IL CASO E’ CHIUSO. OVVIAMENTE SENZA COLPEVOLI

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20 giu 2015

sharpshooter

Soldati israeliani hanno ucciso un adolescente palestinese che non rappresentava un pericolo.

I soldati israeliani hanno teso un’imboscata a tre adolescenti palestinesi con proiettili veri, uccidendone uno, nonostante il fatto che essi non rappresentavano alcuna minaccia immediata. Né i soldati né i loro comandanti si troveranno ad affrontare tutte le accuse.

By Mairav Zonszein |Published June 18, 2015

Un comandante dell’IDF ha ordinato ai soldati di sparare proiettili veri direttamente agli adolescenti palestinesi che avevanoo fatto irruzione attraverso una parte del muro della separazione, con la conseguente uccisione di Yousef a-Shawamreh, 14 anni, lo scorso anno. Questo, nonostante il fatto che essi non rappresentavano un pericolo immediato, secondo un rapporto di B’Tselem pubblicato mercoledì, che critica la decisione dei militari di chiudere l’inchiesta senza accusa.

Il 19 marzo 2014, tre palestinesi – un 18enne e due minori, uno di loro a-Shawamreh – avevano camminato fino alla barriera di separazione nella zona del villaggio di Deir al-‘Asal al-Foqa, a sud ovest di Hebron. L’IDF sa che alcune parti della barriera sono spesso attraversate da giovani palestinesi che vanno a raccogliere piante commestibili di Gundelia dalla terra delle loro famiglie sul lato opposto.

B’Tselem originariamente aveva pensato che avevano attraversato attraverso un’apertura, ma poi ha appreso da filmati militari (video qui sotto), che avevano tagliato la recinzione metallica che i militari avevano sigillato il giorno precedente. Ciò significa che l’IDF sapeva che chi avesse cercato di attraversare quel giorno avrebbe dovuto sabotare la prima recinzione. Quella persona sarebbe poi considerata “un sabotatore del recinto” – e, per definizione, sospettato di aver commesso un reato abbastanza grave da giustificare la realizzazione di un procedura di sospetto-apprensione, tra cui lo sparare sotto le ginocchia.

Secondo B’Tselem, gli investigatori non hanno chiesto al comandante perché avesse deciso, sigillando le falle nel recinto, di incriminare chi attraversava come “sospetto di un reato pericoloso.”

Secondo i militari, i soldati sul campo gridarono ai ragazzi di fermarsi, sparando due colpi di avvertimento in aria prima di sparare al 14enne a-Shawamreh con un tiro che avrebbe dovuto essere diretto alle gambe, ma che essi sostengono accidentalmente abbia colpito la sua vita. I ragazzi palestinesi che erano con a- Shawamreh hanno testimoniato che non si rendevano conto che c’erano stati colpi di avvertimento, ma piuttosto che erano stati immediatamente sparati.

B’Tselem ha criticato la decisione dell’avvocato generale militare di chiudere l’inchiesta senza disporre alcun rinvio a giudizio. “Nessun tentativo apparente è stato fatto per conciliare le versioni contraddittorie fornite dai sospetti e dai testimoni, e la responsabilità del comandante che ha deciso di montare un agguato armato in quel punto era stata completamente ignorata.”

Siano o meno le norme sull’aprire il fuoco diretto da parte del comandante in quel giorno davvero in linea con il protocollo delle IDF, l’incidente è altamente sospetto. Perché i soldati che sapevano che il recinto era stato sigillato il giorno prima stavano a guardare i tre giovani quando l’hanno rotto, solo per avvicinarsi a loro in seguito? E’ quasi come se avessero aspettato che loro lo facessero (una forma di intrappolamento) in modo da poter poi giustificare lo sparare su di loro. La linea di fondo, tuttavia, è che uno di 14 anni è stato ucciso per la raccolta di piante sulla terra cui non può più accedere liberamente a causa del tracciato della barriera di separazione. Se il protocollo gli consente di essere fucilato per questo, c’è chiaramente qualcosa di molto sbagliato con il sistema al suo interno.

http://972mag.com/idf-soldiers-killed-palestinian-teen-w…/…/

foto di Il Popolo Che Non Esiste.

Tratto da:  Il Popolo Che Non Esiste

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IDF soldiers killed Palestinian teen who posed no danger, report finds

Israeli soldiers ambushed three Palestinian teenagers with live ammunition, killing one, despite the fact that they posed no immediate threat. Neither the soldiers nor their commanders will face any charges.

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Illustrative photo of an IDF sharpshooter aiming his weapon (Photo by ChameleonsEye / Shutterstock.com)

An IDF commander ordered soldiers to fire live ammunition directly at Palestinian teenagers who broke through part of the separation fence, resulting in the killing of 14-year-old Yousef a-Shawamreh last year. This, despite the fact they they posed no immediate danger, according to a B’Tselem report released Wednesday criticizing the military’s decision to close the investigation without indictment.

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On March 19, 2014, three Palestinians – an 18-year-old and two minors, one of them a-Shawamreh – walked up to the separation barrier in the area of the village of Deir al-‘Asal al-Foqa, southwest of Hebron. The IDF knows that certain parts of the barrier are often crossed by Palestinian youth who go to pick edible gundelia plants from their families’ land on the other side.

B’Tselem originally thought they crossed through an opening but later learned from military footage (video below) that they cut through the metal fence that the military sealed the previous day. This means that the IDF knew that whomever tried to cross that day would have to first sabotage the fence. That person would then be deemed “a fence saboteur” – and by definition suspected of committing an offense serious enough to warrant carrying out a suspect-apprehension procedure, including firing at below the knees.

According to B’Tselem, the investigators did not ask the commander why he had decided, by sealing the gaps in the fence, to incriminate anyone who crossed it as “suspected of a dangerous offense.”

According to the military, the soldiers in the field called out to the boys to stop, firing two warning shots in the air before firing at 14-year-old a-Shawamreh with a shot that should have been directed at his legs, but which they claim accidentally hit his waist. The Palestinian teens who were with a-Shawamreh testified that they didn’t realize there were any warning shots but rather were immediately fired upon.

B’Tselem slammed the Military Advocate General’s decision to close the investigation without serving any indictments. ”No apparent attempt was made to reconcile the contradicting versions given by the suspects and by witnesses, and the responsibility of the commanders who decided to mount an armed ambush at the spot was utterly ignored.”

Whether or not the open-fire regulations directed by the

commander on that day were indeed in line with the IDF’s protocol, the incident is highly suspect. Why would soldiers who knew the fence was sealed the day before stand by and watch the three youth as they broke through, only to approach them afterwards. It is almost as if they waited for them to do it (a form of entrapment) so they could then justify firing on them. The bottom line, however, is that a 14 year old was killed for picking plants on land that he can no longer freely access due to the route of the separation barrier. If the protocol allows for him to be shot for that, there is clearly something very wrong with the system at its core.

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