Il minore palestinese Ahmad Manasrah, 14 anni, condannato a 12 anni di prigione in un carcere israeliano

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Ahmad Manasrah, Ragazzo palestinese di 14 anni condannato Lunedi 7 novembre a 12 anni di carcere e 180.000 NIS ( 47.200 dollari) di multa.

November 7, 2016

Il  detenuto minorenne Ahmad Manasrah, di soli 14 anni, è stato condannato da un tribunale israeliano a 12 anni di carcere e al pagamento di un’ammenda di 180.000 NIS ($ 47.200 USD).


All’inizio delle fasi processuali, nel mese di maggio, il legale palestinese Jamil Saadeh aveva dichiarato che “le forze di occupazione avevano scientemente trattenuto Ahmad Manasrah in un riformatorio fino al raggiungimento dei 14 anni, età minima per ricevere una condanna definitiva secondo la legge israeliana. Inoltre, il Tribunale non aveva tenuto conto delle sofferenze inflitte dopo la detenzione: il minore era stato aggredito e insultato, considerato pericoloso in ospedale e maltrattato verbalmente durante gli interrogatori, come testimoniato da materiale video esistente.”

Il quattordicenne Ahmad è accusato di aver partecipato a un tentativo di accoltellamento avvenuto lo scorso anno ai danni di coloni israeliani nell’insediamento di Pisgat Ze’ev, a Gerusalemme Est; al momento dei fatti, il ragazzo era dunque tredicenne. Quel 12 ottobre del 2015, Ahmad era con suo cugino Hassan Manasrah, 15 anni. Hassan è stato ucciso da un colpo Lunedì 7 novembre, il detenuto minorenne Ahmad Manasrah, di soli 14 anni, è stato condannato da un tribunale israeliano a 12 anni di carcere e al pagamento di un’ammenda di 180.000 NIS ($ 47.200 USD).

All’inizio delle fasi processuali, nel mese di maggio, il legale palestinese Jamil Saadeh aveva dichiarato che “le forze di occupazione avevano scientemente trattenuto Ahmad Manasrah in un riformatorio fino al raggiungimento dei 14 anni, età minima per ricevere una condanna definitiva secondo la legge israeliana. Inoltre, il Tribunale non aveva tenuto conto delle sofferenze inflitte dopo la detenzione: il minore era stato aggredito e insultato, considerato pericoloso in ospedale e maltrattato verbalmente durante gli interrogatori, come testimoniato da materiale video esistente.”

Il quattordicenne Ahmad è accusato di aver partecipato a un tentativo di accoltellamento avvenuto lo scorso anno ai danni di coloni israeliani nell’insediamento di Pisgat Ze’ev, a Gerusalemme Est; al momento dei fatti, il ragazzo era dunque tredicenne. Quel 12 ottobre del 2015, Ahmad era con suo cugino Hassan Manasrah, 15 anni. Hassan è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco sparato dai coloni, mentre Ahmad è stato investito e ferito gravemente. Il video in cui si vedono i coloni gridare, insultare e augurare la morte ad Ahmad, sanguinante a terra, era diventato subito virale sui social media. Due coloni erano rimasti feriti, Ahmad aveva riportato lesioni gravissime e Hassan era stato ucciso, diventando uno dei 57 minori palestinesi assassinati dalle forze israeliane dall’ottobre del 2015.di arma da fuoco sparato dai coloni, mentre Ahmad è stato investito e ferito gravemente. Il video in cui si vedono i coloni gridare, insultare e augurare la morte ad Ahmad, sanguinante a terra, era diventato subito virale sui social media. Due coloni erano rimasti feriti, Ahmad aveva riportato lesioni gravissime e Hassan era stato ucciso, diventando uno dei 57 minori palestinesi assassinati dalle forze israeliane dall’ottobre del 2015.

