Gli arabi non contano: il modello dello Stato ebraico “democratico”

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Articolo pubblicato originariamente su Mintpress e tradotto dall’inglese da Beniamino Rocchetto

Israele vuole che il mondo creda esso sia uno Stato a maggioranza ebraica con una minoranza araba del 20%, e che la popolazione araba gode di un buon tenore di vita e di piena parità di diritti. E mentre questo è facile da confutare, fa ancora parte del dibattito pubblico su Israele.

Di Miko Peled

È vero che con circa due milioni di persone, i cittadini palestinesi di Israele rappresentano circa il 21% dei cittadini israeliani. Tuttavia, Israele conta i suoi cittadini ebrei indipendentemente da dove risiedono nel Paese, comprese la Cisgiordania e Gerusalemme Est, e tutti gli ebrei israeliani sono cittadini. Al contrario, i palestinesi sono conteggiati come cittadini solo in alcune parti del Paese in modo che il governo possa presentare i numeri a suo vantaggio.

Ci sono circa sette milioni e mezzo di palestinesi che vivono in Palestina e sono sotto il controllo israeliano. La popolazione totale della Palestina storica è di circa dodici milioni. Non è necessario essere un genio della matematica per vedere che sette e mezzo sono più del 20% di dodici. Molto di più.

Israele conta come cittadini solo i palestinesi che risiedono nei confini precedenti al 1967, ma conta gli ebrei israeliani anche se vivono in Cisgiordania (o, come la chiama Israele, in Giudea e Samaria). Ciò consente allo Stato sionista di fingere che cinque milioni di palestinesi non esistono, anche se controlla ogni aspetto della loro vita.

GOVERNO DI MINORANZA

La maggioranza ebraica è stata un’ossessione per i sionisti sin dai primi giorni del loro progetto in Palestina e continua a dominare l’agenda anche oggi. Mentre Israele cerca di dipingere un quadro di uno Stato a maggioranza ebraica con una minoranza araba, in realtà è il contrario.

Sebbene i numeri esatti della popolazione siano alquanto controversi, non c’è dubbio che nel migliore dei casi la popolazione israeliana e quella palestinese nella Palestina storica sia almeno uguale, sebbene molto probabilmente i palestinesi sono una leggera maggioranza, forse fino a un milione. Quindi nella migliore delle ipotesi è uno Stato di Apartheid in cui metà della popolazione controlla le risorse, il governo, le forze armate, la polizia e le leggi.

Ciò che è più probabile è che una minoranza di coloni giunti in Palestina per colonizzarla nel secolo scorso stia governando la maggioranza dei palestinesi che sono la popolazione nativa.

CHE IMPORTA?

Se davvero la visione di una Palestina libera è quella di una democrazia egualitaria, non razziale in cui il voto di ogni persona conta e ha lo stesso peso, allora che importanza ha da che parte sta la maggioranza? Beh, è ​​molto importante. Per cominciare, una Palestina libera e democratica dovrà avere una costituzione. E in questa costituzione vanno tutelati i diritti delle minoranze. Inoltre, è importante mostrare che Israele non è uno Stato a maggioranza ebraica, ma è molto vicino a diventare, se non lo è già, uno Stato governato da una minoranza di coloni ebrei.

Israele vuole immaginare che come la Francia, dove la maggioranza della popolazione è francese ed europea, così in Israele la maggioranza della popolazione è israeliana e per lo più europea. Inoltre, come in Francia dove gli arabi sono immigrati, così in Israele gli arabi sono immigrati. Ma questo deve essere confutato e dimostrato che è sbagliato. Israele è un progetto colonialista che affonda le sue radici nel colonialismo europeo, e i palestinesi sono la maggioranza e la popolazione nativa.

LEGITTIMITÀ

Per Israele, uno Stato che è stato stabilito attraverso il furto, la menzogna e il terrorismo, la legittimità è il Santo Graal. Devono creare il mito della legittimità e poi proteggerlo con tutto ciò che hanno. E infatti, così fanno. Qualsiasi persona, qualsiasi organizzazione, qualsiasi idea che ne metta in discussione la legittimità viene immediatamente etichettata come antisemita e quindi razzista, e priva di legittimità stessa.

Noi che lottiamo per liberare la Palestina dobbiamo prendere posizione su questa questione e non permettere a Israele di farla franca con le bugie, la violenza e la legittimazione del furto in cui è coinvolto da quasi cento anni. Quindi, torniamo ai numeri. Secondo l’Ufficio Centrale di Statistica Israeliano, la popolazione di Israele è di circa nove milioni. Due milioni di questi, o circa il 21%, secondo l’Ufficio, sono palestinesi. Anche se di solito non vengono conteggiati separatamente, fanno parte di una nazione separata e distinta, la nazione palestinese.

La popolazione di quella che viene comunemente (anche se erroneamente) chiamata Palestina, che significa la Cisgiordania senza i coloni ebrei e la Striscia di Gaza, è di 5.380.000 abitanti, secondo diverse fonti, tra cui Worldometer. Insieme ai due milioni di cittadini palestinesi di Israele, si tratta di quasi sette milioni e mezzo di palestinesi che vivono nella Palestina storica. Il resto, circa sette milioni, sono ebrei israeliani.

EBRAICO E INDEMOCRATICO

Che Israele sia o meno uno Stato ebraico è un argomento da rivedere. Poiché il sionismo è un’ideologia razzista e nazionalista e l’ebraismo è una religione, i due sono di fatto incompatibili. Tuttavia, anche se supponiamo per un momento che questa affermazione sia vera e che Israele sia in realtà uno Stato ebraico, uno Stato che è stato stabilito in un Paese arabo e che si definisce “ebraico” non può pretendere di essere democratico. Almeno la metà della popolazione che Israele governa non è ebrea, quindi per essere un cosiddetto Stato ebraico, deve mantenere un regime di Apartheid. “Uno Stato ebraico e democratico”, come molti sionisti amano chiamare Israele, è in realtà una contraddizione perché questo stato si trova in Palestina che è un Paese arabo a maggioranza musulmana. Significa che lo Stato nega i diritti dei cittadini ad almeno la metà della popolazione che governa.

Il problema è più grande dei soli numeri e dei diritti di cittadinanza. Israele è impegnato in una brutale campagna di pulizia etnica e Genocidio. E la sta facendo franca. Un modo per combattere questo è denunciare queste assurde contraddizioni tra ciò che i sionisti affermano essere vero e ciò che Israele fa effettivamente e smascherarle. Israele non è una democrazia, non lo è mai stata, è un regime criminale canaglia con un’organizzazione terroristica immorale ma potente come esercito e tutto questo deve essere denunciato in ogni occasione.

Miko Peled è uno scrittore e attivista per i diritti umani, nato a Gerusalemme. È autore di “The General’s Son. Journey of an Israeli in Palestine” (Il Figlio del Generale. Viaggio di un Israeliano in Palestina) e “Injustice, the Story of the Holy Land Foundation Five” (Ingiustizia, Storia dei Cinque Della Fondazione Terra Santa).

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