Il consiglio di governo approva l’evacuazione dei beduini del Negev

11 Nov 2013

L’insediamento di Hiran sarà costruito sulle macerie del villaggio beduino di Umm Hiran, i cui 500 abitanti verranno sfrattati. Il villaggio beduino-palestinese di Umm Hiran nacque nel 1956 in seguito a una decisione del governo militare israeliano. Fu infatti concepito come nuovo villaggio per le famiglie beduine cacciate dal Negev occidentale, vicino al kibbutz Shoval. Il governo israeliano non ha però mai riconosciuto questo insediamento abitativo creato dal proprio governo militare e lo ha privato per tanto di tutti i servizi base, come l’allacciamento elettrico e idrico e l’accesso al sistema sanitario.

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Domenica mattina alcuni manifestanti hanno protestato contro il Piano Prawer nel deserto del Negev /Foto: Tarabut

I nuovi insediamenti israeliani sono parte di una campagna governativa volta alla giudaizzazione della regione. Prima che il gabinetto si riunisse questa mattina nel kibbutz di Sdeh Boker, in cui visse il primo primo ministro israeliano David Ben-Gurion, morto quarant’anni fa, il primo ministro Binyamin Netanyahu ha affermato che i nuovi insediamenti vanno di pari passo con uno spostamento a sud delle basi dell’IDF, con la costruzione di nuove strade ferrate e autostrade e con la trasformazione di Be’er Sheva in un centro mondiale per la cibernetica.  Hadash e altri partiti di sinistra hanno condannato la decisione.

MK Dov Henin di Hadash ha commentato: “è altamente oltraggioso il fatto che un nuovo centro ebraico sorgerà al posto di un villaggio beduino che sarà completamente distrutto.. Invece di pensare a uno sviluppo del Negev per il bene di tutta la comunità, il governo sta intraprendendo misure aggressive e controverse che renderanno il Negev un’enorme zona di conflitto.”

Nel settembre 2011 il governo israeliano ha approvato un piano quinquennale proposto da una commissione capitanata da Ehud Prawer, capo del dipartimento della pianificazione nell’ufficio del primo ministro. Un’implicazione del piano è la ricollocazione di circa 40 – 70 mila beduini del Negev in townships approvate dal governo.

Il piano è concepito come parte di una campagna volta allo sviluppo del Negev e una migliore integrazione delle comunità beduine nella società israeliana concentrandoli in alcune townships. Allo stesso tempo famiglie ebree vengono incoraggiate a stabilirsi nel Negev in piccole comunità che godono di qualsiasi servizio.   I

l 24 giugno 2013, la Knesset ha approvato un emendamento al progetto originale chiamato Piano Prawer-Begin, con 43 voti a favore e 40 contrari. Se implementato, il piano provocherà l’evacuazione forzata del maggior numero di cittadini arabi israeliani dal 1950 ad oggi, includendo la distruzione di 35 villaggi.

In reazione all’approvazione dei nuovi insediamenti, attivisti palestinesi hanno indetto un giorno di protesta globale il 30 novembre. Le proteste si terranno simultaneamente nel Negev, ad Haifa, Ramallah e Gaza, così come in molte altre città del mondo e verrà chiamato il “Giorno internazionale del Negev”

Alternative Information Center 

Inviato da aicitaliano il Lun, 11/11/2013 – 09:40

http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/aic/il-consiglio-di-governo-approva-l%E2%80%99evacuazione-dei-beduini-del-negev

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ARTICOLO ORIGINALE

Cabinet approves eviction of citizens

 Published on 10 November 2013

Written by Sergio Yahni, Alternative Information Center (AIC)

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Demonstrators protest the Prawer plan on Sunday morning in the Naqab/Photo: Tarabut

Hiran will be built on top of the existing Bedouin village of Umm Hiran, whose 500 residents will be evicted. The Palestinian-Bedouin village of Umm al-Hieran was established in 1956 following a decision of Israel’s military governor. It was intended for Bedouin families who were evicted from the western Naqab area, near Kibbutz Shoval.  The Israeli government, however, never recognised this village created by its own military government and prevented it from receiving the most basic of services such as electricity, water and health care.

These new settlements are part of the government’s campaign to Judaise the region. Prime Minister Binyamin Netanyahu said prior to this morning’s special cabinet meeting held in Kibbutz Sdeh Boker, the Negev-area home of Israel’s first prime minister David Ben-Gurion who died forty years ago, the new settlements come in addition to “moving IDF bases to the south, building railroads and expressways, and turning Be’er Sheva into a global cyber center.”

Hadash and other left wing parties strongly protested the decision.

MK Dov Henin (Hadash) stated that “it’s particularly egregious that a new Jewish town will be built in place of a Bedouin town, which will be destroyed… Instead of thinking of ways to develop the Negev for the good of all of its residents, the government is taking aggressive and problematic measures that will just turn the Negev into a giant conflict zone.”

In September 2011, the Israeli government approved a five-year plan proposed by a team headed by Ehud Prawer, head of policy planning in the prime minister’s office. One of the implications of this plan is a relocation of some 40,000–70,000 Negev Bedouin to government-approved townships.

The plan was described as part of a campaign to develop the Negev and to bring better integration of Bedouin communities in Israeli society by concentrating them in townships. At the same time, Jewish families have been encouraged to settle in the Negev in small communities, fully serviced with water and electricity.

On 24 June 2013, the Israeli Knesset approved an amended version of the original plan named Prawer-Begin Bill, with 43 votes for and 40 votes against.  If fully implemented, the plan will result in the largest single act of forced displacement of Arab citizens of Israel since the 1950s including the destruction of 35 villages.

In reaction to the approval of the new settlements Palestinian activists call for a global day of protest on November 30. The protests will take place simultaneously in the Negev, Haifa, Ramallah, and Gaza City, as well as in several locations worldwide, and will be named the “International Day of the Negev.”

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