Gideon Levy: IL TEST PER LA SINISTRA ISRAELIANA: DIFENDERE LA CANDIDATA ARABA LABURISTA

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tratto da: https://frammentivocalimo.blogspot.com/2021/02/gideon-levy-il-test-per-la-sinistra.html

Ibtisam Mara’ana-Menuhin. Credito: Meged Gozani

 

Sintesi  traduzione

Il popolare tribunale supremo di Israele, il talk show televisivo “Ofira e Berko”, ha stabilito: Chi non sta sull’attenti, quando suona la sirena del Memorial Day non appartiene a Israele. “Nessuna scusa la aiuterà”, ha deciso il tribuno Eyal Berkovic. “Non la perdonerò mai. Può lamentarsi fino a domani; lei non appartiene alla Knesset”, ha deciso il tribuno Ofira Asayag.

Di fronte a  questa raffiche di sciatteria, fascismo e ignoranza, la voce del popolo, era la solenne e imperturbabile presidente del Partito Laburista la parlamentare membro della Knesset Merav Michaeli.

Michaeli, che si definisce una “revisionista”, non ha rinnegato il settimo membro della sua lista alla Knesset, come avrebbe sicuramente fatto Yitzhak Rabin, e in modo offensivo. Questo va a suo merito, ovviamente. È solo un peccato che abbia menzionato d’un fiato le parole coraggiose e autentiche di Ibtisam Mara’ana-Menuhin e dei criminali sessuali che sono stati riabilitati. La connessione è infelice. È anche un peccato che Mara’ana stessa si sia scusata per le sue osservazioni, che ha fatto 10 anni fa. Valgono ancora oggi per tutti i cittadini arabi che non hanno perso l’ultima traccia del loro orgoglio nazionale.

La sfida che Mara’ana ha lanciato alla sinistra sionista è sconvolgente. Sarà la prova di questa area politicaProprio come non ci sono e non possono esserci arabi che osservano il sabato, digiunano a Yom Kippur e indossano un costume a Purim, non ci sono e non possono esserci arabi che stanno sull’attenti nel Memorial Day per le vittime dell’IDF, i soldati che hanno ucciso il loro popolo, conquistato la loro terra, espulso i loro antenati e che continuano ad abusare dei loro fratelli. Un arabo che sta sull’attenti quando suona la sirena  mente a se stesso e  tradisce il suo popolo. E’ così semplice.

Ovviamente ci si può aspettare che si distinguano per solidarietà con il dolore di israeliani ed ebrei, ma nemmeno questa solidarietà può essere richiesta loro in un momento in cui non c’è solidarietà con il loro destino e la loro eredità. Gli ebrei, Berko e Ofira, ad esempio, sono disposti a stare sull’attenti per la sirena commemorativa delle vittime della Nakba? Perché no? Non c’era la Nakba? Allora le persone non furono uccise? Non c’erano eroi? Non dovrebbero essere ricordati? Un simile giorno commemorativo sarebbe stato istituito in Israele se solo ci fosse stata una democrazia egualitaria che rispettasse tutti i suoi cittadini. 

Israele è lo stato della supremazia ebraica e quindi è consentito stare sull’attenti solo nel giorno della commemorazione delle vittime ebraiche. Il ricordo degli altri disastri del popolo di questa terra non deve essere santificato, né nemmeno ricordato. Devono essere schiacciati anche coloro che e si sentono diversi e non possono in nessuna circostanza provare quello che provano gli ebrei e i sionisti.

Com’è facile capire Mara’ana che guida mentre suona la sirena per sfidare la santificazione di coloro che hanno conquistato il suo paese con la forza e hanno decimato il suo popolo. Perché Mara’ana dovrebbe stare sull’attenti in ricordo di Gideon Bachrach, il soldato al quale penso durante la sirena (a lui dedicata) che conquistò, espulse e forse addirittura massacrò gli abitanti di Tantura, il villaggio non distante dal villaggio di Mara’ana, Furedis? Perché non continuare a guidare per protestare contro il fatto che non esiste un giorno per commemorare i morti del suo popolo, nemmeno un minuto commemorativo?

Questa donna coraggiosa ha anche osato toccare un altro sanctum sanctorum, l’Olocausto: ha osato chiedere della vita sessuale nei campi. L’eccellente documentarista Ada Ushpiz ha scritto durante il fine settimana su Facebook che la ricerca su questo argomento, così carico e importante, ha recentemente preso piede e rivela un altro punto di vista sulla perdita dell’umanità durante l’Olocausto. 

Questo è ciò che intendeva Mara’ana, ma non deve pronunciare la parola Olocausto, è un’araba. È anche una donna e quindi è stata bruciata sul rogo, come i suoi due coraggiosi predecessori: Haneen Zoabi e Hiba Yazbek. Non è un caso che siano donne; l’ala destra diventa eroica  quando si tratta di deboli,  ma la vera prova è la prova della sinistra.

La sinistra deve abbracciare Mara’ana e rispettare le sue opinioni. È sposata con un ebreo, si è unita a un partito sionista – cosa si vuole di più da lei? A parte i collaboratori, non ci sono arabi che possano sentirsi in modo diverso da lei.

Un ala di sinistra  è tale se sa accogliere le posizioni delle altre persone che vivono qui. Quelli che non difendono Mara’ana non sono di sinistra. Sono di destra

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