Gideon Levy : Un leggero urto all’arroganza israeliana. L’abbattimento dell’areo israeliano

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domenica 11 febbraio 2018

 

 

Gideon Levy :Opinion A Slight Bump to Israeli Arrogance

Sintesi personale

L’arroganza israeliana potrebbe non essere finita sabato, ma sicuramente si è rotta. All’improvviso è diventato chiaro che Israele non è solo in Medio Oriente, che anche la sua immensa potenza militare ha i suoi limiti. Ci potrebbe essere un beneficio se Israele accettasse di non poter  vivere per sempre con la spada, e nemmeno con gli aerei avanzati. Forse l’F-16 che è stato abbattutoha minato la dottrina secondo cui ogni cosa può e dovrebbe essere risolta con la forza; prima di tutto forza, forza sempre, solo forza.

Decenni di supremazia aerea – e spesso, come in Libano e nella Striscia di Gaza, l’esclusività aerea – hanno portato Israele a comportarsi come se non fosse solo la più forte potenza nei cieli del Medio Oriente, ma l’unica. Sabato questa assunzione ha raggiunto la sua fine. Israele non è solo nel cielo e il prezzo è doloroso. Il lato comico è stato quando Israele ha affermato che il drone iraniano aveva violato la sua sovranità. Israele può violare la sovranità di chiunque – sorvolando il Libano, bombardando in Siria, in Sudan e naturalmente a Gaza – ma solo il drone iraniano ha violato la sovranità.

Niente avrebbe potuto essere più prevedibile del downing dell’aereo di sabato. Nonostante tutti gli sforzi per mascherarlo, l’aereo “è caduto” e Israele ha ricevuto un leggero colpo. Dopo dozzine di sortite apparentemente riuscite in Siria, era chiaro che sarebbe successo. Un onnipotente aereo israeliano sarebbe stato abbattuto. Nessuno pensava a cosa sarebbe accaduto in seguito e dove ciò avrebbe potuto portare. Ubriaco di successo, Israele ha aumentato la frequenza dei bombardamenti, pensando che la sua forza sarebbe aumentata ogni volta. Nessuno ha detto una parola. Nessuno ha detto “stop”. Stiamo bombardando? Non c’è niente di meglio. La Siria sanguina e allora cosa potrebbe esserci di male?

Pochi sanno se tutti i raid aerei sono necessari e se i benefici supereranno il danno. Tutti tacciono o applaudono. Questi bombardamenti fanno anche danni e hanno un costo cumulativo. A volte stimolano il nemico, a volte spingono a un desiderio di vendetta. E quando i commentatori israeliani dicono da mesi che nessuna delle parti vuole la guerra, è tempo di preparare i rifugi antiaerei; lo dicono prima di ogni guerra.

Il pericolo di una crescita militare iraniana oltre il confine non dovrebbe essere preso alla leggera. È pericoloso e spaventoso. Le trame espansive iraniane sono preoccupanti. Ma non tutto può essere risolto con i bombardamenti. Questo deve essere riconosciuto. In Israele, con un esercito di esperti che può solo riferire ciò che è dettato a loro, il problema dei  bombardamenti aerei in Siria non è nemmeno sollevato. In Israele non c’è nessuna opposizione significativa a qualcosa. Anche sabato il centro-sinistra è scoppiato in acclamazioni di incoraggiamento e di sostegno, come succede dopo ogni bombardamento e prima di ogni guerra.

Né la politica di Israele sull’Iran è mai stata discussa. La nazione dell’esercito e della spada è sempre contro gli accordi e in favore di ogni guerra. In Israele, l’unica opposizione è agli accordi. Per il primo ministro ogni accordo è un accordo di Monaco. Pochi si sono opposti alla campagna del primo ministro Benjamin Netanyahu contro l’accordo nucleare iraniano. L’israeliano Churchill ha portato il paese ai margini di un abisso.

È difficile naturalmente, sapere cosa sarebbe successo se Israele avesse sostenuto l’accordo, ma il fatto è che ora Israele deve affrontare il pericolo di una guerra con l’Iran.. L’arroganza ha il suo prezzo.

