I pescatori di Gaza sfidano l’assedio israeliano

Monday, 11 July 2011 09:01 Emma Mancini

All’assedio ormai quinquennale della Striscia c’è chi resiste con la disobbedienza civile. Come i pescatori di Gaza che sabato e domenica hanno sfidato l’autorità navale israeliana e le norme che restringono il loro diritto alla pesca lungo la costa.

 

A rendere noto l’evento è stato il Ministero dell’Agricoltura di Gaza: alcuni pescatori sono andati con le loro navi a sei miglia di distanza dalla costa, tre miglia oltre il limite imposto da Israele. I pescatori gazani non si sono fermati neppure quando la Marina israeliana ha aperto il fuoco per rimandarli indietro.

 

A causa dell’assedio israeliano, gli accordi di Oslo riguardo la zona di pesca a Gaza sono stati prontamente calpestati: oggi i pescatori gazani hanno la possibilità di pescare solo entro le tre miglia nautiche dalla costa, quando Oslo accordava di raggiungere le 20 miglia nautiche. L’industria della pesca è vitale per la Striscia: vi sono impiegate 3.500 persone e 700 navi. Circa 70mila palestinesi vivono grazie alla pesca.

 

Intanto, un nuovo bombardamento ha colpito la martoriata Striscia di Gaza. Ad essere distrutta è stata, nella mattinata di ieri, una fabbrica di mattoni e cemento a Gaza City. Ieri mattina alcuni F-16 israeliani hanno lanciato due missili contro la fabbrica, di proprietà della famiglia Hassanen, distruggendola completamente. Il bombardamento è stato tanto forte da essere udito in tutta la città.

 

L’offensiva dell’aviazione israeliana sarebbe partita come risposta al lancio di tre razzi in direzione della città israeliana di ‘Ashkelon, avvenuto sabato pomeriggio. Due dei missili avrebbero colpito un’area disabitata vicino alla spiaggia di ‘Ashkelon, il terzo sarebbe atterrato dentro la Striscia. Non si sono registrati né feriti né danni alle infrastrutture. Ma secondo altre fonti, l’esercito avrebbe organizzato il raid dopo l’esplosione di una bomba al confine Sud con la Striscia, vicino al kibbutz di Nir Oz. Durante l’esplosione un soldato è rimasto ferito.

 

 

Sabato, come riporta l’agenzia italiana Infopal (http://www.infopal.it/leggi.php?id=18882) il fuoco israeliano aveva avuto come obiettivo il Nord della Striscia, Beit Lahiya. Una ragazza è rimasta ferita. La giovane, affetta da problemi mentali, si era avvicinata troppo alla zona cuscinetto, una lingua di terra larga 300 metri occupata e gestita solo dall’esercito israeliano.

 

Negli ultimi giorni si è susseguita una serie di attacchi all’interno della Striscia di Gaza. Martedì, l’aviazione israeliana ha attaccato Gaza, apparentemente in risposta al lancio di missili: due palestinesi sono rimasti uccisi e un altro è seriamente ferito. Nessun gruppo palestinese ha rivendicato la paternità del lancio di missili verso Israele, ma secondo diverse fonti si tratterebbe del gruppo salafita vicino ad Al Qaeda, che da tempo tenta di sfidare il potere di Hamas a Gaza.

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