IL MARE NOSTRO E QUEI NAUFRAGI DEGLI “ALTRI” – di Luca Soldi

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tratto da: Luca Soldi

sabato 17 aprile 2021  04:59

Pare quasi superfluo, in questo tempo così duro, tornare a parlare di migrazioni, di viaggi della speranza e di quegli “altri” che continuano a morire nel nostro Mediterraneo.

Questa volta ci sono 41 morti, tra cui anche un bambino – i cui corpi sono stati finora recuperati – a chiederci un briciolo di attenzione.

Una tragedia che va a sommarsi all’altra avvenuta poche settimane addietro, solo per parlare di quanto avvenuto di fronte alle coste tunisine di Sfax.

È questo il bilancio del naufragio di un’imbarcazione di migranti al largo di Sidi Mansour, in Tunisia. Fonti media locali hanno raccontato che unità della Guardia costiera tunisina, in coordinamento con due pescherecci nella zona di mare interessata, sono riusciti a soccorrere tre migranti (un uomo e due donne della Costa d’Avorio e Guinea). Un’indagine sul naufragio è stata aperta dal pubblico ministero competente della Tunisia.

A conferma di tutto ciò sono arrivati i comunicati da parte dell’agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni che si sono dette “profondamente rattristate” dalle notizie sul naufragio al largo della costa di Sidi Mansour, nel sud-est della Tunisia, avvenuto ieri sera. Secondo i rapporti delle squadre locali di Unhcr e Oim, continuano gli sforzi alla ricerca di altri eventuali superstiti. Sulla base delle informazioni iniziali, tutti coloro che sono morti provenivano dall’Africa subsahariana, si legge in una nota. “Questa tragica perdita di vite umane sottolinea ancora una volta la necessità di potenziare ed espandere le operazioni di ricerca e soccorso guidate dallo Stato in tutto il Mediterraneo centrale, dove circa 290 persone hanno perso la vita finora quest’anno” affermano Unhcr e Oim. “La solidarietà in tutta la regione e il sostegno alle autorità nazionali nei loro sforzi per prevenire la morte e perseguire i trafficanti dovrebbero essere una priorità, sottolineano le due organizzazioni“. Prima dell’incidente di ieri, all’inizio di marzo altri 39 rifugiati e migranti erano morti al largo della costa, vicino la città tunisina di Sfax.

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