È arroganza affermare  che alla Striscia di Gaza può essere permesso di morire di fame e che la Cisgiordania si calmerà  per sempre, semplicemente perché siamo forti. È arroganza decidere che solo Israele può armarsi all’infinito e tutti gli altri devono chinare la testa in segno di resa per sempre. E poi un uomo cade da un aereo una notte o una mattina, e Israele improvvisamente si sveglia dinanzi alla realtà: non è solo, non è onnipotente e certamente non può dipendere per sempre solo dalla sua potenza militare.

 

Gideon Levy : Un leggero urto all’arroganza israeliana. L’abbattimento dell’areo israeliano

https://frammentivocalimo.blogspot.it/2018/02/gideon-levy-un-leggero-urto.html

 

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Gideon Levy :Opinion A Slight Bump to Israeli Arrogance

Israeli arrogance might not have ended Saturday, but it surely cracked. Suddenly it became clear that Israel is not alone in the Middle Eastern, that even its immense military power has its limits. There could be a silver lining, if Israel accepts that it cannot forever live by the sword, nor even by advanced airplanes. Perhaps the F-16 that was downedtook down with it the doctrine according to which everything can and should be resolved by force; first of all force, always force, only force.

Decades of air supremacy — and often, as in Lebanon and the Gaza Strip, air exclusivity — have led Israel to behave as if it is not only the strongest power in the skies of the Middle East, but the only one. On Saturday this assumption reached its end. Israel is not alone in the sky and the price is painful. The comic relief was when Israel claimed the Iranian drone had violated its sovereignty. Israel can violate anyone’s sovereignty — overflying Lebanon, bombing in Syria, Sudan and of course helpless Gaza — but only the Iranian drone violated sovereignty.

Nothing could have been more predictable than the downing of the plane Saturday.Despite all efforts to disguise it, the plane “fell,” and Israel took a slight blow to the wing. After dozens of ostensibly successful sorties in Syria, it was clear that it would happen. An omnipotent Israeli plane will be downed. No one thought about what would happen afterward and where that could lead. Drunk with success, Israel increased the bombings’ frequency, thinking that its strength increased with each one. No one said a word. No one said “stop.” The airstrike hasn’t been invented that doesn’t get wall-to-wall support here. Are we bombing? There’s nothing better. Syria’s bleeding, after all, so what could be bad?

Few know whether all the airstrikes were necessary, and if the benefit outweighed the harm. Everybody kept quiet or cheered. These bombings also do damage and have a cumulative cost. Sometimes they actually spur on the enemy, sometimes they plant a desire for vengeance. And when the Israeli commentators say for months that neither side wants war, it’s time to get the bomb shelters ready; they say that before every war.

The genuine danger of an Iranian military buildup across the border should not be taken lightly. It’s dangerous and frightening. Iranian expansionary plots are worrisome. But not everything can be solved, certainly not with bombing raids. This must be acknowledged. In Israel, with an army of pundits who can only parrot what is dictated to them, an issue like the airstrikes in Syria isn’t even raised for discussion. In Israel there is also no significant opposition to anything. On Saturday too, the center-left broke out in cheers of encouragement and support, as it does after every bombing raid and before every war.

Nor has Israel’s overall policy on Iran ever been tabled for debate. The nation of the army and the sword is always against agreements and in favor of every war. In Israel, the only opposition is to agreements. For the prime minister and the ruling right, every agreement is a Munich Agreement. Few opposed Prime Minister Benjamin Netanyahu’s campaign against the Iranian nuclear accord. It’s doubtful that Israel saw any benefit from it. The Israeli Churchill brought the country to the edge of an abyss.

It’s difficult of course to know what would have happened had Israel supported the agreement, but the fact is that Israel now faces the danger of a war with Iran. It doesn’t get much worse than that. Arrogance has its price.

It’s arrogance that says that the Gaza Strip can be allowed to starve and the West Bank to roil forever, simply because we are strong. It’s arrogance that determines that only Israel can arm itself endlessly, and everyone else must bow their heads in surrender forever. And then a man falls from a plane one night, or one morning, and Israel suddenly wakes up to reality: It is not alone, it is not omnipotent and it certainly cannot depend forever solely on its military might.

Gideon Levy

Gideon Levy

Haaretz Correspondent

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