Il boicottaggio aumenta sempre di più

Se il boicottaggio comincia a spaventare Israele… leggete di seguito come la stampa israeliana lancia l’ennesimo allarme. Prova che il boicottaggio è efficace!

Le somme coinvolte non sono grandi ma la loro rilevanza internazionale è enorme. I boicottaggi da parte di alcuni governi alimenta anche il boicottaggio da parte di enti non-governativi in tutto il mondo .

L’ intera settimana è stata segnata da episodi di boicottaggio. E’ iniziata con qualche decina di artisti di teatro che ha boicottato il nuovo centro di cultura in Ariel, ed è proseguita con la pubblicazione da parte di un gruppo più ampio di autori e artisti, di una dichiarazione di sostegno a questo gesto che tanto sta facendo discutere. Nei giorni seguenti un gruppo di 150 professori di diverse università hanno annunciato che non avrebbero accettato di insegnare nell’Ariel Collegenè di partecipare ad eventi culturali nei Territori. Ma se questo era tutto a livello locale, in questo periodo c’è stato un altro boicottaggio, questa volta economico ed internazionale. La settimana scorsa il parlamento cileno ha deciso di adottare il boicottaggio dei beni israeliani prodotti negli insediamenti, su richiesta dell’Autorità palestinese, che ha imposto un boicottaggio su tali prodotti diversi mesi fa.
Nel settembre del 2009, il ministro delle finanze norvegese ha annunciato che un grande fondo pensione del governo stava vendendo le sue quote in Systems Elbit a causa dell’impegno della società nella costruzione del muro di separazione. E nel mese di marzo, un grande fondo di investimento svedese ha detto che avrebbe lasciato Elbit Systems per gli stessi motivi.
Per non dire quanto si stanno diffondendo le campagne delle organizzazioni per i diritti umani in Europa: nei supermercati brandiscono cartelli contro le merci israeliane mobilitando le organizzazioni dei lavoratori con milioni di iscritti, inviando circolari ai loro iscritti e chiedendo loro di rinunciare ai prodotti israeliani .
Ho parlato con alcuni agricoltori che dicono che ci sono catene di vendita al dettaglio in Europa che non son più disposte a comprare i prodotti israeliani. Lo stesso vale per una catena di Washington.

Il mondo sta cambiando sotto i nostri occhi. Cinque anni fa il movimento anti-Israele appariva marginale. Ora è sempre più un problema economico.
Fino ad oggi i sostenitori del boicottaggio erano di estrema sinistra. Ora hanno un nuovo alleato: le organizzazioni islamiche che si sono rafforzate in tutta Europa negli ultimi due decenni. Il risultato è una alleanza rosso e verde sempre più potente. La squadra rossa ha la bandiera della lotta per i diritti umani, mentre la parte verde punta al denaro. La loro unione è ciò che ha portato al successo la flottiglia turca. Essi hanno capito che il boicottaggio è un’arma particolarmente efficace nei confronti di Israele perché Israele è un paese piccolo, dipendente dalle esportazioni e importazioni. E sottolineano anche il successo del boicottaggio economico contro il regime di apartheid in Sud Africa.
La marea anti-Israele è aumentata dopo l’Operazione Piombo Fuso, mentre il mondo guardava Israele volare sul cielo di Gaza con le bombe in diretta televisiva. Nessun sistema di informazioni mediatiche riuscirebbe a motivare la morte di centinaia di bambini, la distruzione di interi quartieri e la povertà che affligge un popolo schiacciato sotto il coprifuoco per anni. E non sono stati neppure autorizzati a far entrare le viti per costruire i banchi di scuola. Poi è arrivata la flottiglia piena di noti attivisti per la pace, che si è conclusa con nove morti, aggiungendo benzina sul fuoco .
Ma alla base della collera contro Israele è soprattutto la delusione. Dalla creazione dello Stato, abbiamo chiesto al mondo che accettasse per noi condizioni speciali, giocando sui loro sensi di colpa.
David Ben-Gurion ci ha chiamati “una luce per le nazioni” e siamo rimasti in piedi, forti come il piccolo Davide contro il grande Golia del male.
Il mondo ci ha sempre apprezzato e tra l’altro, secondo la stampa estera, ci ha permesso di sviluppare la bomba atomica, al fine di evitare un secondo Olocausto .

Ma poi è arrivata l’occupazione, che ci ha trasformato in Golia. Noi, il male, l’oppressore crudele, un ombra nera sulle nazioni. E adesso stiamo pagando il prezzo del presentare noi stessi come i giusti, provocando una grande delusione: ecco il boicottaggio.

Haaretz, 5 settembre 2010, Nehemia Shtrasler

Contrassegnato con i tag:

Articoli Correlati

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.

Protected by WP Anti Spam