Haaretz : La detenzione amministrativa è una delle misure più offensive di un regime contro i diritti civili di una persona.

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martedì 3 giugno 2014

ì 3 giugno 2014

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Un palestinese a Gaza che ha smesso di mangiare in solidarietà con i detenuti in sciopero della fame.

Sintesi personale

La detenzione amministrativa è una delle misure più offensive di un regime contro i diritti civili di una persona. In Israele qualsiasi funzionario militare nei territori può tenere una persona in carcere quasi indefinitamente e senza supervisione giudiziaria.Procedure di detenzione amministrativa non richiedono che detenuto sia informato delle accuse contro di lui, gli avvocati non possono difenderlo e le prove contro di lui non sono sottoposte al controllo giurisdizionale.
Mentre il diritto internazionale riconosce la detenzione amministrativa, esso ne limita l’uso, limitandolo ai casi che comportano un pericolo per la sicurezza pubblica per la quale non c’è altra prevenzione. Israele, però, usa eccessivamente nei territori tale pratica , soprattutto per proteggere le fonti o prevenire l’esposizione dei metodi del servizio di sicurezza Shin Bet.
L’attuale sciopero della fame da parte dei detenuti amministrativi palestinesi è andata avanti per cinque settimane e 70 prigionieri sono ospedalizzati, ciò obbliga i funzionari di sicurezza e il governo a riconsiderare l’uso di questo strumento. L’attuale sciopero della fame collettivo è diventata una lotta di potere tra i detenuti e le forze di sicurezza, che vogliono “dimostrare che i detenuti che non saranno in grado di dettare la politica di detenzione di Israele.
Le forze di sicurezza hanno bisogno di un prigioniero che muoia prima riesaminare la politica? C’è bisogno di pressioni internazionali prima che Israele possa capire i limiti della detenzione amministrativa?
Israele ama criticare gli Stati Uniti per Guantanamo e giustificare il proprio uso nel proceder,ma gli Stati Uniti hanno condotto una battaglia pubblica e legale lunga sulla questione, al termine del quale sono state emesse nuove linee guida in materia di diritti dei detenuti. In Israele non esiste tale discussione poiché la detenzione amministrativa è considerata come una misura legittima che non è molto diversa da un arresto regolare,e vi è la convinzione paradossale che l’arresto della persona è indicativa del livello di rischio che rappresenta , quindi non c’è bisogno di dimostrarlo.
Lo Shin Bet, Israele Prison Service e il ministro della difesa devono riconsiderare questa politica di detenzione, esaminare attentamente ogni singolo caso, perseguire se ci sono prove e rilasciare rapidamente coloro contro i quali la prova è carente. Israele deve rispettare l’interpretazione accettata della comunità internazionale della detenzione amministrativa e smettere di usarla all’ingrosso per perpetuare l’occupazione.

Haaretz : La detenzione amministrativa è una delle…

http://frammentivocalimo.blogspot.it/2014/06/haaretz-la-detenzione-amministrativa-e.html

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ARTICOLO ORIGINALE


The use of administrative detention must be reviewed – Opinion
www.haaretz.com

The use of administrative detention must be reviewed

Israel must adhere to the international community’s accepted interpretation of administrative detention and stop using it wholesale to perpetuate the occupation.

Jun. 3, 2014 | 2:23 AM

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A Palestinian in Gaza who has stopped eating in solidarity with the hunger-striking administrative detainees. Photo by AF

Administrative detention is one of the most offensive measures a regime can take against a person’s civil rights. In Israel, any military officer in the territories can have a person jailed almost indefinitely and without judicial oversight. Administrative detention procedures do not require the detainee to be informed of the charges against him, attorneys cannot defend him, and the evidence against him is not open to judicial review.

While international law recognizes administrative detention, it restricts its use, limiting it to cases involving a danger to public safety for which there is no other prevention. Israel, however, uses it excessively in the territories, mainly to protect sources or prevent the exposure of Shin Bet security service methods.

The current hunger strike by Palestinian administrative detainees, which has gone on for five weeks and has resulted in some 70 prisoners being hospitalized, obligates security officials and the government to reconsider the use of this tool. Last December Israel decided to release detainee Samer Issawi, who had hunger striking on-and-off for eight months to the point that his life was at risk, but it seems that no lessons were learned from his arrest and release. The current collective hunger strike has become a power struggle between the detainees and the security forces, who want to “prove” to the detainees that they will not be able to dictate Israel’s detention policy.

Do the security forces need a prisoner to die before reexamining the policy? Is there a need for international pressure, which is indeed starting to build on this issue, before Israel can understand the limitations of administrative detention?

Israel likes to point to the use the United States made of administrative detention at Guantanamo Bay to justify its own use of the procedure. But the United States conducted a lengthy public and legal struggle over the issue, at the end of which new guidelines were issued regarding the detainees’ rights. In Israel there is no such debate, since administrative detention is regarded as a legitimate measure that’s not much different than a regular arrest, and there is a paradoxical belief that the person’s arrest is indicative of the level of risk he poses, thus there is no need to prove it.

The Shin Bet, Israel Prison Service and defense minister must reconsider this detention policy, examine each case carefully, prosecute those it has evidence against and move to quickly release those against whom evidence is lacking. Israel must adhere to the international community’s accepted interpretation of administrative detention and stop using it wholesale to perpetuate the occupation.

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