Il ‘Made in Gaza’ arriva in Europa: una ‘flottilla’ dalla Striscia tenterà di esportare prodotti tessili

11/07/2013 13:03
ISRAELE – PALESTINA

 

Dalla costa palestinese all’Europa per incentivare la produzione locale. La prima ‘flottilla’ che salpa dal porto di Gaza per esportare nel Mediterraneo. Un attivista: “Se Israele ci fermerà avrà molte difficoltà a spiegare le ragioni del fermo di un’imbarcazione civile alla comunità internazionale”.

gaza

Gaza City (AsiaNews/Agenzie) – Un gruppo di attivisti europei, canadesi e palestinesi sta pianificando la partenza di una ‘flottilla’ che esporterà prodotti tessili da Gaza. L’obiettivo è combattere l’embargo israeliano sulla Striscia incoraggiando la produzione locale.

Gaza’s Ark è il nome del peschereccio (nella foto) riadattato a cargo che esporterà i prodotti di realizzazione palestinese. Ha lo scafo scrostato ed è in cantiere per manutenzione, ma gli attivisti prevedono di far salpare il primo carico il prossimo settembre. Lo svedese Charlie Anderson, tra gli organizzatori dell’iniziativa, non sembra preoccupato dalla possibilità che Tel Aviv fermi il battello, e spiega, al quotidiano Ynet, che “se ciò accadrà, sarà molto difficile per gli israeliani giustificare il fermo di un’imbarcazione civile diretta in Europa”. Anche Mahfouz Kabariti, direttore dell’Associazione di pesca e sport acquatici di Gaza, dice che “Israele ha sempre sostenuto che l’embargo servisse a prevenire l’arrivo di armamenti, una nave che salpa da Gaza diretta in Europa non dovrebbe rappresentare un problema”.

Non è la prima volta che gruppi di attivisti tentano di forzare l’embargo che, dal 2006, Israele impone a Gaza. Il 31 maggio del 2010, la Freedom flottilla, composta da 6 navi battenti bandiera turca, americana, greca e svedese salpò da Cipro alla volta delle coste palestinesi. Le forze navali israeliane, dopo aver fermato 5 delle 6 imbarcazioni ebbero uno scontro con la sesta nel corso del quale persero la vita 9 cittadini turchi.

Mentre tutte le precedenti ‘flottilla’ si ponevano l’obiettivo di inviare aiuti alla Striscia, Gaza’s Ark rappresenta il primo tentativo di esportare prodotti ‘Made in Gaza’ verso un altro porto mediterraneo. Gli stessi organizzatori spiegano che non si tratta di un aiuto umanitario verso la Striscia, ma di un incoraggiamento alla produzione locale. Anche gli attivisti palestinesi che partecipano all’iniziativa spiegano che “si tratta di un progetto civile e pacifico, non abbiamo nulla a che fare con Hamas e non c’è alcuna volontà di scontrarsi con la Marina israeliana”.

 

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