GIDEON LEVY // C’È LA POSSIBILITÀ CHE ANCHE IL LEADER DI HAMAS SINWAR SIA UN ESSERE UMANO?

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tratto da: Beniamino Benjio Rocchetto

venerdì 28 maggio 2021   20:24

Di Gideon Levy – 27 Maggio 2021

https://archive.is/E4fYa

C’è la possibilità che i leader di Hamas siano esseri umani? C’è la possibilità che lo riconosciamo? Fin dalla sua fondazione, Israele ha demonizzato i suoi nemici. Negli anni ’60, ai falò di Lag Ba’Omer nella piazza Malkhei Yisrael di Tel Aviv, abbiamo bruciato l’effige di Gamel Abdel Nasser.

Lo chiamavamo “il tiranno egiziano” e non abbiamo mai ascoltato quello che aveva da dire. Anche Yasser Arafat e l’OLP erano non umani, ovviamente. Ad oggi, il lessico israeliano non riconosce i termini “Partito Palestinese” o “Esercito Palestinese”. Non ci sono cose del genere. Noi abbiamo le nostre Forze di Difesa Israeliane, loro hanno solo organizzazioni terroristiche.

Questo è sicuramente ciò che Hamas è. Nessun progetto di beneficenza e assistenza sociale, nessun movimento politico, nessuna elezione interna e nessun soldato, solo terroristi. Il suo Capo, quindi, deve essere un arciassassino. Questo spiega perché il discorso disgustoso in Israele sull’assassinio, la liquidazione o l’eliminazione è legittimo. Legittimo come radere al suolo le loro case e uccidere i loro famigliari.

Prendete Yahya Sinwar, per esempio. I commentatori israeliani sanno che è crudele. È più crudele dei piloti dell’aeronautica militare israeliana che all’inizio di questo mese hanno sganciato dozzine di bombe su edifici residenziali e ucciso 67 bambini? È difficile da dire. C’è più sangue sulle sue mani che su quelle di alcuni comandanti dell’IDF? Improbabile. È più coraggioso, più disposto a fare un sacrificio dei leader di Israele?

Nessuno è disposto ad ammetterlo. Sinwar è il nemico, quindi non è umano. Il suo interrogatore nel Servizio di Sicurezza Shin Bet ha detto che non ha sentimenti, il Vice Commissario del Servizio Carcerario Israeliano che lo ha incontrato prima del suo rilascio nel 2011 ha detto che è un codardo. Lo stesso vale per il comandante militare di Hamas Mohammed Deif: Ritrarre questa fenice come un audace guerriero, anche dopo aver perso un occhio, un braccio ed entrambe le gambe, così come sua moglie e i loro due figli? Ma scherziamo? Deif è il diavolo. E anche Sinwar.

Si può continuare con questo atteggiamento primitivo, ma è possibile proporre una lettura diversa della situazione. Ad esempio, che sono esseri umani lì, nella Gaza di Hamas, con aspirazioni e sogni, debolezze e difetti, e anche qualità ammirevoli. Per esempio, che Hamas ha anche obiettivi giusti, che forse dovrebbero essere riconosciuti e forse discussi. Che forse anche loro non vogliono trascorrere la loro intera vita solo a uccidere ed essere uccisi, e non vogliono distruggere Israele ogni giorno, o almeno sanno che non c’è possibilità di farlo.

Sinwar ha trascorso 22 anni in prigione, solo un po’ meno di Nelson Mandela. Lì ha imparato a parlare fluentemente l’ebraico, ed è un peccato che gli israeliani non se ne siano accorti. Quando parla in ebraico sembra più umano. In ebraico una volta disse al giornalista israeliano Yoram Binur che era disposto a negoziare una tregua a lungo termine con Israele, e forse le prossime generazioni riprenderanno da lì.

Non serve essere un simpatizzante di Hamas, un’organizzazione ripugnante, per ricordare che Sinwar e Deif sono cresciuti nel campo profughi di Khan Yunis. Quanti israeliani sanno com’è la vita lì? È un luogo da cui potrebbe emergere un solo simpatizzante di Israele? Un discendente di esiliati le cui vite e le vite delle famiglie sono state distrutte da Israele, attraverso l’espulsione, l’espropriazione, i rifugiati, la povertà, la prigione, i bombardamenti e 15 anni di assedio?

La lotta di Hamas è una lotta disperata tra un barbone e una potenza regionale. È facile dirgli di rinunciare alla via militare, che è senza speranza e porta solo più sofferenza alla sua gente. Ma la terribile verità è che solo quando Hamas spara che Israele e il mondo mostrano interesse per Gaza. Solo allora. Quando i cannoni smettono di ruggire, tutti si dimenticano di Gaza. Può soffocare.

Ho visto Sinwar uscire dal nascondiglio dopo l’inizio del cessate il fuoco. I commentatori hanno detto che si circonda di civili perché è un codardo. È certamente più coraggioso di Benjamin Netanyahu e Benny Gantz, con le loro misure di sicurezza a prova di bomba. Anche in termini di giustizia della sua causa, è superiore ai suoi carcerieri e conquistatori, anche quando i mezzi che usa sono deleteri, proprio come quelli dei suoi nemici.

Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del giornale. Levy è entrato in Haaretz nel 1982 e ha trascorso quattro anni come vicedirettore del giornale. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med per il 2008; il premio libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell’Unione dei giornalisti israeliani nel 1997; e il premio dell’Associazione dei Diritti Umani in Israele per il 1996. Il suo nuovo libro, La punizione di Gaza, è stato pubblicato da Verso.
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