Gideon Levy // COME LA GUERRA DI PROPAGANDA DI ISRAELE HA MESSO A TACERE L’EUROPA

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tratto da: FRAMMENTI VOCALI IN MO

Sintesi personale

Il ministro “ombra” dell’Istruzione del Partito laburista britannico, Rebecca Long-Bailey, è stata recentemente licenziata dopo aver condiviso un articolo sui social media  dove si riportava  – tra l’altro – che Israele aveva addestrato la polizia americana sul metodo di soffocamento con il ginocchio, tecnica usata nei confronti di  George Floyd.

Questa affermazione è stata diffusa ampiamente nelle ultime settimane dalla  sinistra internazionali . Il leader laburista Keir Starmer ha accusato Long-Bailey di pubblicare un articolo contenente la “teoria della cospirazione antisemita”. Evidentemente i venti del cambiamento sono arrivati ​​ai laburisti dopo che Jeremy Corbyn  si è dimesso  e il cambiamento non fa presagire  bene.

Middle East Eye il 25 giugno ha pubblicato i dettagli dell’articolo controverso, con verifica dei fatti. L’accusa che  che la polizia americana ha appreso da Israele  il metodo che ha portato alla morte di Floyd è infondata. La polizia negli Stati Uniti si è spaventosamente scatenata da decenni  verso  i cittadini neri, ancora prima che lo stato di Israele fosse fondato e la sua forza di polizia creata.

La polizia americana non ha certo bisogno dell’esperienza israeliana per essere in grado di uccidere civili neri innocenti in un numero sconvolgente.

Quando si tratta di criticare Israele le regole del gioco in Europa sono diverse. C’è Israele e poi c’è il resto del mondo.

Tuttavia, la preoccupante velocità con la quale Long-Bailey è stata sostituita, dovrebbe preoccupare  i sostenitori dei diritti umani più della  credibilità di qualsiasi notizia che possa  essere pubblicata on line. Long-Bailey è stata licenziata solo perché ha osato condividere un articolo che incolpava Israele, non perché ha osato condividere un articolo inaffidabile.

È dubbio che Starmer sia preoccupato per l’affidabilità degli articoli condivisi dai membri del suo partito. È molto più preoccupato per l’ immagine antisemita data al suo partito, non sempre in modo giustificato.

Anche se le accuse dell’articolo fossero state fabbricate e completamente prive di fondamento, rimane fortemente dubbio che Long-Bailey sarebbe stata licenziata in quel modo se avesse pubblicato false accuse contro qualsiasi altro paese sulla Terra, tranne Israele.

La propaganda israeliana negli ultimi anni ha avuto un notevole successo in Europa. Il licenziamento di Long-Bailey è solo un altro anello di una lunga catena di successi. Ultimamente, sotto la direzione di un ministro relativamente nuovo per gli affari strategici nel governo israeliano e grazie alla stretta cooperazione dell’establishment sionista nel resto del mondo, la propaganda sionista ha adottato una nuova strategia, che si è dimostrata senza precedenti.

Israele e l’establishment sionista in vari paesi hanno iniziato a marcare tutte le critiche a Israele come antisemite. Ciò ha messo a tacere gli europei. I propagandisti per Israele sfruttano cinicamente i sentimenti di colpa dell’Europa nei confronti del passato che ancora persiste e le accuse hanno fatto il loro lavoro.

Resta difficile criticare Israele, l’occupazione, i crimini di guerra che l’ accompagnano, le violazioni del diritto internazionale o il trattamento israeliano verso  palestinesi;  tutto è marchiato come antisemitismo e scompare rapidamente dall’agenda. Accanto a questa campagna di branding, la maggior parte delle nazioni occidentali, compresi gli Stati Uniti, hanno approvato una vasta legislazione che mira a dichiarare guerra al movimento di legittimo boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS), nel tentativo di criminalizzare le sue attività e i suoi attivisti.

È incredibile che questa lotta contro un’occupazione e la sua infrastruttura legale stia subendo una tale delegittimazione e criminalizzazione. Immaginate che qualsiasi altra lotta contro, diciamo, quanto avviene  nel Sud est asiatico, contro  la produzione di carne industriale o contro  i campi di concentramento di massa in Cina venga etichettata come criminale in Occidente. È difficile da immaginare. 

Eppure, la lotta contro l’apartheid israeliano, e non esiste una lotta morale più chiara di questa oggi, è considerata criminale. Coronavirus a parte, provate  a prenotare qualsiasi luogo di grandi dimensioni oggi ovunque in Europa per un incontro di solidarietà con i palestinesi. Provate a pubblicare un articolo contro l’occupazione israeliana nelle principali agenzie di notizie. La macchina propagandistica iper-vigile di Israele vi troverà rapidamente, vi accuserà di antisemitismo e vi zittirà.

Questa situazione  è  censura  non c’è altro modo per dirlo. 

Ciò significa che questo problema non può essere limitato a coloro che sono interessati alla causa palestinese, deve diventare una preoccupazione urgente per chiunque sostenga la libertà di espressione.

È improbabile che Israele tragga profitto nel lungo periodo da questa campagna aggressiva, quasi violenta, che potrebbe essere controproducente sia per lo stato che per gli ebrei in generale, suscitando opposizione o persino repulsione, tra sostenitori della libertà di parola. Per qualche motivo questo non è ancora accaduto. L’Europa ha chinato la testa e si è arresa incondizionatamente all’attacco di accuse esagerate e, a volte, del tutto prive di fondamento, di antisemitismo. L’Europa è stata messa a tacere.

L’antisemitismo deve essere combattuto, ovviamente. Esiste; alza la testa ancora e ancora; suscita ricordi del passato, ma non si possono confondere le critiche necessarie e legittime all’occupazione israeliana, o persino al sionismo, con l’antisemitismo. 

Se Israele parla dell’annessione dei territori occupati e della trasformazione di Israele in uno stato di apartheid non solo di fatto, ma di diritto, c’è il dovere di opporsi  e di denigrare le azioni decise da Israele, se bombarda civili indifesi a Gaza, come è possibile non opporvisi? Tuttavia, farlo è diventato quasi impossibile in Europa e negli Stati Uniti. 

È passato circa un secolo da quando i palestinesi sono stati derubati dal loro paese. Negli ultimi 53 anni, hanno vissuto, sotto l’occupazione militare israeliana, senza diritti, senza un presente o un futuro, le loro terre sono state  rubate e la loro libertà schiacciata, le loro vite e il loro onore resi incredibilmente senza valore. Improvvisamente la lotta contro tutto ciò è proibita. 

Questa è una confusione sistematica e sconcertante: l’occupante ha il diritto di difendersi e chi lotta contro l’occupazione divento l’accusato.

Invece di denunciare l’occupazione israeliana, attaccarla e infine iniziare a esigere un prezzo punendo il paese responsabile, qualcosa che l’Europa  è riuscita  a  fare abbastanza bene e in pochi giorni per l’annessione della Crimea da parte della Russia, invece di chiamare l’apartheid israeliano come apartheid, poiché non c’è altro parola per definirlo, i suoi critici sono messi a tacere.

Questo è esasperante, immorale e ingiusto. L’Europa non può e non deve continuare a tacere a tal riguardo, anche a prezzo di essere etichettata come antisemita. Queste accuse non devono continuare a mettere a tacere l’Europa. Quindi ebrei e israeliani sionisti fanno queste false accuse: e allora?

Long-Bailey ha pubblicato online un articolo che forse non meritava di essere condiviso. Il licenziamento è una questione molto più grave.

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