah, al quartier generale dell’Anp di Abu Mazen. La stampa turca ha dato spazio alle critiche di una visita che, come quella compiuta lo scorso anno dall’emiro del Qatar Hamad bin Khalifa al Thani, non aiuta a ricomporre la frattura tra Abu Mazen e Hamas ma ufficializza l’esistenza di due entità di governo dei palestinesi. L’Anp, facendo buon viso a cattivo gioco, ha poi comunicato di vedere con favore l’arrivo di Ergodan nella Striscia.

Di Gaza, o meglio della Freedom Flotilla per Gaza, si parlerà ancora la prossima settimana in Turchia. Una delegazione israeliana discuterà con il governo di Ankara l’entità dei risarcimenti ai familiari delle nove vittime dell’assalto israeliano in acque internazionali alla nave turca Mavi Marmara in viaggio verso Gaza a maggio del 2010. Missione che avviene dopo le scuse del premier israeliano Benjamin Netanyahu alla Turchia, arrivate dopo tre anni di forti tensioni nelle relazioni tra i due paesi.Nena News

 

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=66598&typeb=0

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