Heba Yazbak // Indovina cosa sarebbe successo se gli arabi avessero protestato in Balfour Street ( da Haaretz)

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tratto da: https://frammentivocalimo.blogspot.com/2020/10/heba-yazbak-indovina-cosa-sarebbe.html

 Articolo in lingua inglese  qui     

Sintesi personale

Sono passati 20 anni da quando i cittadini arabi palestinesi di Israele hanno iniziato le proteste popolari note ,in ebraico ,come “eventi dell’ottobre 2000”, o in arabo come “proteste di Al-Quds e Al-Aqsa”. Durante queste proteste, 13 arabi sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco della polizia. Quei manifestanti hanno scoperto molto rapidamente che un manifestante arabo non è trattato allo stesso modo di uno ebreo e che la loro cittadinanza non dà loro uguali diritti nei confronti della polizia.

L’ occupazione in corso e le sue pratiche oppressive sono state il cuore pulsante dalle quali  sono scoppiate le proteste. Non c’è dubbio che gli eventi dell’ottobre 2000 hanno risvegliato ancora una volta il conflitto tra l’identità palestinese dei cittadini arabi e la memoria collettiva, da un lato e il carattere ebraico dello stato, la supremazia ebraica e la democrazia nazionalista, dall’altro.

Non ci vuole un grande sforzo per capire che le agenzie statali non hanno imparato alcuna lezione negli anni successivi a quelle proteste. Al contrario lo Stato ha inviato un messaggio molto chiaro quando ha deciso di non mettere sotto processo le persone responsabili dell’uccisione dei manifestanti: alla polizia è consentito agire contro gli arabi con la quasi totale impunità.

Dagli eventi  dell’ottobre 2000  45 cittadini arabi sono stati uccisi dalla polizia. In questi anni è stato adottato un approccio violento nei confronti dei manifestanti arabi, inclusi arresti e persecuzioni politiche, ma tutto questo non ha portato praticamente a incriminazioni contro gli agenti di polizia.

Nella situazione odierna è facile immaginare che se la maggior parte delle persone che manifestano davanti alla residenza del primo ministro a Gerusalemme fossero arabi, le proteste potrebbero  finire in sparatorie e morti. E’ facile ipotizzare che nessuno se ne assumerebbe la responsabilità.

Incolpare la vittima è la politica guida del mondo politico israeliano, e non solo durante gli eventi dell’ottobre 2000. Lo abbiamo anche visto negli omicidi della polizia di Yakub Abu al-Kiyan nel Negev e di Eyad Hallaq, un uomo autistico, a Gerusalemme est. Abbiamo visto come sono state istituite commissioni d’inchiesta per incolpare la vittima, proprio come è successo con la Commissione Or, creata per indagare sulla condotta dello Stato durante gli eventi dell’ottobre 2000, ma che ha attribuito parte della colpa ai manifestanti e alla leadership araba.

Ma il culmine dell’assurdità è stato raggiunto di recente, quando il primo ministro Benjamin Netanyahu non ha avuto remore a utilizzare il caso di Abu al-Kiyan a suo vantaggio personale, offrendo scuse tardive e ipocrite. Allo stesso modo, Ehud Barak (che era primo ministro nell’ottobre 2000) ha rilasciato scuse populiste alla comunità araba prima delle elezioni del  2019, un gesto che ha mostrato disprezzo per l’intera comunità. Finché nessuno si assume la responsabilità di quanto è accaduto ,utilizzando il sistema legale per esigere la giustizia, ogni “scusa” di questo tipo è solo un’altra espressione di arroganza e disprezzo per la comunità araba.

Queste scuse si basano su decenni di privilegi, durante i quali il sistema politico israeliano ha creato una rete legislativa che ha consolidato la discriminazione contro i suoi cittadini arabi, rafforzando il loro status di persone i cui diritti sono calpestati e denigrati. Tra queste leggi ci sono : la legge sulla cittadinanza, la legge dello stato nazionale, la “legge Nakba”, la legge sulla proprietà assente, la “legge Dromi” e la “legge Kaminitz”.

È un lungo elenco, più lungo di quanto il buon senso sia in grado di digerire. Questo è un sistema che ha reso legittima l’esclusione degli arabi palestinesi e la discriminazione nei loro confronti.

Giustizia e riparazione possono essere raggiunte solo garantendo ai cittadini palestinesi di Israele diritti collettivi come gruppo nazionale, insieme al riconoscimento della loro narrativa nazionale e alla  piena uguaglianza civica in uno stato che include tutti i suoi cittadini. Giustizia e riparazione richiedono di aderire alle richieste della comunità araba di istituire una commissione d’inchiesta  indipendente sugli eventi dell’ottobre 2000 e di incriminare i responsabili delle morti e dei feriti, dagli alti funzionari del governo fino alle persone che hanno premuto il grilletto.

Heba Yazbak è un membro della Knesset per Balad, uno dei partiti nella lista congiunta.

 

 

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