I coloni israeliani mirano a terrorizzare i palestinesi, sono i risultati di una nuova ricerca

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Articolo pubblicato originariamente su Daily Muslim

“I coloni si sono trasformati in un’entità organizzata per terrorizzare e deportare i palestinesi”, lo ha detto il capo del Centro di ricerca sulla terra della Palestina (LRC).

In un’intervista con i media arabi, Jamal Al-Amleh ha spiegato che i coloni estremisti cercano di strappare più terra possibile ai palestinesi, cercano di demolire case e uccidere palestinesi, per fare in modo di cacciarli via dalla Palestina. Secondo l’LRC, i coloni “effettuano attacchi sistematici contro i palestinesi per terrorizzarli”.

“Non solo Israele ha stanziato un budget di 3 milioni di dollari per dare a Gerusalemme un’immagine più ebraico-israeliana, ma ha reclutato rabbini per dare istruzioni religiose che incoraggiano a uccidere palestinesi e rubare le loro proprietà, e affermare che questo è un modo per avvicinarsi a Dio”, ha detto l’organizzazione in una articolo sul loro sito.

Secondo i dati del Land Research Centre, Israele ha demolito circa 950 case e strutture, confiscato circa 6.116 acri di terra e abbattuto o danneggiato circa 17.740 alberi solo nel 2021.

Inoltre, i dati mostrano che ben 55 insediamenti esistenti sono stati ampliati, circa 15 nuovi avamposti illegali sempre nel 2021, sono stati approvati 102 piani per l’espansione di nuovi insediamenti illegali, sono state stabilite circa 25 nuove strade coloniali e sono state aperte fabbriche per giudaizzare la terra.

“Queste cifre significano la paralisi del movimento palestinese, il taglio delle aree di comunicazione e la prevenzione dello sviluppo geografico”, ha detto Al-Amleh, sottolineando che su 240 villaggi palestinesi nell’Area C al largo della Cisgiordania occupata, solo 27 hanno ottenuto permessi di costruzione mentre i coloni sono liberi di espandersi e confiscare più terra.

“Negli ultimi cinque anni, diversi consigli locali e comuni palestinesi hanno presentato domande di licenza per oltre 2.550 edifici o strutture, di cui Israele ne ha approvato solo 24. D’altra parte, l’occupazione sionista ha rilasciato migliaia di licenze per i coloni israeliani”.

Al-Amleh ha spiegato che le azioni israeliane indicano che si tratta di un lavoro organizzato e conferma che l’opzione della soluzione a due stati è ora impossibile sul terreno.

Le Nazioni Unite hanno recentemente annunciato che da quando il Consiglio di Sicurezza ha adottato la Risoluzione 2334 il 23 dicembre 2016, che ha designato gli insediamenti israeliani come una “flagrante violazione del diritto internazionale”, il numero di coloni in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, è aumentato del 12%.

Michael Lynk, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, ha dichiarato che nel 2016 c’erano circa 400.000 coloni in Cisgiordania e 218.000 a Gerusalemme Est, dopo cinque anni le cifre sono aumentate a 475.000 coloni in Cisgiordania e 230.000 a Gerusalemme Est.

Questo è lo stato democratico? Questi sono gli israeliani che molti in Italia prendono ad esempio come governo democratico ed estensione dell’Europa in Medio Oriente? C’è da ricredersi se l’Europa vede questo, c’è da ricredersi specialmente che Israele è diventato l’obbiettivo delle nuove destre populiste sovraniste che vorrebbero governare il vecchio continente. Chi saranno, se raggiungono questo obbiettivo, i palestinesi d’Europa da annientare?

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