Il caso degli Shamasneh e la vita a Sheikh Jarrah

La famiglia può restare nella sua casa, dice la Corte Suprema, ma a due condizioni. Il quartiere di Gerusalemme Est oggetto di colonizzazione. GUARDA IL VIDEO

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 giovedì 23 maggio 2013 09:58
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La famiglia Shamasneh

di Emma Mancini

Gerusalemme, 23 maggio 2013, Nena News – Il caso della famiglia Shamasneh di Sheikh Jarrah, quartiere palestinese di Gerusalemme Est, da anni oggetto di una colonizzazione selvaggia, si è parzialmente concluso. Lunedì scorso la Corte Suprema israeliana ha emesso la sentenza dopo l’appello presentato dalla famiglia a rischio di sfratto.

Un accordo di compromesso che ha fatto infuriare i coloni e i proprietari: gli Sharasneh possono restare nella casa in cui vivono da oltre 50 anni, ma l’affitto sarà aumentato e lo sfratto rimandato alla morte del padre Ayoub. Una botta al cerchio e una alla botte, secondo la Corte: potranno restare fino a quando il capofamiglia resterà in vita, ma dovranno sborsare di più.

Il caso della famiglia di Sheikh Jarrah era salito all’attenzione della cronaca a dicembre dello scorso anno quando la Corte Distrettuale di Gerusalemme aveva ordinato loro di abbandonare la loro abitazione a Sheikh Jarrah entro il primo marzo 2013. La famiglia aveva presentato appello e tre giorni fa è giunta la decisione dell’Alta Corte.

La casa in cui gli Shamasneh vivono dal 1964 apparteneva ad una famiglia ebrea che si era spostata a Gerusalemme Ovest dopo la creazione dello Stato di Israele. Nei primi tre anni, fino alla Guerra dei Sei Giorni nel 1967, la famiglia ha pagato l’affitto al governo giordano, che aveva il controllo militare e amministrativo di Gerusalemme Est. Nel 1972 il contratto d’affitto è passato nelle mani delle autorità israeliane e in particolare in quelle della Custodia della Proprietà degli Assenti.

Nel 2009, però, la Custodia ha rifiutato di rinnovare il contratto annuale di affitto: alla famiglia è stato comunicato che i discendenti degli originari proprietari avevano richiesto la casa indietro. Andando contro la stessa legge israeliana: un ebreo titolare di una proprietà dal 1948 al 1967, sotto il controllo giordano, può riaverla indietro, ma è tenuto ad affittarla agli stessi inquilini – in questo caso la famiglia Shamasneh – nel caso in cui risiedano nell’abitazione da prima dell’occupazione militare del 1967.

Per legge, quindi, la famiglia palestinese risiede legalmente nell’abitazione di Sheikh Jarrah, ma questo non ha fermato la macchina legale e burocratica israeliana: nei vari processi che si sono tenuti dal 2009 ad oggi, i tribunali hanno sempre rigettato le petizioni della famiglia palestinese, fino alla decisione della Corte Suprema di lunedì scorso.

La situazione in cui versa il quartiere di Sheikh Jarrah è un caso quasi unico: molte delle famiglie palestinesi che ancora risiedono nella zona vivono nella costante minaccia di essere cacciate. O perché la loro abitazione viene occupata con la forza dai coloni, o per decisione unilaterale delle autorità israeliane. Un piano di lungo periodo, lo definiscono le associazioni palestinesi e israeliane che lavorano a sostegno del quartiere, il cui obiettivo è liberare Sheikh Jarrah (e in futuro Gerusalemme) dalla presenza della comunità palestinese. Trasformando la Città Santa in una città ebraica.

Per il governo israeliano, Sheikh Jarrah ha una particolare importanza strategica: è uno dei cinque quartieri palestinesi (insieme a Silwan, Ras al Amud, Wadi al-Koz, At Tur e Al Shayyah) che circondano ad Est la Città Vecchia di Gerusalemme, “interrompendo” la continuità con le colonie israeliane costruite tra Gerusalemme e la Cisgiordania (Gilo, Ma’ale Adumim, Har Homa, Pisgat Zeev e Givat Zeev). Se la Città Santa fosse “ripulita” nei cinque quartieri chiave, la continuità territoriale con le colonie nei Territori Occupati sarebbe garantita, costruendo un grande anello intorno alla città in grado di isolarlo dalla Cisgiordania. Nena News

Guarda il film sul quartiere di Sheikh Jarrah, “My Neighbourhood”, dei registi Julia Bacha e Rebekah Wingert-Jabi. Racconta la storia del piccolo Mohammed El Kurd e della sua vita nella casa di famiglia, metà della quale è stata occupata da coloni israeliani.

 

 

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=75513&typeb=0&Il-caso-degli-Shamasneh-e-la-vita-a-Sheikh-Jarrah

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