I piani israeliani della Cisgiordania sono stati condannati da importanti personalità ebraiche britanniche

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tratto da: FRAMMENTI VOCALI IN MO

Sintesi personale 

Alcuni dei nomi più importanti e rispettati nell’ebraismo britannico hanno lanciato l’allarme sui piani del governo israeliano di annettere parti della Cisgiordania, affermando che una tale mossa sarebbe una minaccia esistenziale per Israele.

Tra gli oltre 40 firmatari di questa lettera senza precedenti all’ambasciatore israeliano nel Regno Unito ci sono: Sir Ben Helfgott, uno dei più noti sopravvissuti dell’Olocausto in Gran Bretagna; gli storici Sir Simon Schama e Simon Sebag Montefiore; l’ex segretario agli esteri conservatore Sir Malcolm Rifkind; l’avvocato Anthony Julius; la filantropa Dame Vivien Duffield; lo scienziato Lord Robert Winston; l’ex deputata Luciana Berger, l’editorialista del Times Daniel Finkelstein;  e Howard Jacobson.

Nella loro lettera a Mark Regev evidenziano “preoccupazione e allarme” per l’impegno del nuovo governo di coalizione israeliano ad estendere il suo territorio  in Cisgiordania. E’ l’ultima indicazione della crescente inquietudine tra gli ebrei britannici sul piano.

I firmatari affermano che le loro preoccupazioni sono “condivise da numerosi membri della comunità ebraica britannica, compresi molti appartenenti alla sua attuale leadership, anche se scelgono di non esprimersi”Nella lettera scrivono: “Dobbiamo ancora vedere una discussione che ci convince, è stato dichiarato che l’annessione proposta è un passo costruttivo. Invece, a nostro avviso, sarebbe una vittoria di Pirro  che intensificherebbe le sfide politiche, diplomatiche ed economiche di Israele senza produrre alcun beneficio tangibile. Avrebbe gravi conseguenze per il popolo palestinese, ovviamente. Anche la posizione internazionale di Israele ne risentirebbe ed è incompatibile con la definizione di Israele come stato ebraico e democratico.

La mossa sarebbe vista come prova del rifiuto di Israele di un accordo di pace negoziato che prevede la creazione di uno stato palestinese a fianco dello stato israeliano. Ciò infiammerebbe le tensioni localmente e causerebbe la destabilizzazione regionale. Il danno alla reputazione internazionale di Israele sarà enorme”. Inoltre sottolineano che il governo del Regno Unito ha affermato che si opporrà al piano di annessione e che la mossa proposta rafforzerebbe le richieste di boicottaggi e sanzioni contro Israele. “Anche l’impatto sulla diaspora ebraica e le sue relazioni con lo stato di Israele avrebbero profonde ripercussioni. La comunità ebraica britannica è una comunità straordinariamente sionista con un impegno appassionato nei confronti di Israele. Sosteniamo con orgoglio Israele, ma siamo stati aiutati a farlo dallo status di Israele come democrazia liberale che pur difendendosi ,se necessario, si è impegnato  a mantenere sia il suo status ebraico che democratico. Una politica di annessione lo metterebbe in discussione, polarizzando le comunità ebraiche e aumentando la tossicità della  divisione del dibattito al loro interno, allontanando anche un gran numero di ebrei della diaspora dal coinvolgimento con Israele. In queste circostanze l’impegno nei confronti di Israele, che è stato una colla così vitale nel sostenere e unire le comunità ebraiche, nonché un vantaggio per Israele, diminuirà. Se verrà chiesto di appoggiare  l’annessione in Cisgiordania, tuttavia, non saremo in grado di farlo. Tale politica non solo non ha merito, ma costituirebbe una minaccia esistenziale per le tradizioni del sionismo in Gran Bretagna e per Israele come lo conosciamo”La lettera arriva dopo che il Board of Deputies degli ebrei britannici ha respinto le richieste di condanna della proposta annessione della Cisgiordania, dichiarando : “Non prendiamo posizione nella politica israeliana”.

Il mese scorso, oltre 500 studenti ebrei e membri del movimento giovanile hanno invitato il consiglio di amministrazione a pronunciarsi contro l’annessione unilaterale. La loro lettera è stata seguita da un’altra firmata da centinaia di “ebrei britannici che sostengono il diritto di Israele a prosperare come stato ebraico e democratico”. Tra i firmatari 10 rabbini e Jeremy Beecham del partito laburista: “Le dichiarazioni di sostegno del consiglio per una soluzione a due stati non valgono nulla se il consiglio non riesce a pronunciarsi contro la mossa unilaterale di annessione”.

Oltre tre dozzine di deputati o rappresentanti dell’organizzazione ombrello hanno anche invitato il consiglio di amministrazione a condannare il piano.

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