Haaretz : CINQUE PAESI EUROPEI CONDANNANO I PIANI ISRAELIANI PER NUOVE CASE NEGLI INSEDIAMENTI IN CISGIORDANIA

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tratto da: https://frammentivocalimo.blogspot.com/2020/10/haaretz-cinque-paesi-europei-condannano.html

Sintesi personale

Regno Unito Francia, Germania, Spagna e Italia criticano l’approvazione di migliaia di nuove case in Cisgiordania.

La dichiarazione afferma che l’espansione degli insediamenti “viola il diritto internazionale e mette ulteriormente a repentaglio la fattibilità di una soluzione a due stati per portare una pace giusta e duratura al conflitto israelo-palestinese” e risulta “controproducente” alla luce dei recenti accordi di normalizzazione di Israele con gli Emirati Arabi Uniti e Bahrein.

“Chiediamo quindi un arresto immediato della costruzione di insediamenti, nonché degli sfratti e delle demolizioni delle strutture palestinesi a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Sottolineiamo che non riconosceremo alcun cambiamento alle linee del 4 giugno 1967, anche per quanto riguarda Gerusalemme, se non concordato tra le parti. La sospensione dei piani per annettere parti dei territori palestinesi occupati deve diventare permanente”.

L’Unione Europea ha rilasciato una dichiarazione simile, aggiungendo: “Sullo sfondo della normalizzazione delle relazioni tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein, israeliani e palestinesi dovrebbero cogliere questa opportunità per prendere misure urgenti per costruire la fiducia e ripristinare la cooperazione lungo la linea degli accordi precedenti e in pieno rispetto del diritto internazionale”.

Giovedì, Israele ha promosso progetti per oltre 3.000 case di colonizzazione in Cisgiordania, rendendo il 2020 uno degli anni più prolifici per la costruzione di insediamenti, secondo un gruppo di monitoraggio degli insediamenti.

Le approvazioni di giovedì, insieme a più di 2.000 nuove case approvate il giorno prima, fanno parte di un boom edilizio che ha preso piede durante la presidenza di Donald Trump.

La mossa, accolta con favore dai leader dei coloni, è stata pesantemente criticata dai palestinesi e dall’inviato delle Nazioni Unite per il Medio Oriente Nickolay Mladenov.

Le ultime approvazioni hanno aumentato il numero di case negli insediamenti a più di 12.150, secondo Peace Now. Il più alto da quando Peace Now ha iniziato a registrare i dati nel 2012.

Ciò include la legalizzazione di cinque avamposti illegali, tra questi Mitzpe Dani, Harasha, Tapuach West e Pnei Kedem. I piani sono finalizzati alla creazione della controversa area industriale di Samaria Gate, fortemente criticata da gruppi ambientalisti perchè taglia un importante corridoio per la fauna selvatica. Include anche l’approvazione retroattiva di un parcheggio illegale costruito nel 2016 nella Valle del Giordano.

La maggior parte delle unità approvate, quasi 2.000, si trovava nell’area strategica tra le città palestinesi di Ramallah e Nablus. Un’altra parte significativa, 775, si trovava negli insediamenti intorno a Nablus. Questi includono insediamenti che sarebbero effettivamente enclavi in territorio palestinese secondo il piano Trump, in luoghi come: Yitzhar , Itamar, Alon Moreh e Bracha.

Peace Now vede la nuova costruzione come “annessione de facto”, che minaccia la possibilità di una soluzione a due stati.

“Invece di trarre vantaggio dagli accordi con gli stati del Golfo e promuovere la pace con i palestinesi, (Netanyahu) sta distorcendo le priorità di Israele per favorire una minoranza che continuerà a minare le prospettive future di pace”,.

Questa prospettiva è stata ripresa da Nickolay Mladenov, il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, che ha affermato in una dichiarazione che l’approvazione di queste 5.000 unità minano “la prospettiva di raggiungere una soluzione praticabile a due stati erodendo sistematicamente la possibilità di stabilire uno Stato palestinese contiguo e indipendente che possa vivere fianco a fianco in pace e sicurezza con Israele. Chiedo alle autorità di cessare immediatamente tutte le attività relative agli insediamenti”.

Ahmad Majdalani, ministro del governo palestinese, ha dichiarato che Netanyahu sta lavorando “sistematicamente per porre fine alla soluzione dei due Stati attraverso attività di insediamento. Ha aggiunto che l’ondata di approvazioni di questa settimana è, probabilmente, una risposta alle preoccupazioni che lo sfidante di Trump, Joe Biden, possa essere meno favorevole all’espansione degli insediamenti, se eletto.

I leader dei coloni hanno applaudito la decisione. “Siamo grati al primo ministro… per non aver messo da parte la questione”, ha detto Shlomo Ne’eman, capo del consiglio locale del blocco di colonie Gush Etzion. “E’ importante lavorare in Terra d’Israele. Stabilire, espandere e rafforzare gli insediamenti: questi sono i veri passi verso la sovranità israeliana ed ebraica in Giudea e Samaria”:

L’Associated Press ha contribuito a questo rapporto.
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