I palestinesi distruggeranno Israele

di Uri Avnery (da Il Manifesto 4 ottobre 2012)

Nel suo ultimo attacco di intelligenza, Romney non solo ha rilevato che il 47% degli statunitensi sono dei parassiti, ma anche che «i palestinesi» vogliono distruggere Israele. Per lui il conflitto fra Israele e i palestinesi non ha soluzione e continuerà per sempre.
Mi domando da dove abbia preso questo suo più recente colpo di genio. (…)
«Non c’è soluzione» equivale a dire che «tutto continuerà come adesso». Questo è un errore. Niente continua come prima. Le cose si muovono senza sosta, gli insediamenti dei coloni si estendono, i palestinesi torneranno a ribellarsi, il mondo è in un costante processo di cambiamento, il mondo arabo sta mutando, verrà un giorno in cui un presidente Usa metterà gli interessi degli Stati uniti davanti a quelli di Israele. A che punto saremo allora?
«soluzione di uno stato». Ma si tratta di un ossimoro. L’ipotesi di un solo stato è soltanto un «problema» non una «soluzione».
Di tanto in tanto vale la pena tornare ai fatti fondamentali della nostra vita: ci sono due popoli che vivono in questo paese; nessuno dei due scomparirà dalla faccia della terra: sono qui per restarci; se gli arabi palestinesi che vivono in questo paese sono ancora una minoranza, molto presto saranno la maggioranza; entrambi i popoli sono fortemente nazionalisti; entrambi sono differenti per cultura, lingua, religione, riferimenti storici, strutture sociali, standard di vita; al momento, dopo più o meno 130 anni di continuo conflitto, fra loro esiste un odio intenso.
Le possibilità che questi due popoli riescano a vivere in pace all’interno di un solo stato, servendo negli stessi esercito e polizia, pagando le stesse imposte e osservando le stesse leggi promulgate dallo stesso e comune parlamento, sono nulle.
Le possibilità che questi due popoli possano vivere in pace fianco a fianco in due stati, ciascuno con la propria bandiera e il proprio governo eletto (e con la propria nazionale di calcio), invece esistono. Questa coesistenza potrà assumere forme differenti: da una confederazione con frontiere aperte e libera circolazione fino a strutture in evoluzione, come quelle dell’Unione europea.
Spero che questo non sia troppo complicato da capire per Mitt Romney. Ma potrebbe rivelarsi irrilevante se – come spero ardentemente – non verrà eletto.
Non mi piacerebbe affatto che un simile ignorante abbia l’opportunità di apprendere le cose del mondo sulle nostre spalle.

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