IL CASO. INCHIESTE MALTA E MIGRANTI, NUOVE MINACCE A NELLO SCAVO. UNANIME SOLIDARIETA’

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tratto da: Avvenire.it

Antonella Mariani lunedì 29 giugno 2020

Smettette i vostri sporchi affari o vi fermiamo noi“: l’intimidazione all’inviato di Avvenire e alle ong. Centinaia di messaggi via social. Il governo maltese: sconcerto per le aberranti minacce

Un fiume di solidarietà all’inviato di Avvenire Nello Scavo per l’intimidazione ricevuta sabato scorso via Twitter. “Fermate i vostri sporchi affari. Altrimenti vi fermiamo noi”, ha scritto l’ex direttore dell’Ufficio del Primo ministro di Malta, Neville Gafà, in un post, dopo che il nostro giornalista lo aveva incalzato su alcuni aspetti sui quali sta indagando da tempo. Il post era diretto, oltre che a Nello Scavo, anche ad Alarm Phone e Rescue Med.

Nello Scavo, sotto scorta dal 18 ottobre scorso per l’inchiesta sul trafficante Bija, ha pubblicato su Avvenire.it e sull’edizione cartacea di Avvenire varie inchieste che coinvolgono Malta. Nell’ordine: il mancato soccorso a una nave naufragata, la cosiddetta “Strage di Pasquetta“, il coinvolgimento del governo dell’isola in una strategia di respingimenti illegali dei barconi, utilizzando anche pescherecci, insieme alla guardia costiera libica e infine, il traffico di petrolio in combutta con i clan siciliani. La Direzione e la Redazione di Avvenire tornano a ribadisce il loro sostegno a Nello Scavo e respingono con forza e sdegno ogni tentativo di intimidazione. Il Comitato di redazione (Cdr) del giornale “esprime solidarietà a nome di tutte la redazione per le minacce dall’ex capo di gabinetto del premier di Malta che vedono accomunato il nostro collega, l’inviato Nello Scavo, alle Ong Alarm Phone e Mediterranea Saving Humans in queste ore su Twitter. Auspichiamo che le autorità italiane e internazionali possano fare chiarezza sull’intera vicenda”.

AFFARI SPORCHI E CRONACHE POLITICHE di Marco Tarquinio

Dal governo maltese trapela “sconcerto per le aberranti minacce di Nevlle Gafà che ha usato il pretesto del contatto con una Ong per intimidire direttamente un giornalista”. Fonti diplomatiche maltesi fanno anche sapere “di essere in costante contatto con la diplomazia italiana anche per questo esecrabile episodio”.

I messaggi di solidarietà sono stati numerosissimi: tra i primi a reagire all’intimidazione, già domenica, c’è Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale dello stampa (Fnsi), che con il segretario Raffaele Lorusso e Paolo Perucchini, presidente dell’Associazione Lombarda dei giornalisti, chiede al governo italiano di “reclamare immediate spiegazioni”. Carola Rackete, la comandante della Sea Watch che esattamente un anno fa fu posta agli arresti per aver attraccato con la sua nave carica di persone salvate nel Mediterraneo al porto di Lampedusa, ha scritto un tweet:

Il tweet di Carola Rackete in solidarietà a Nello Scavo

Il tweet di Carola Rackete in solidarietà a Nello Scavo – Twitter

“L’ex direttore dell’ufficio del PM di Malta ha minacciato un giornalista italiano – scrive Rackete su Twitter – . Malta è infatti coinvolta in molti affari sporchi, come l’uso di pescherecci maltesi per riportare i rifugiati in Libia dalla zona di ricerca maltese, come esposto da Nello Scavo nei suoi articoli su Avvenire”.

Tramite i social media sono intervenuti Carlotta Sami (Unhcr), RIccardo Noury (Amnesty), Paolo Borrometi (Articolo 21) e decine di giornalisti stranieri, tra cui il premio Pulitzer Javier Bauluz, e di ong, tra cui Oxfam Italia.

Solidarietà a Nello Scavo su Twitter

Solidarietà a Nello Scavo su Twitter – Twitter

Il viceministro all’Interno Matteo Mauri ha confermato di stare seguendo con attenzione il caso, mentre il deputato Erasmo Palazzotto (Leu) ha preannunciato una interrogazione parlamentare.

I post delle ong, le intimidazioni

La vicenda è nata sabato, quando Alarm Phone aveva postato un messaggio in cui ricordava l’operazione di soccorso che RescueMed avrebbe potuto compiere nei confronti di circa 95 persone in difficoltà, tra le quali un bambino nato da poche ore, ma i migranti erano stati poi riportati in Libia. Il post si chiudeva con una frase forte: “Europa, smetti di uccidere ‘vite nere’ sul mare”. A quel punto Neville Gafà aveva provocato parlando di “affari sporchi delle ong”. Nello Scavo, a sua volta, ha chiesto conto a Gafà di ben altri “affari sporchi” che riguardano Malta, e l’ex dirigente ha risposto con la frase minacciosa, non rivolgendosi però solo alle ong ma taggando anche l’account del giornalista. Una mossa che non appare casuale. Quando poi, domenica, Scavo ha chiesto conto di chi fossero quei “noi” da cui provenivano le minacce, Gafà non ha risposto.

Chi è Neville Gafà

Neville Gafà fino al gennaio di quest’anno era capo di gabinetto del premier maltese. Recentemente oltre ad avere rivendicato, come documentato da Avvenire, di essere stato il fautore dell’accordo segreto tra Malta e Libia siglato tre anni fa e che prevede anche l’uso di “pescherecci fantasma” nel respingimento illegale di migranti, ha testimoniato in diversi procedimenti giudiziari.

Fra l’altro il suo nome ricorre in una inchiesta sulla compravendita di passaporti maltesi e recentemente è stato accusato dalla famiglia di

Daphne Caruana Galizia

di essere uno dei principali sostenitori della campagna diffamatoria contro la giornalista, di cui Gafà diffondeva foto della vita privata e fotomontaggi. Successivamente Gafà ha sempre negato di conoscere le persone coinvolte nell’omicidio della giornalista, uccisa con un’autobomba nell’ottobre 2017, ma alcune immagini emerse successivamente alle sue dichiarazioni lo ritraggono accanto ad alcuni degli uomini imputati dell’omicidio.

Recentemente Neville Gafà, pur non essendo più ufficialmente al servizio del governo, è stato coinvolto dall’ufficio del premier in quello passata alla cronache come la “Strage di Pasquetta”, con 12 migranti morti e 51 superstiti riconsegnati a Tripoli con uno dei pescherecci della “flotta fantasma”.

Interpellato dal sito cattolico maltese www.newsbook.com.mt, Gafà non ritira nulla di ciò che ha scritto, ma puntualizza di aver scritto il suo tweet in risposta ad Alarm Phone. Non proprio una ritrattazione, quindi… (QUI L’ARTICOLO).

Manuel Delia, editorialista del Times of Malta, dal canto suoaccusa Gafà di avere usato metodi e linguaggio mafioso e si domanda perché egli voglia fare il portavoce della guardia costiera libica. “Neville Gafà, su Twitter – ha dichiarato – ha trattato Nello Scavo nello stesso modo in cui trattava Daphne Caruana Galizia”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/minacce-nello-scavo-libia-solidarieta

 

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