Il Monte Gerezim e i Samaritani

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Dopo la morte di Salomone, verso il 920 a.c., iniziò la decadenza del regno di Giuda e Israele, il regno si divise in due parti, dieci tribù costituirono un regno che conservò il nome di regno d’Israele (o regno Settentrionale o del Nord), mentre le altre due (Giuda e Beniamino) costituirono il regno di Giuda (o regno Meridionale o del Sud). Il regno d’Israele conobbe un certo periodo d’indipendenza con capitale Samaria (o Sebastia), e con il centro religioso sul monte Gerizim. In seguito dovettero fronteggiare gli assiri che nel 722 a.c. distrussero il loro regno. In Samaria rimasero comunque degli ebrei che si fusero con i coloni assiri, mantenendo intatta la loro lingua e le loro tradizioni religiose.

Il regno di Giuda durò un pò più a lungo, nel 588 a.c. i babilonesi abbatterono il loro regno e distrussero il tempio di Gerusalemme. Dopo la distruzione del tempio i giudei furono deportati in Babilonia in stato di cattività, restando liberi di praticare la loro religione e le loro usanze. Quando i persiani conquistarono Babilonia, gli ebrei vennero, con un editto di Ciro il Grande, “invitati” al ritorno, poi visto che la maggior parte di loro non si affrettava, vennero sollecitati “manu militari” con una deportazione al contrario. I giudei che ritornarono non parlavano più la loro lingua originaria ma l’aramaico, la lingua più diffusa del medioriente,

Quando gli abitanti della Giudea cominciarono a ritornare nelle loro terre, non accettarono i samaritani come dei veri ebrei e rifiutarono ogni loro proposta relativa a una riunione in un gruppo unico, compresa l’offerta di aiuto alla ricostruzione del secondo tempio di Gerusalemme, ragione per cui i samaritani costruirono un loro tempio per i sacrifici sul monte Gerezim alla pari con Gerusalemme. Sul Monte Gerezim, sopra le rovine del tempio distrutto dai romani, venne costruito prima un tempio pagano e poi in epoca bizantina una chiesa a pianta ottagonale.

I samaritani non possono essere definiti goym (gentili) lo riconoscono gli stessi ebrei, anche se il Talmud li chiama invariabilmente cuthei (infedeli o apostati), ma resta contro di loro il disprezzo secolare. I rabbini giudei che vogliono ricostruire il tempio e ripetere il rito interrotto da duemila anni, non riescono più a stabilire chi fra loro sono i sacerdoti, necessari perchè il rito sia valido; le famiglie sono estinte, o i loro lignaggi ereditari confusi. I Samaritani invece hanno ancora sacerdoti discendenti dai ceppi biblici, e ciò è attestato dalle genealogie conservate nelle loro famiglie, e oggi confermato dall’analisi del loro DNA. Una volta identificata la linea ereditaria giusta, il samaritano portatore del gene sacerdotale viene congiunto con una donna ebrea, il figlio che nasce da madre ebrea essendo ebreo per Legge incarna un vero sacerdote, capace di compiere lo sgozzamento dell’agnello pasquale in modo sacramentale valido.

I Samaritani sono guidati da quattro principi di fede: un unico Dio, il Dio d’Israele; un unico profeta, Mosè figlio di Amram; un unico libro sacro, il Pentateuco nella loro scrittura ovvero la Torá tramandata da Mosè; un unico luogo sacro, il Monte Gerizim. Festeggiano solo le sette festività nominate nella Torá: la Pasqua ebraica; la festa degli Azzimi; la festa delle Settimane (Shavuoth); il primo giorno del Settimo Mese; il giorno dell’Espiazione (Yom Kippur); la festa dei Tabernacoli (Sukkoth); la festa della Torá. A differenza degli Ebrei, i Samaritani non festeggiano Hanukká e Purim. Assieme a questi principi credono nella fine dei giorni e nella resurrezione. Il nuovo Anno viene festeggiato quattordici giorni prima della Pasqua, e la vigilia di Pasqua è caratterizzata dal sacrificio degli agnelli e capretti sul monte Gerizim, come atto di gratitudine a Dio per aver permesso loro (insieme agli altri ebrei), di fuggire dalla schiavitù in Egitto.

Oggi i samaritani contano circa 750 persone, divise tra il villaggio di Kiryat Luza sul Monte Gerizim e il villaggio di Holon a sud di Tel Aviv, i primi parlano arabo, i secondi l’ebraico, quelli di Kiryat Luza, che si trova nella West Bank vicino a Nablus, trovandosi nel punto di confluenza di una zona A, di una zona B e di una zona C (per via dell’insediamento di Har Bracha), hanno, a testa, tre passaporti: quello palestinese, quello israeliano e quello giordano (gentilmente concesso dal Regno Hascemita di Giordania) e due telefoni: uno palestinese e uno israeliano.

I samaritani sono la popolazione con il più alto numero di matrimoni tra consanguinei al mondo: si sposano infatti tra membri della stessa comunità religiosa da oltre 2000 anni. Questo comporta qualche problema di origine genetica. I samaritani hanno individuato i portatori dei geni che causano i loro problemi di genetica ed evitano che queste persone si sposino tra loro, per questa e per altre ragioni accettano volentieri di sposarsi con donne di altre religioni, sempreché disposte a convertirsi alla loro.

Gesù quando volle affermare il concetto dell’attenzione verso il prossimo ricorse alla parabola del buon samaritano, quando come racconta Luca, solo un passante samaritano soccorse uno sconosciuto ferito mentre gli uomini della Legge ebraica passarono oltre senza sollevare un dito.

Albus

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