Il Grande Fratello israeliano

Tel Aviv sta costruendo lungo il confine torrette con tecnologie avanzate con cui spiare tutto il territorio libanese. Beirut pensa di rivolgersi all’Onu.

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venerdì 8 novembre 2013 14:05

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di Sonia Grieco
Roma, 8 novembre 2013, Nena News – Israele sta installando un avanzato apparato tecnologico lungo il confine con il Libano, che gli consentirebbe di sorvegliarne l’intero territorio attraverso diversetorrette di sorveglianza, radar, analizzatori dati e robot che possono sostituire i soldati. Un sistema di spionaggio rivelato dal quotidiano As Safir, e su cui il governo ha istituito lo scorso agosto una commissione d’inchiesta cui partecipano anche membri delle Forze armate.Beirut ha esortato la comunità internazionale a intervenire contro questa palese attività di spionaggio illegale e il presidente del Parlamento, Nabih Berri, ha chiesto che sia presentata una protesta formale alle Nazioni Unite. Lungo la cosiddetta Linea Blu (una striscia lunga circa 118 chilometri che comprende anche 12 miglia di mare) che separa Israele e Libano, l’unico confine politico riconosciuto da entrambi i Paesi, Tel Aviv sta installando apparecchiature in grado di fare anche intercettazioni telefoniche, violando la privacy dei cittadini libanesi.

Il sistema di spionaggio segue la linea che va da Naqoura, cittadina del Sud in cui c’è il quartier generale di Unifil, la Forza di interposizione in Libano dell’Onu, passando per il villaggio di Khiam, fino alla cittadina di Shebaa, nel settore orientale della Linea Blu, dove convergono i confini di Libano, Siria e Israele e vicino alla zona contesa delle Fattorie di Shebaa, controllata dagli israeliani. Queste nuove stazioni di sorveglianza, secondo Berri, sarebbero collegate a quelle che Israele già ha installato nelle alture del Golan, conquistate alla Siria durante la Guerra dei Sei Gironi nel 1967, rendendo cosi davvero capillare il controllo di Tel Aviv sull’area.

“Una palese violazione della sovranità libanese. Queste torrette possono intercettare ogni minima vibrazione che attraversi l’aria”, ha commentato il ministro delle Telecomunicazioni, Nicolas Sehnaoui, al quotidiano libanese Daily Star, aggiungendo che le forze Unifil dovrebbero essere dispiegate su entrambi i lati del confine, non soltanto nel territorio del Paese dei cedri. Hezbollah ha parlato di un rischio per la sicurezza del Paese. La commissione parlamentare ha raccolto informazioni e prove su questo sistema di spionaggio, mentre i vertici delle Forze armate si consultano con Unifil e la prossima settimana dovrebbe convocata una riunione del governo.

Ieri il ministro ad interim della Difesa, Fayez Ghosn, ha assicurato cheBeirut non starà a guardare e ha accusato Israele di approfittare dell’instabilità interna del Libano per violare il suo territorio, le sue acque marittime e il suo spazio aereo. Gli ha fatto eco il presidente Michel Sleiman che ha definito lo stallo politico che da mesi blocca il Libano un “ostacolo” a qualsiasi iniziativa contro il piano degli israeliani.

Non è il primo tentativo di Tel Aviv di avere “occhi” e “orecchie” nel Paese dei cedri, negli ultimi due anni duramente provato dalla vicina guerra siriana che rischia di travalicare i confini e di coinvolgere il Libano in un altro conflitto. Mentre crisi economica e paralisi politica aggravano la situazione. Lo scorso maggio, riporta il sito Lebanon Now, funzionari siriani hanno affermato di avere scoperto un dispositivo israeliano in grado di fare intercettazioni telefoniche, registrare e fotografare. Nena News

 

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=90393&typeb=0&Il-Grande-Fratello-israeliano

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