I LAVORATORI RESPINGONO L’OFFERTA DI UNA SOCIETÀ SPAGNOLA PER UN PROGETTO NEGLI INSEDIAMENTI ISRAELIANI

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di Adri Nieuwhof – 26 febbraio 2019

Il mese scorso il comitato dei lavoratori della fabbrica spagnola di treni CAF ha votato contro la partecipazione alla metropolitana leggera di Gerusalemme.

Il comitato ha sollecitato la società con sede nel Paese Basco a ritirarsi dalla gara per l’ampliamento della tramvia che collega a Gerusalemme gli insediamenti israeliani nella West Bank.

“Ogni progetto di mezzi di trasporto in ogni città del mondo, compresa Gerusalemme, deve essere costruito rispettando i diritti umani e la legge internazionale”, ha affermato il comitato dei lavoratori.

“Sia l’Assemblea Generale, sia il Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite, nonché la Corte Internazionale di Giustizia, attraverso diverse risoluzioni, si sono opposti all’occupazione dei territori attraverso i quali deve passare la tramvia”.

Il trasferimento di popolazione civile israeliana negli insediamenti nella West Bank occupata, compresa Gerusalemme Est, nonché le Alture del Golan siriane, è un crimine di guerra in base alla legge internazionale.

Oggi più di 200.000 coloni vivono a Gerusalemme Est e nelle sue vicinanze e più di 400.000 altri vivono nel resto della West Bank.

I lavoratori della CAF possono contare sul sostegno dell’ELA, il sindacato più influente del Paese Basco.

“E’ incomprensibile che la direzione della CAF stia partecipando a questa gara”, ha affermato il sindacato. “I lavoratori della CAF non meritano di assumere la responsabilità di eseguire un lavoro rigettato dalla maggioranza prevalente della comunità internazionale”.

Servizi mediatici errati hanno affermato in settimane recenti che la CAF stessa aveva rifiutato di partecipare al progetto, ma non è così.

La società “non ha rifiutato di partecipate alla gara per il tram di Gerusalemme”, ha dichiarato via e-mail a The Electronic Intifada Inaki Escrig, portavoce della CAF.

E’ stato invece il comitato dei lavoratori – la struttura giuridicamente delegata alla rappresentanza sindacale – che ha rifiutato la partecipazione.

Se la società si aggiudicasse la gara, potrebbe essere un preludio a un’azione dei sindacati.

Espansione della tramvia

Lo scorso giugno imprese sono state invitate a presentare offerte per l’ampliamento della tramvia di Gerusalemme, che include l’estensione della Linea Rossa esistente e lo sviluppo di una seconda linea, la cosiddetta Linea Verde.

L’estensione penetrerà più in profondità nella West Bank occupata, collegando gli insediamenti di Pisgat Zeev e di Neve Yaakov, che fanno parte dell’anello di colonie che Israele sta costruendo per isolare i palestinesi di Gerusalemme da quelli del resto della West Bank.

La seconda linea correrà da Mount Scopus, nella Gerusalemme Est occupata, all’insediamento di Gilo, a sud-ovest di Gerusalemme.

Un consorzio tra la società israeliana Shapir Engineering e la produttrice spagnola di treni CAF risulta selezionato per sviluppare la seconda linea.

Consorzi concorrenti includono il gigante canadese dell’ingegneria Bombardier, la Macquarie australiane e la giapponese Hitachi.

L’offerta deve coprire i costi operativi per almeno 15 anni e quelli di manutenzione per 25 anni.

Il portavoce della CAF ha dichiarato a The Electronic Intifada che la società “non fornisce informazioni né pubblica dichiarazioni su offerte in corso”.

Radicamento degli insediamenti

La tramvia fa parte del Piano Generale dei Trasporti di Gerusalemme del 1990, patrocinato dal governo israeliano e dalle autorità di occupazione che gestiscono la municipalità di Gerusalemme.

Un sistema di trasporti ben funzionante rende ancor più attraente vivere in un insediamento. La rete tramviaria aiuta perciò Israele a radicare la sua occupazione della West Bank e il sistema di apartheid che l’accompagna.

Organizzazioni internazionali per i diritti umani e le Nazioni Unite hanno messo in guardia contro la complicità negli insediamenti di Israele medianti commerci o affari.

“Gli affari hanno un ruolo chiave nell’agevolare l’impresa complessiva degli insediamenti, contribuendo alla confisca israeliana di terre e al trasferimento della sua popolazione attraverso lo sviluppo commerciale”, ha affermato l’anno scorso l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

E’ per questo che la CAF dovrebbe ascoltare i suoi lavoratori e ritirare la sua offerta di aiuto a espandere la ferrovia degli insediamenti sulla terra palestinese.

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/workers-reject-spanish-firms-bid-for-israeli-settlement-project/

Originale: The Electronic Intifada

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2019 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

 

I LAVORATORI RESPINGONO L’OFFERTA DI UNA SOCIETÀ SPAGNOLA PER UN PROGETTO NEGLI INSEDIAMENTI ISRAELIANI

http://znetitaly.altervista.org/art/27239

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