Guerra di Gaza, vincono i bugiardi

redazione  domenica 25 novembre 2012 18:24

La guerra di Gaza disvela il regno dei bugiardi: lo guida Obama, il re dei re bugiardi. Ma con lui ci sono tutti insieme appassionatamente: da Netanyahu a Meshaal.

di Hisham Abdallah

Ogni volta che mi capita di leggere, guardare o sentire qualche dirigente, locale o internazionale, che fa una dichiarazione sul conflitto israelo-palestinese, mi convinco ancor di più che ha ragione lo scrittore siriano Hanna Mina, per il quale “il linguaggio è un’invenzione per nascondere le vere sensazioni dell’uomo.”

Questi giorni testimoniano che questa teoria è purtroppo fondatissima, basta dare un’occhiata alla questione israelo-palestinese per scoprire che viviamo in un regno di bugie e di bugiardi, fatto di statunitensi, europei, israeliani, palestinesi, e arabi ovviamente.

Cominciamo con Obama, che ha subito scandito “il diritto di Israele a difendersi” dagli attacchi di Hamas, il movimento islamista palestinese. Bene, questa non sembra una menzogna, Obama e gli Stati Uniti sostengono Israele, di più, l’attuale presidente è stato il primo a riconoscerlo come Stato ebraico, condizione posta da Netanyahu prima di riesumare i negoziati con i palesitnesi.

Questa non bugia comunque è la madre di tutte le bugie. Obama, che è stato appena rieletto alla Casa Bianca, è anche il primo leader democratico ad aver fatto modificare la carta fondamentale del suo partito, impegnandolo a riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

Mentre Obama sosteneva il diritto di Israele a difendersi e ad esistere come stato ebraico e con Gerusalemme quale sua capitale, il segretario di stato di Obama, la signora Clinton, incontrava Abu Mazen, cercando di imporgli di non andare alle Nazioni Unite per chiedere per noi palestinesi lo status di osservatori all’Onu.

Non è tutto: Obama ha promesso a Netanyahu il dispiegamento di equipaggiamenti dell’esercito statunitense per impedire che nuove armi arrivino a Gaza e che chiederà al congresso ulteriori centinaia di milioni di dollari per rafforzare l’esercito israeliano, uno dei più forti al mondo: forse si tratta di quegli stessi milioni di dollari che sono stati tolti all’Autorità Nazionale Palestinese, impedendo il funzionamento di uffici pubblici, quale ritorsione per la decisione di Abu Mazen di chiedere all’Onu il riconoscimento della Palestina nei confini del ’67. Quella richiesta fu bocciata per un veto di Obama.

Come si può spiegare la linea di un simile “mediatore”, comandante in capo della superpotenza mondiale, se non dicendo semplicemente che è un bugiardo.

Dall’altra parte del mondo, in Europa, francesi e inglesi hanno fatto lo stesso: teso la mano a Israele e chiesto ad Abu Mazen di non andare all’Onu a chiedere che la sua Palestina diventi un osservatore. Si tratta di quegli stessi europei che per decenni hanno spinto noi palestinesi ad accettare la soluzione dei due stati. E si tratta di quegli stessi europei che hanno insistito per una profonda riforma delle nostre istituzioni, promettendo in cambio aiuti economici: quando le riforme sono state fatte loro sono spariti.

Per quanto attiene a Israele dire bugie sui palestinesi non è gran cosa, molto più grave l’occupazione militare dei nostri territori, che dura da mezzo secolo. Comunque, Netanyahu ha voluto aggiungere anche qualche bugia. Quando l’ultima Guerra è cominciata il primo ministro israeliano si è detto sopreso dalla gittata dei missili di Hamas: peccato che mesi prima proprio i suoi apparati avevano dichiarato che Hamas aveva ricevuto missili in grado di raggiungere Tel Aviv.

Come non trovare i bugiardi anche nel campo palestinese. Non vi ricordate per caso che Hamas aveva assicurato che l’accordo avrebbe comportato la fine dell’embargo ai danni di Gaza? Ora l’accordo c’è, ma non contempla nulla del genere.

La bugia diventa menzogna se si tiene conto che il leader di Hamas, Khaled Meshaal, ha accettato le misure per impedire ll traffico di armi verso Gaza, ma intanto ha assicurato che la resistenza armata diventerà più forte.

Meshaal ha assicurato che sarebbe finita la divisione tra palestinesi, e intanto impediva che Abu Mazen partecipasse ai negoziati e agli accordi sul cessate il fuoco. Non credo che Abu Mazen, come ha fatto Meshaal e come hanno fatto tutti i leader arabi impegnati nel negoziato, avrebbe sottoscritto un testo che rende occupante e occupato dei sinonimi, parlando di “prevenzione di atti di aggressione da entrambe le parti”. Ecco perchè questo accordo non servirà che a prolungare l’occupazione.

Questo regno di bugiardi è letale per i diritti umani, ed è pericoloso perchè ha molti sudditi in giro per il mondo, che credono in queste bugie e in questi leader bugiardi. Sono tutti simili, anche se appaiono diversi. Ricordano quell’uomo che aveva un rapporto clandestino con una sua assistente. Una volta, mentre erano a letto insieme, lei gli disse: “tuti parlano di noi”, ma lui abbracciandole teneramente le rispose: “sono dei bugiardi, dicono solo bugie”.

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