Gideon Levy : sdradicate lo stato ebraico

domenica 16 febbraio 2014

immagine1

Naftali Bennett parla alla Knesset. Photo by Emil Salman

Sintesi personale

La chiamata agghiacciante del titolo può essere ascoltata, con poche eccezioni, in soli due paesi: Iran e Israele. Nel primo  nei raduni di massa, come un mezzo degradante di incitamento, nel secondo, il sentimento è attribuita a mezzo mondo, come misera tattica intimidatoria.
Lasciamo da parte dell’Iran – queste manifestazioni invocano  anche la distruzione degli Stati Uniti, e il tono dei suoi leader è ora  cambiato.
In Israele  la questione è l’angoscia esistenziale profonda e la campagna di paura e di incitamento che  la intensificaQuasi tutti i leader della destra sfruttano  cinicamente la paura di “sradicamento” di Israele per le proprie motivazioni politiche. 
Sia in Iran   che in Israele  vi è la consapevolezza che la minaccia è oziosa. 
Nessun altro al mondo parla della distruzione di Israele.Si può criticare Israele indebitamente,  chiamare per boicottare e isolare lo Stato, combattere l’  occupazione. Sichiede un cambiamento di regime o almeno un cambiamento di tono – ma nessuno parla seriamente di eliminare di Israele.
Un parlamentare europeo che osa mettere in discussione la crisi idrica dei palestinesi nei territori non  auspica di eliminare Israele. Gli intellettuali che chiamano al boicottaggio di Israele non immaginano la sua scomparsa.
Imprenditori che recidono i legami con società israeliane invischiate con l’occupazione non stanno pensando di distruggere lo Stato. Attivisti dei diritti umani e della pace , leader delmovimento BDS e anche i cronisti dell’ estrema-sinistra ,nessuno di loro vuole la distruzione di Israele.
Quasi tutti i leader degli stati arabi   hanno da tempo fatto la pace con l’esistenza di Israele  e anche la maggioranza dei palestinesi sa che il sogno di buttare gli israeliani in mare, se mai esistita, non potrà mai avverarsi .
Con l’eccezione di alcuni antisemiti, marginali e illusi, nessuno ci pensaSolo noi israeliani  continuiamo ad  aggrapparci al concetto: Attenzione, annientamento . Israele è una potenza regionale dotata  di quasi ogni tipo di arma economicamente e scientificamente avanzata,riconosciuta dalla maggior parte dei paesi nel mondo, un membro di quasi tutte le importante organizzazione internazionale e con un ’influenza globale che supera di gran lunga la sua dimensione, un alleato della superpotenza del mondo, eppure Israele sostiene che la sua esistenza è in pericolo. E ‘una stronzata. 
La battaglia internazionale è ora sul carattere dello Stato e, soprattutto, sulla sua moralità. Così come nessuno pensava di sradicare Sud Africa, ma solo di cambiare il regimen ,come per   l’Unione Sovietica, l’Iran o la Corea del Nord, così nessuno sta pensando di eliminare Israele.
Anche le persone che appoggiano l’istituzione di un laico, democratico, stat
o binazionale non parlano di  distruggere lo Stato, ma solo di cambiarne il carattere.
Questa eliminazione è un’invenzione israeliana che serve apparentemente agli  scopi di Israele. Per mezzo di questa arma gli israeliani possono tornare dove  stanno meglio : nel ruolo della vittima. Se il mondo cerca di distruggere noi, allora abbiamo sempre ragione. 
Cosa si può dire di uno stato che è a rischio di eliminazione? Che ha la licenza di fare tutto il necessario per salvare sé. E cosa si può dire al mondo che vuole distruggerlo ? Che è pericoloso e ingiusto. Ma quel mondo, compreso parte del mondo arabo, ha  abbracciato Israele dopo la firma degli Accordi di Oslo. Cosa è successo allora dei  piani per la distruzione di Israele? 
Sullo sfondo, naturalmente, è la memoria della Shoah , sfruttata completamente.“Distruzione di Israele”, ricorda ciò che non può mai essere dimenticato, i campi di sterminio e le camere a gas. 
Essa ricorda anche qualcosa che Golda Meir disse una volta  a Shulamit Aloni: dopo l’Olocausto, gli ebrei sono autorizzati a fare qualsiasi cosa.
Ancora una volta, il problema è il contatto con la realtà. Gli israeliani che si chiedono con ansia se lo Stato esisterà ancora tra  20 anni   e sognano di ottenere un secondo passaporto, dovrebbero  porsi una  diversa  domanda non meno impegnativa : circa il carattere del loro stato, i cui pericoli si trovano per lo più all’interno. Pochi si pongono questa domanda. Siamo troppo impegnati con la questione dell’esistenza per trattare con i principi. Attenzione: pericolo esistenziale immaginario avanti. 

