Gideon Levy: solo l’Aia può trattare con i criminali di guerra di Israele. L’uccisione del ragazzo Samir Awad

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giovedì 16 aprile 2015

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Sintesi personale

E ‘stato un omicidio. Non c’è altro modo per descrivere l’uccisione del ragazzo Samir Awad  e non c’è motivo di continuare a santificare le parole.

Murder. Io non credo di aver mai usato questa parola per descrivere ciò che i soldati israeliani hanno fatto, ma alla barriera di separazione nei pressi del villaggio di Budrus, martedì 15 Gennaio 2013, è  stato commesso  un omicidio.

Samir, 16 anni, aveva finito un test scientifico ed era andato andato con sei amici vicino alla recinzione che imprigiona il loro villaggio, pur sapendo che ciò era una violazione. E’ stata una prova di coraggio: hanno giocato. Non sapeva che i soldati  erano in agguato tra i cactus e il fosso lungo la barriera.

Hanno sparato e lo hanno  ferito alla coscia. Sanguinantee terrorizzato  è  fuggito verso il villaggio. Uno dei soldati lo ha afferrato per un braccio, ma lui si è liberato e si è incamminato per la collina rocciosa. Il soldato gli ha sparato di nuovo, questa volta alla schiena. Hanno sparato a un giovane inerme e già ferito con due proiettili, a una distanza di circa 10 metri; alla schiena  e alla  testa.

L’immagine del corpo non lasciava spazio a dubbi: è ‘stato colpito da dietro. Il giorno dopo, quando sono arrivato sul posto, tutto quello che rimaneva erano macchie di sangue sulle rocce. I soldati avevano l’ordine di sparare gas lacrimogeni “direttamente ” contro qualsiasi giovane che si fosse avvicinato  alla recinzione. Il padre, in lutto,  era a casa.  Stava piangendo amaramente.

I mesi sono passati e le forze di difesa israeliane, naturalmente, non hanno  mosso un dito. Dopo circa un anno, il padre, con l’aiuto di B’Tselem, ha inviato una petizione all’Alta Corte di giustizia, perchè decida se processare i soldati o chiudere il caso.
L’IDF ha prolungato la ricerca per un altro anno, come fa sempre. I soldati sono  tornati alle loro vite civili, il caso è stato trasferito ai pubblici ministeri civili, e due giorni fa la decisione: i soldati forse andranno sotto processo con due accuse grottesche: sregolatezza e negligenza nel  maneggiare un’arma.

Questo è ciò che un’ indagine ha generato dopo due anni e solo a causa di una querela. La scusa questa volta: non era chiaro quale dei soldati avesse sparato.
Non è difficile indovinare che cosa sarebbe successo se Samir e i suoi amici avessero sparato contro i soldati e ne avessero ucciso uno. Una breve indagine e l’intera “cella” sarebbe stata mandata  in prigione per tutta la vita.
Ecco come è “l’ esercito più morale del mondo”. L’uccisione di un giovane palestinese inerme  che non poneva in  pericolo nessuno, è considerato ” un atto di incoscienza.” Il fuoco vivo a distanza ravvicinata e alla schiena, mentre il giovane fuggiva, è considerato “negligenza nel  maneggiare un’arma”.
Voi soldati spericolati e negligenti, avete fatto arrabbiare l’IDF per la vostra imprudenza e negligenza. Continuate a sparare ai giovani e ucciderli, come fate quasi ogni settimana. Basta non farlo temerariamente o per negligenza.
Questo è l’esempio che dovrebbe finalmente convincere ogni sostenitore della giustizia: solo l’alta  Corte penale internazionale potrà vagliare  i casi di  coloro che commettono crimini di guerra, come l’omicidio di Samir Awad. Chi si oppone a L’Aia vuole che i crimini continuino. Chi teme l’Aia sa che ha molto da nascondere.
Non c’è alcuna possibilità che  l’IDF possa indagare seriamente  sui propri crimini come quelli commessi nel venerdì nero durante la guerra di Gaza  o nei rifugi delle Nazioni Unite a Gaza o nell’uccisione di Samir Awad, il giovane al quale il padre aveva promesso che avrebbe pagato gli studi universitari, se avesse fatto bene il suo test di scienza. Test che si è  tenuto l’ultimo giorno della sua vita molto breve.

Gideon Levy : Only The Hague can deal with Israel’s war criminals

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