Gideon Levy: I MANIFESTI PUBBLICITARI DI TEL AVIV SONO UN ESEMPIO DEL FASCISMO ISRAELIANO

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tratto da: FRAMMENTI VOCALI IN MO

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Sintesi personale


articolo in inglese 
qui

Mi piace leggere gli articoli di Nave Dromi. È sincera, estrema, secolare e distilla fascismo puro, senza inibizioni e senza maschere.

Chi se ne frega dell’Aia. Torneremo a Gush Katif. Il primo ministro Benjamin Netanyahu è l’ultima difesa contro il sistema legale.

I palestinesi devono scusarsi, “e se dipendesse da me, non li perdonerei”.

Lei è una dichiarata fascista ultranazionalista che crede che gli ebrei meritino tutto e i palestinesi niente; che i diritti umani siano per gli stupidi e che l’intera terra sia sua. È molto più onesta dei prevaricatori del centro sinistra.

Sono rimasto impressionato dalla sua onestà durante la lettura del suo editoriale su Haaretz (“Abbiamo ragione ad appendere cartelloni pubblicitari che mostrano Abbas e Haniyeh come terroristi sconfitti“) dove lei, con Israel Victory Project, ha difeso gli osceni cartelloni pubblicitari dell’organizzazione raffiguranti la desiderata vittoria israeliana sulla leadership palestinese in ginocchio, bendati e con le loro terre distrutte.

Il suo articolo sintetizza il pensiero fascista israeliano.

Molti sognano una vittoria israeliana del genere con il presidente dell’ufficio politico Mahmoud Abbas e Hamas, capo dell’ufficio politico Ismail Haniyeh, legati e bendati mentre la loro terra è in fiamme.

Il suo articolo potrebbe rappresentare l’opinione prevalente del mainstream israeliano. Israele si comporta secondo i valori  espressi da Dromi più di quanto non faccia con qualsiasi altro valore. Quindi è meglio  definire ciò con il suo nome: fascismo. 

Il fatto che il coraggioso e determinato sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, abbia ordinato la rimozione dei manifesti non significa che il messaggio sia stato cancellato. È profondamente inscritto nella nostra società.

Dromi vuole mettere fine all’idea che sia Israele a dover fare delle concessioni. 

Cosa dovrebbe concedere? Ha rubato un paese, espulso un popolo, espropriato i Palestinesi delle loro terre, represso la loro libertà, calpestato i loro diritti. Ha ucciso, umiliato, ferito e saccheggiato e ora dovrebbe anche concedere? Basta con questa distorsione. Non abbiamo richiesto abbastanza. Non abbiamo rubato abbastanza. Non abbiamo versato abbastanza sangue. Non abbiamo umiliato o tiranneggiato abbastanza. 

Dobbiamo chiedere di più. Dobbiamo sconfiggere il terrorismo, dobbiamo bendare  gli occhi e schiacciarlo, dobbiamo smettere di vedere il nemico come una vittima. Vittima? Quale vittima? Hanno ucciso sette combattenti di Palmah a Beit Keshet nel 1948.

Poi affronta l’argomento principale, che costituisce il cuore del sionismo: le rivendicazioni palestinesi sulla proprietà della terra sono prive di fondamento e ingiustificate. 

Un popolo senza terra giunse  in una terra senza popolo, cosa hanno a che fare questi nomadi, finiti qui per caso, con la nostra terra che è solo nostra e tutta nostra. Questa non è l’opinione di una  minoranza; se lo  fosse stata, lo stato non sarebbe mai stato istituito così come è.

Su quale base hanno diritti qui? Perché vivevano qui da centinaia di anni? Perché erano la stragrande maggioranza prima che gli ebrei arrivassero a frotte, la maggior parte fuggendo dall’orrore europeo? Perché anche oggi sono metà della popolazione della terra tra il fiume e il mare, la metà della quale nativa, radicata, non immigrata?

Ma non hanno  ricevuto una promessa divina e la Bibbia non dice una parola sui loro diritti, quindi non esistono. Le storie bibliche forniscono più diritti di proprietà rispetto a qualsiasi atto di proprietà ottomana. In parole povere i palestinesi non sono ebrei e quindi non hanno diritti.

Ma questo conflitto è stato imposto  a noi”, geme il progettista delle immagini di resa. Il nostro piccolo Srulik, al quale è stato imposto questo conflitto, vuole davvero solo la pace. Come Dromi. Pace come quel nauseabondo poster della vittoria a Tel Aviv raffigura. “Occupazione” è una parola che non esiste nel dizionario israeliano di Dromi. I palestinesi sono spazzatura. E’ mai  accaduto che un popolo accettasse di arrendersi come lo ritrae il poster della vittoria? E’ mai successo nella storia che un popolo decidesse di non combattere per la sua libertà, per i suoi diritti nazionali e  contro il suo occupante?

Dromi non è un fenomeno marginale, una curiosità ideologica. Il manifesto deliberatamente provocatorio, rappresenta fedelmente il sionismo dai suoi inizi fino ai giorni nostri. Questo è quello che pensavano i fondatori dello stato ed è quello che  pensano oggi gli israeliani. Leggi Dromi e vedi.

Israele, senza i filtri politicamente corretti o senza  i liberali dal cuore sanguinante: fascismo israeliano.

 

https://frammentivocalimo.blogspot.com/2020/02/gideon-levy-i-manifesti-pubblicitari-di.html

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