Pubblicato da 
http://frammentivocalimo.blogspot.it/2014/02/gideon-levy-sdradicate-lo-stato-ebraico.html
……………………………………………………………………………..
ARTICOLO ORIGINALE

Gideon Levy : Eradicate the Jewish state

 

immagine1

Naftali Bennett parlando alla Knesset. Photo by Emil Salman

The chilling call of the above headline can be heard, withfew exceptions, in just two countries: Iran and Israel. In the former, it is roared at mass rallies, as a debased means of incitement; in the latter, the sentiment is ascribed to half the world, as a poor scare tactic.

Let’s set aside Iran – these rallies also call for the destruction of the United States, and the tone of its leaders has changed.
In Israel, the issue is the deep-seated existential angst and the campaign of fear and incitement that intensifies it: Nearly every right-wing leader cynically exploits the fear of Israel’s “eradication” for his or her own political needs.
In both Iran and Israel is an awareness that the threat is an idle one.
No one else in the world speaks of Israel’s destruction. They may criticize Israel unduly, they call for boycotting and isolating the state, and they fight the fact of the occupation. They call for a regime change, or at least a change in tone – but no one speaks seriously about Israel’s elimination.
A European parliamentarian who dares to question the water crisis of the Palestinians in the territories would not, it goes without saying, conceive of eliminating Israel. Intellectuals who call for a boycott of Israel do not envision its disappearance.
Businessmen who cut ties with Israeli companies that are tainted with the occupation are not thinking about destroying the state. Peace and human rights activists, leaders of theBDS movement and even the most extreme-left columnists – none of them seeks Israel’s destruction.
Nearly all the leaders of the Arab states, too, have long since made their peace with the existence of Israel, and even the majority of Palestinians know that the dream of driving the Israelis into the sea, if it ever existed, will never come true.
With the exception of a few anti-Semitic players, marginal and deluded, no one thinks about it. It is only we Israelis who cling to the concept: Caution, annihilation ahead.
A highly armed regional power, with nearly every kind of weapon at its disposal, economically and scientifically advanced, recognized by most of the countries in the world, a member of nearly every important international organization and with global influence that far outstrips its size, an ally of the world’s sole superpower, claims that its existence is under threat. That’s bullshit.
The international battle now is over the character of the state, and above all over its morality. Just as no one thought of eradicating South Africa, but only of changing the regime, or the Soviet Union, Iran or North Korea, so too no one is thinking about eliminating Israel.
Even the people calling for the establishment of a secular, democratic, binational state aren’t talking about the state’s eradication, but rather only about changing its character.
This elimination is an Israeli invention that ostensibly serves Israel’s purposes. By means of this weapon, Israelis can return to the place where they are most comfortable: in the role of the victim. If the world seeks to destroy us, then we are always right.
What can one say about a state that is at risk of eradication? That it has the license to do anything necessary in order to save itself. And what can one say about the world that rises up to destroy it? That it is dangerous and unjust. But that world, including part of the Arab world, embraced Israel after the signing of the Oslo Accords. What happened then to the plans for Israel’s destruction?
In the background, of course, is the memory of the Holocaust, and it, too, is exploited fully. “Israel’s destruction” recalls that which can never be forgotten, the death camps and the gas chambers.
It also recalls something that Golda Meir once told Shulamit Aloni: that after the Holocaust, Jews are permitted to do anything. If the world says eradication, Israel can say occupation, disinheritance and elimination. But the world did not say eradication, and Israel cannot say occupation, disinheritance and elimination.
Once again, the issue is being out of touch with reality. The Israelis who ask themselves anxiously whether the state will still exist 20 years from now, and dream of getting a second passport, should be asking a different, no less weighty question: about the character of their state, whose dangers lie mostly within.
But few ask this question. We are too busy with the issue of existence to deal with principles. Warning: imaginary existential danger ahead.

http://www.haaretz.com/opinion/.premium-1.574399

Eradicate the Jewish state – Opinion

sintesi in italiano

Gideon Levy : sdradicate lo stato ebraico

Pubblicato da  
http://frammentivocalimo.blogspot.it/2014/02/gideon-levy-eradicate-jewish-state.html
Contrassegnato con i tag: , ,

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam