Il Labour verso la scissione

 

Ehud Barak (ministro della difesa)

 

(da Repubblica, 17/01/2011)

TEL AVIV – Tempesta nella politica israeliana dopo la decisione del leader laburista e ministro della Difesa Ehud Barak di fondare un nuovo movimento, Indipendenza. Lo ha annunciato lo stesso Barak in una conferenza stampa. Il nuovo partito si chiama Atzmaut, Indipendenza in ebraico. Nella Knesset attuale il partito laburista ha 13 deputati su un totale di 120. Barak ha compiuto la scissione nella lista parlamentare assieme con quattro deputati (Matan Vilnay, Einat Wilf, Orit Noked e Shalom Simchon). Dietro la manovra, affermano alcuni analisti, sembra esserci il premier Benyamin Netanyahu, che è stato messo a parte di questi sviluppi già nei giorni scorsi.

In una prima ripercussione della scissione, un ministro laburista ha deciso di rassegnare le dimissioni. Si tratta di Yitzhak Herzog, ministro per le questioni sociali, che ha annunciato la sua decisione di lasciare il governo in una conferenza stampa improvvisata in parlamento. In una situazione altamente fluida, resta l’incertezza sulla sorte di due altri ministri laburisti (Benyamin Ben Eliezer e Avishay Braverman), che potrebbero pure annunciare le loro dimissioni nelle prossime ore. Quattro deputati laburisti sono impegnati nel frattempo in consultazioni alla Knesset e sembrano indecisi se restare in quello che resta del partito, oppure passare in blocco al partito centrista di Kadima. 

“La nostra lista – ha detto Barak in conferenza stampa – diventerà poi un movimento e quindi un partito” che avrà una piattaforma ideologica “sionista, centrista e democratica, nello spirito degli insegnamenti di David Ben Gurion”. Il viceministro della difesa Matan Vilnay – che ha seguito Barak nella nuova lista ‘Atzmaut’ – ha confermato da parte sua l’impegno “a portare avanti il processo di pace con tutto il mondo arabo e in primo luogo con i palestinesi”. Polemizzando poi con gli ex compagni di partito Vilnay ha aggiunto che “in questo contesto è però sbagliato stare sempre con un cronometro in mano” e limitare così la libertà di azione del primo ministro Benyamin Netanyahu. 

A giustificazione della scissione, la parlamentare Einat Wilf ha affermato che ormai nel partito laburista si erano costituite due correnti che non potevano più coabitare: una “puntava a sinistra, verso il partito Meretz” mentre l’altra (la sua) ha un approccio più centrista. Gli altri otto deputati laburisti che non hanno seguito Barak sono stati colti di sorpresa da questi sviluppi e non hanno ancora preannunciato il loro comportamento.

(per chi è interessato vedere anche: http://www.haaretz.com/labor-in-turmoil-braverman-and-herzog-quit-coalition-after-barak-resigns-from-party-1.337530)


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