“Gina la Sanguinaria”, identikit del nuovo capo della Cia

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Gina Haspel, nominata vice dell’Intelligence Usa solo il mese scorso, ha alle spalle 30 anni di esperienza sul campo come agente sotto copertura. Un passato professionale anche controverso. Fu lei, in piena guerra al terrorismo dopo l’11 settembre, a dirigere il primo ‘black site’ dove venivano imprigionati e interrogati con il metodo del ‘waterboarding’ presunti affiliati ad al-Quida.

14 MARZO 2018

Nello stesso teweet in cui martedì mattina ha annunciato il licenziamento del Segretario di Stato Rex Tillerton e la sua intenzione di sostituirlo con Mike Pompeo, il presidente Trump ha preso una decisione storica scegliendo Gina Haspel per rimpiazzare quest’ultimo sulla poltrona di capo della CIA.

Se la Haspel convincerà il Senato a confermare questa scelta sarà prima donna alla guida dell’Intelligence Usa. La sua nomina tuttavia sta già suscitando reazioni controverse e non solo dai media di impostazione “liberal” come il Washington Post e il New York Times.

Critiche vengono anche da Repubblicani DOC come John McCain. L’ex candidato alla Casa Bianca che e’ stato prigioniero durante la guerra in Vietnam ha ammonito: “Le torture dei prigionieri sotto custodia Usa lo scorso decennio rappresentano uno dei capitoli più bui della storia americana. La signora Haspel, durante l’audizione di conferma al Senato, dovrà spiegare la natura e l’entità del suo coinvolgimento nel programma di interrogatori”.

Gina Haspel arriva al vertice della CIA dopo 33 anni di carriera trascorsa per la maggior parte sul campo come agente sotto copertura. All’inizio di Febbraio era diventata vicedirettrice dell’Agenzia e già questa promozione non era passata inosservata. Molti veterani dell’Intelligence avevano accolto la notizia con favore.

James Clapper per esempio, direttore dei servizi di informazione interni durante l’era Obama, si era detto “assai compiaciuto della scelta” e lo stesso aveva fatto Michael Morell, ex vice-direttore e direttore facente funzioni della CIA stessa, il quale aveva dichiarato come la Haspel fosse personaggio “rispettato a tutti i livelli dell’agenzia“. L’ex direttore Michael Hayden non aveva lesinato lodi dicendo che “era una scelta meravigliosa” e che avrebbe rivestito la carica con “dignità, professionalità e onore.”

Ma rispetto a quella promozione si era levata anche qualche voce fuori dal coro come quella di John Kiriaku, ex analista e operativo della CIA in seguito diventato un “whistleblower” e che aveva lavorato con la Haspel in Thailandia. Commentando la sua nomina a vice scriveva che, mentre molti ricordavano i 30 anni di carriera e la grande esperienza professionale, “molti altri tra di noi la chiamavano ‘Gina la Sanguinaria’ (Bloody Gina). e che la sua promozione dimostrava che “si può essere coinvolti in crimini di guerra e arrivare al top della carriera.”

“Occhio di Gatto”

Dopo l’attacco alle Torri Gemelle perpetrato da al-Qaida sotto la guida di Osama bin-Laden gli Stati Uniti erano entrati a pieno regime nella guerra globale al terrorismo. Gina Haspel all’epoca comandava in Thailandia il primo ‘black site’ della CIA, ovvero una di quelle prigioni segrete dove i detenuti venivano torturati per ottenere informazioni. Nome in codice “Cat’s Eye”.

Sotto la sua supervisione avvennero gli interrogatori di Abu Zubaydah e Abd al-Rahim al-Nashiri, sospettati di aver organizzato uno dei primi attacchi terroristici di al-Quida, quello al cacciatorpediniere Cole ormeggiato nel porto di Aden in Yemen, il Il 12 ottobre 2000. In quella circostanza Zubaydah fu sottoposto per ben 83 volte al ‘waterboarding’ e durante la prigionia perse l’uso di un occhio. Zubaydah si trova tutt’ora recluso nel carcere di Guantanamo.

In un libro pubblicato negli anni successivi da uno degli psicologi che collaboravano agli interrogatori di Zubaydah si racconta che il capo della base segreta a un certo punto sarebbe entrato nella cella di Zubaydah per complimentarsi con lui: “Bravo! Bella performance, mi è piaciuto come sbavavi, aggiunge realismo e quasi quasi ci ho creduto…” Questo capo sarebbe stato identificato proprio in Gina Haspel. Nel 2005, 92 video degli interrogatori di Zubaydah e al-Nashiri vennero distrutti e, sebbene l’ordine fu dato da Jose A. Rodriguez Jr., che allora era a capo del CTC (Counter Terrorism Centre) il mandato portava la firma della stessa Haspel.

 

“Gina la Sanguinaria”, identikit del nuovo capo della Cia 

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