 

Nel mese di maggio, Manasrah è stato portato dinanzi a un tribunale israeliano e oggi è stato condannato a 12 anni di carcere. Nei casi che riguardano la “sicurezza nazionale”, i minori palestinesi non sono soggetti a una legislazione speciale con pene ridotte, nonostante la minore età. Se la condanna è superiore ai sei mesi, i quattordicenni sono trattati alla stregua dei maggiorenni. Si applica questa normativa per il lancio delle pietre, l’appartenenza a organizzazioni vietate o l’incitamento alla violenza sui social media. I minori palestinesi possono essere trattenuti anche senza capi di accusa, in regime di detenzione amministrativa.

Infliggere lunghe condanne ai minori palestinesi è una pratica sempre più comune nei tribunali israeliani, come dimostrano i casi di Muawiya Alqam, 14 anni, condannato a sei anni e mezzo di reclusione e Nurhan Awad, ancora in attesa di sentenza definitiva, che potrebbe essere pari a 15 anni di reclusione. In particolare, il caso di Nurhan presenta schiaccianti analogie con quello di Ahmad: anche la ragazza, gravemente ferita nell’incidente, era con sua cugina, Hadeel, assassinata dai coloni israeliani.

Nel video dell’interrogatorio di Ahmad, si vedono più persone sottoporre il minore a pressioni e gridargli contro, mentre il ragazzo dichiara di non ricordare nulla dell’incidente. Ahmad è uno dei quasi 400 minori palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane, che sono quotidianamente vittime di torture e abusi nel corso degli interrogatori, vengono sottoposti a regimi di isolamento, picchiati e scalciati da militari delle forze di occupazione e minacciati di abusi sessuali e di altra natura, secondo i rapporti del Defence for Children International Palestine. I minori, inoltre, vengono interrogati con metodi molto bruschi, senza la presenza di un genitore o di un legale. dannato a 12 anni di carcere. Nei casi che riguardano la “sicurezza nazionale”, i minori palestinesi non sono soggetti a una legislazione speciale con pene ridotte, nonostante la minore età. Se la condanna è superiore ai sei mesi, i quattordicenni sono trattati alla stregua dei maggiorenni. Si applica questa normativa per il lancio delle pietre, l’appartenenza a organizzazioni vietate o l’incitamento alla violenza sui social media. I minori palestinesi possono essere trattenuti anche senza capi di accusa, in regime di detenzione amministrativa.

Infliggere lunghe condanne ai minori palestinesi è una pratica sempre più comune nei tribunali israeliani, come dimostrano i casi di Muawiya Alqam, 14 anni, condannato a sei anni e mezzo di reclusione e Nurhan Awad, ancora in attesa di sentenza definitiva, che potrebbe essere pari a 15 anni di reclusione. In particolare, il caso di Nurhan presenta schiaccianti analogie con quello di Ahmad: anche la ragazza, gravemente ferita nell’incidente, era con sua cugina, Hadeel, assassinata dai coloni israeliani.

Nel video dell’interrogatorio di Ahmad, si vedono più persone sottoporre il minore a pressioni e gridargli contro, mentre il ragazzo dichiara di non ricordare nulla dell’incidente. Ahmad è uno dei quasi 400 minori palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane, che sono quotidianamente vittime di torture e abusi nel corso degli interrogatori, vengono sottoposti a regimi di isolamento, picchiati e scalciati da militari delle forze di occupazione e minacciati di abusi sessuali e di altra natura, secondo i rapporti del Defence for Children International Palestine. I minori, inoltre, vengono interrogati con metodi molto bruschi, senza la presenza di un genitore o di un legale.

 

Trad. Romana Rubeo – Invictapalestina.org

Fonte: http://samidoun.net/2016/11/palestinian-child-ahmad-manasrah-14-sentenced-to-12-years-in-israeli-prison/

Il minore palestinese Ahmad Manasrah, 14 anni, condannato a 12 anni di prigione in un carcere israeliano

https://invictapalestina.wordpress.com/2016/11/09/il-minore-palestinese-ahmad-manasrah-14-anni-condannato-a-12-anni-di-prigione-in-un-carcere-israeliano/

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